Funding Circle raccoglie capitali pubblici e privati: il marketplace lending british vola

Flag of United Kingdom on blackboard background

Mentre in Italia il marketplace lending è ancora un oggetto semi-sconosciuto (e sicuramente sottovalutato), nel Regno Unito, che è anche il regno del p2p, sempre più segnali dimostrano quanto stia maturando il mercato e quanto queste piattaforme siano in grado di sostituire le banche nel finanziamento all’economia reale.

Il nuovo anno è iniziato con due notizie molto positive per Funding Circle, il leader britannico del p2p alle pmi. La prima è l’iniezione extra di 40 milioni di sterline (circa 46 milioni di euro) da parte del governo per finanziarie le piccole imprese. “L’azienda – secondo quanto riporta il Telegraphha dichiarato che la British Business Bank, a partecipazione pubblica, presterà direttamente questa somma attraverso la piattaforma insieme agli altri 50mila prestatori individuali”: l’iniezione di liquidità segue una prima tranche già versata da 60 milioni. Circa il 10% della liquidità dell’azienda arriva ormai da fonti pubbliche.

Il regolamento di Bankitalia sul social lending? Non basta, l’Italia resta al palo

http://www.osborneclarke.com/lawyers/umberto-piattelli/

“Non servono nuove leggi, ci sono le direttive europee”, parola di Umberto Piattelli, partner dello studio legale Osborne & Clarke e consulente della Commissione Europea sul crowdfunding

Il trend del social lending italiano è decisamente rivolto a incrementare le offerte di finanziamenti per le start-up, le micro e le piccole imprese poco servite dal sistema bancario, così come avviene oramai negli altri paesi europei e non solo. Rispetto alle 3 piattaforme di social lending che operavano in Italia nel 2015, si contano già ben 8 piattaforme nel 2016 e non mi stupirei se il numero raddoppiasse ancora nel 2017, con un forte incremento delle piattaforme P2B, e quindi rivolte al mercato delle aziende”.

Capodanno col botto: oltre sette milioni l’erogato di BorsadelCredito.it a fine 2016

Businessman Building The Success

Aggiorna il suo record di erogato mese dopo mese BorsadelCredito.it: anche a dicembre superato il milione di prestiti, che permette di chiudere il 2016 con un valore cumulato di 7 milioni di euro erogati. I prestiti erogato sono 248, 18 nel mese in analisi.

Il rendimento per i prestatori è stato del 5,61%, al lordo della tassazione, che viene calcolata alla fonte sul reddito. Vengono cioè applicate al guadagno ottenuto tramite l’investimento in p2p le aliquote Irpef, che variano dal il 23% per i redditi sotto i 15mila euro fino al 43% per quelli sopra i 75mila euro.
Attualmente il credito digitale alle pmi in chiave italiana si mostra più redditizio di quello britannico che segna un rendimento lordo medio (al 31 ottobre scorso) del 5,11%, in base al Liberum AltFi Returns Index, l’indice che sintetizza gli andamenti delle principali quattro piattaforme del Regno Unito.

Giancarlo Giudici (Polimi): “I vantaggi fiscali dei PIR anche al social lending”

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Secondo il professore esperto di crowd-investing, la sperequazione fiscale resta il tallone d’Achille del settore. Rimuoverla è il primo passo dello sviluppo possibile

A inizio novembre è stata aggiornata la sezione IX della Circolare 229/99, che disciplina l’attività delle forme di investimento diverse dalla raccolta del risparmio. In particolare, è stata introdotta la definizione di social lending come “trattativa personalizzata tra prenditore e prestatore, in cui i due soggetti hanno capacità di incidere sulle caratteristiche del contratto”.

Un evento quasi epocale – non fosse altro perché rappresenta un riconoscimento dell’esistenza di questo settore appena nascente nel nostro Paese, ma con tanta voglia di diventare grande. Il regolamento di Bankitalia riconosce dunque l’esistenza del fenomeno, ma cosa cambia nella pratica? “Penso che la novità principale sia proprio l’avere ‘istituzionalizzato’ il social lending come uno strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme on-line, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto”, risponde Giancarlo Giudici, professore di Finanza Aziendale e direttore dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, uno dei massimi esperti italiani di finanza alternativa.

Piccola guida all’investimento in p2p su BorsadelCredito.it (è più facile di quel che sembra)

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Chi ha paura del p2p lending? Non certo i Millennial che al mezzo che lo supporta, la Grande Rete, sono avvezzi. Eppure, a guardare le statistiche dei prestatori di BorsadelCredito.it, sono una categoria ancora poco presente (probabilmente per scarsa disponibilità di cassa da investire). Sul fronte opposto, i più anziani (e ricchi) fanno fatica a spostare la liquidità dal Btp al fintech, per ovvie ragioni culturali e anche di resistenza al canale. Così l’investitore tipo dei prestiti digitali alle PMI è un uomo, 45enne, di cultura medio alta (lo abbiamo approfondito qui). Un profilo di risparmiatore (che è quello medio di chi investe in BorsadelCredito.it) evoluto per uno strumento di investimento che, in realtà, per la sua semplicità e trasparenza sarebbe alla portata di tutti. Ma il “digital divide” non perdona e ostacola l’accesso a quella che potrebbe essere un’opportunità interessante per gran parte della platea potenziale.

L’Europa delle banche che chiedono supporto al marketplace lending

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Secondo un’inchiesta della società di consulenza Manatt, il 72% dei CEO delle banche regionali o locali degli Usa ha pianificato una partnership con il Fintech nel corso nei prossimi 12-18 mesi (sul matrimonio banche-fintech abbiamo già scritto qui). Un’opzione che sarebbe particolarmente interessante anche per le banche territoriali italiane, le popolari e le banche di credito cooperativo che hanno rapporti con piccole e micro aziende alla ricerca di credito sempre più difficile da trovare ma che, neanche a dirlo, nessuna ha finora preso in considerazione.

P2P lending a colazione: BorsadelCredito.it sotto la lente dei prestatori. Molte domande e interesse che cresce

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Per il secondo anno consecutivo BorsadelCredito.it traccia un bilancio in un evento informale con i prestatori, che sono una comunità sempre più attiva e in crescita

Ha un buon rendimento e una funzione sociale, che è quella di fare crescere l’economia reale: guadagno e nel contempo sento di fare una cosa utile.” “Ho conosciuto BorsadelCredito.it attraverso il passaparola: ho studiato e ho scoperto che è come un deposito aperto, non vincolato, con ritorni economici che, dopo un anno, sono stati anche oltre il previsto.” “Amo investire sulle persone, fin dall’inizio c’è stata una chimica molto forte con lo staff: innanzitutto ho creduto in loro e nel progetto”. “Lo consiglierei a un amico: sì, se è stanco di investire in banche e nei loro conti che non garantiscono ritorni soddisfacenti: gli direi di studiare il p2p lending e non lasciarsi sfuggire l’occasione.”

Le microimprese che finanziano le big corporate

Plant Growing In Savings Coins - Investment And Interest Concept

Secondo le rilevazioni di Cerved, le piccolissime dell’economia reale italiana sono in ripresa e pagano più rapidamente delle loro sorelle maggiori (ma sono più fragili se scoppia la crisi)

Le piccolissime finanziano l’economia e le colleghe medie e medio-grandi. Incredibile ma vero: i tempi di pagamento decisamente più corti per le microimprese che per le altre categorie dimensionali sono un fatto. Lo rileva Cerved, leader in Italia nell’analisi del rischio di credito e nella gestione dei Non performing loan. Nel primo trimestre del 2016 i giorni di ritardo rispetto a quanto concordato sono diminuiti anno su anno, per questa categoria di aziende: ammontando a 15,4 giorni rispetto ai 16,7 del primo trimestre 2015, con termini fissati rispettivamente a 46,3 e 46,9 giorni. “Diminuiscono scadenze in fattura e ritardi rispetto agli impegni presi – spiega Guido Romano, responsabile dell’Ufficio Studi di Cervede anche per questo le microimprese pagano 25 giorni prima delle grandi imprese e dieci giorni prima delle pmi. Su questo fenomeno pesano soprattutto termini in fattura più stringenti, dovuti al minore potere negoziale”. Ma, di fatto, le microimprese finanziano quelle più grandi, di ogni dimensione.

5 dritte per il consulente finanziario smart: cosa fare perché l’azienda che rappresentate ottenga il prestito

Daumen Hoch vor blauem Hintergrund

Investimenti strumentali o in marketing. Scorte di magazzino per affrontare i periodi caldi in termini di vendite. Un nuovo progetto che necessita di una rete di pc super potenti, una consulenza professionale per riorganizzare la linea produttiva, e chi più ne ha più ne metta. Le piccole imprese che vogliono emergere nel difficile mercato di questi anni sono costrette a investire. Spesso però, se le dimensioni sono micro o anche solo piccole e le esigenze di cassa altrettanto, trovano la resistenza delle banche che invece su queste dimensioni non fanno utili e le rimandano al mittente. Una perdita di tempo ed energie anche per il consulente che accompagna le imprese nella ricerca di liquidità. Il marketplace lending nasce proprio per questo genere di prestiti e di imprese ma, ovviamente, i finanziamenti vengono erogati dopo un’attenta analisi di solvibilità del soggetto. Al consulente (o all’azienda) che non vuole sbagliare mira, suggeriamo cinque dritte per avere il nostro sì.

Leggi chiare, tassazione equa e buone pratiche dalle piattaforme: ecco le tre regole per far crescere il p2p lending

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Le rivela Giancarlo Giudici, professore del Politecnico di Milano e direttore dell’Osservatorio sul crowdfunding, che ci ha spiegato cosa servirebbe per dare una spinta al settore

Vale 32 milioni di euro e cresce del 300% all’anno: ma quali sono i possibili sviluppi del social lending italiano, sia in termini di volume che in tipologia di servizi e prodotti? Lo abbiamo chiesto a Giancarlo Giudici, professore di Finanza Aziendale e direttore dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, uno dei massimi esperti italiani di finanza alternativa.