I PIR senza Fintech? Ecco perché sono monchi

concept money growing and small tree in jar

In Regno Unito nascono gli IFISA, che investono in finanza innovativa e offrono l’esenzione fiscale. Quando lo farà anche l’Italia? Di Antonio Lafiosca, Socio e Chief Operating Officer di BorsadelCredito.it

In Regno Unito si chiamano Isa, che sta per Individual Savings Account e corrispondono ai nostri PIR. Sono, cioè, strumenti di investimento che puntano sull’economia reale e per incentivarla offrono a chi li acquista l’esenzione fiscale. Ma, come spesso accade, al prodotto italiano manca il quid che lo rende davvero innovativo: non può infatti investire in finanza alternativa , cioè Fintech, a differenza dello strumento britannico.

Primavera di novità per i prestatori di BorsadelCredito.it: a regime le nuove regole

A newspaper on a wooden desk - Whats new

Le novità per i prestatori annunciate a febbraio sono a regime dal 17 aprile scorso per tutti, anche per i pionieri del finanziamento digitale alle imprese: i nostri clienti più antichi e fedeli che fin dal lancio della piattaforma hanno deciso di investire nelle imprese dell’economia reale che BorsadelCredito.it finanzia.

Alla ricerca dell’equilibrio perfetto tra rischio e rendimento

Speed.

Un portafoglio a regime richiede una lavorazione che dura sei mesi. Qui vi spieghiamo perché

Quanto tempo ci vuole perché l’investimento su BorsadelCredito.it inizi a produrre rendimento? Quanto è necessario essere pazienti per garantirsi un portafoglio all’interno del quale il rischio sia il più possibile circoscritto e controllato? Perché i soldi erogati non vengono investiti immediatamente?

Nell’editoriale di oggi cercheremo di dare una risposta a queste che sono tra le domande che più frequentemente ci vengono poste dai nostri investitori. E iniziamo con una premessa.

Ecco perché è necessario digitalizzarsi per chi fa finanza: il punto di vista di State Street

businessman working with smart phone and digital tablet and laptop computer in modern office with virtual interface graphic icons network diagram

La tecnologia? Ancora una chimera per la maggior parte delle società di investimento. Eppure “il vecchio modo di fare le cose non attrarrà i Millenials, che cercano un’esperienza molto più tecnologica”. A dirlo non è il ceo di una start up fintech, ma James R. Lowry, Emea head di State Street Global Exchange, ovvero uno dei fornitori leader a livello mondiale di servizi finanziari per investitori istituzionali, con 29 mila miliardi di dollari di asset in custodia e amministrazione e 2.470 miliardi di dollari di patrimonio gestito.

Credito alle imprese: il futuro è sempre più Fintech

Supply Chain Green Blue Gears Circular

Il “caso” della supply chain finance raccontato dall’Osservatorio del Polimi

Il futuro del credito alle imprese è sempre più Fintech. Oltre al marketplace lending in cui BorsadelCredito.it è leader in Italia, c’è tutto un mondo pressoché inesplorato, legato al credito di filiera, o supply chain finance, ovvero “l’insieme di strumenti finanziari, pratiche e tecnologie impiegati per ottimizzare capitale circolante e liquidità di tutti gli operatori coinvolti nella filiera produttiva.” In Italia, questo mercato vale 559 miliardi di euro, ma è servito solo al 26%: il che vuol dire che il 74%, ovvero 413 miliardi, è ancora disponibile per il finanziamento alle imprese.

La primavera porta a BorsadelCredito.it il traguardo dei 10 milioni

Businessman with growing chart drawing, as if pulling the bar up with his two fingers. Business success concept.

A marzo BorsadelCredito.it ha finanziato le micro-imprese italiane con più di un milione di euro in 14 nuovi prestiti. In totale, il numero delle imprese supportate a oggi dal nostro portale dall’avvio delle attività è di 292 (+14 rispetto a febbraio) e l’ammontare complessivo erogato di 10,199 milioni di euro.

Il tasso medio di rendimento per i prestatori si è attestato a 5,48%, leggermente superiore a quello medio delle principali piattaforme britanniche che ha segnato a fine mese un valore del 5,32%, in base al Liberum AltFi Returns Index.

Ecco perché le micro imprese devono rivolgersi al marketplace lending (se non vogliono restare al palo)

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Sme supporting factor, accesso facilitato a Borsa e debito non sono bastati a frenare il calo dei prestiti bancari alle micro imprese. Vi spieghiamo perché e qual è per loro l’alternativa

Credito alle imprese in rialzo. Sì, ma non per tutte: quello alle piccole e micro aziende, sotto i 20 addetti, secondo le rilevazioni di Confartigianato, è in calo del 2,0% a novembre 2016 anno su anno, mentre salgono dello 0,4% quelli alle imprese medio-grandi. A settembre 2016 lo stock di prestiti concessi alle imprese artigiane è stato d 42,9 miliardi, il valore minimo degli ultimi 15 anni. Insomma, a guardare i dati nel dettaglio, le piccole sono sempre in affanno e anche quelle che vorrebbero investire per crescere non trovano finanziamenti se si rivolgono ai canali tradizionali (leggi, le banche). La soluzione? Potrebbe essere il marketplace lending che in Italia è offerto da BorsadelCredito.it e da altre realtà emergenti.   

Manuel Piccoli (Birrificio del Ducato): “Ecco come ho conquistato Londra con la mia birra artigianale italiana, anche grazie al p2p lending”

Io e Manuel col bicchiere

 

Nel marketplace lending c’è un aspetto etico che nelle banche è totalmente assente: io imprenditore pago le rate perché so che dietro ci sono persone che hanno creduto in me e nel mio progetto. Se ci pensate è la miccia che innesca il circolo virtuoso che fa funzionare il meccanismo”. A dirlo a BorsadelCredito.it è Manuel Piccoli, presidente e socio fondatore del parmense Birrificio del Ducato, prima prestatore, poi finanziato, che ha voluto raccontarci la sua storia e la sua esperienza di borrower.

Chi ha paura della Brexit: luci e ombre per il marketplace lending. Ma per l’Italia potrebbe essere un’occasione

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Qualcuno crede che le fintech britanniche, come le banche tradizionali, saranno penalizzate dalla perdita del passaporto europeo; non la pensa così invece Funding Circle. La storia è tutta da scrivere: ma per Berlino, Parigi e Milano potrebbe essere il momento per diventare le prossime City d’Europa.

Chi ha paura della Brexit? Non il marketplace lending che, anzi, potrebbe averne molto da guadagnare. Soprattutto quello extrabritannico, tra le cui fila figura BorsadelCredito.it.

Un anno d’oro per investire, grazie agli incentivi: ma il credito alle micro imprese è in calo

Investment

È l’anno d’oro per chi vuole investire, grazie agli incentivi. Che però rischiano di essere una chimera per le microimprese: per quelle con meno di 20 dipendenti, secondo le rilevazioni di Confartigianato, il credito continua a calare (-2% anno su anno a novembre 2016), mentre per le altre è in timida ripresa.

Le banche, cioè, prestano sempre meno per i richiedenti con dimensioni contenute, e allora, per investire, le PMI devono trovare alternative al canale tradizionale: una è il marketplace lending, come quello offerto da BorsadelCredito.it, che peraltro ha il vantaggio di garantire tempi risposta ben più rapidi di quelli bancari (3 giorni invece di 30 di media). Un quid che potrebbe fare la differenza, anche perché rimandare gli investimenti oggi significherebbe perdere l’occasione di migliorare efficienza e redditività del proprio business a un costo così basso da essere probabilmente irripetibile.