Un anno d’oro per investire, grazie agli incentivi: ma il credito alle micro imprese è in calo

Investment

È l’anno d’oro per chi vuole investire, grazie agli incentivi. Che però rischiano di essere una chimera per le microimprese: per quelle con meno di 20 dipendenti, secondo le rilevazioni di Confartigianato, il credito continua a calare (-2% anno su anno a novembre 2016), mentre per le altre è in timida ripresa.

Le banche, cioè, prestano sempre meno per i richiedenti con dimensioni contenute, e allora, per investire, le PMI devono trovare alternative al canale tradizionale: una è il marketplace lending, come quello offerto da BorsadelCredito.it, che peraltro ha il vantaggio di garantire tempi risposta ben più rapidi di quelli bancari (3 giorni invece di 30 di media). Un quid che potrebbe fare la differenza, anche perché rimandare gli investimenti oggi significherebbe perdere l’occasione di migliorare efficienza e redditività del proprio business a un costo così basso da essere probabilmente irripetibile.

Direct Lending: come funziona in Italia e perché il mercato è inesistente nonostante le potenzialità

banking loan, or cash concept

BorsadelCredito.it è pronta ad ospitare già da quest’anno i fondi direct lending per aprire il marketplace lending per le PMI agli investitori istituzionali

 Nel 2016, secondo Deloitte, i fondi di direct lending in Europa hanno erogato 13 miliardi di euro in prestiti alle imprese e hanno una potenza di fuoco di circa 54 miliardi secondo il data provider Preqin. Un motivo in più, per le banche, per cercare accordi con chi nel prossimo futuro sarà protagonista dei fondi di direct lending, anche in Italia, ovvero i marketplace lenders. Perché le banche non trasmettono più credito all’economia reale – e possono farlo sempre meno, soprattutto quelle italiane strette nella morsa di richieste sempre più pressanti da parte del regolatore a cui a fine marzo dovranno presentare il piano per la gestione dei Non Performing Loans, i prestiti incagliati o inesigibili che ammontano alla cifra monstre di 200 miliardi di euro, che non cresce più ma non cala neppure abbastanza.

Nel 2017 il credito alternativo alle PMI farà boom, parola di BNP Paribas

Stephane-Blanchoz

Un 2017 di crescita esponenziale per il debito alternativo e il direct lending e quindi l’occasione ghiotta per gli investitori – retail e professionali – di trarne rendimenti interessanti. A dirlo, nel suo outlook per l’anno, è Stéphane Blanchoz, Chief Investment Officer della gestione del debito alternativo di BNP Paribas Investment Partners. Un’opinione che BorsadelCredito.it sostiene e condivide, mentre si prepara a rendere il suo prodotto adatto anche agli investitori istituzionali.

Ma vediamo in dettagli quali sono le previsioni di Blanchoz: il gestore si basa su alcuni fattori che hanno spinto rapidamente la crescita dei prestiti non bancari alle imprese come asset class investibile, con un universo sempre più vasto di fondi che offrono esposizione a questo tipo di credito.

Ecco perché se la banca non diventa fintech è destinata a soccombere

Marco Giorgino

L’opinione del professor Marco Giorgino, responsabile scientifico dell’Osservatorio Digital Finance del Polimi: “Le banche più solide anche in Italia stanno iniziando a considerare forme di integrazione con il fintech”

O si cambia, in chiave digitale, o si muore. Anche in Italia per le banche non c’è altra scelta.

“Per la banca del futuro tre parole chiave saranno particolarmente importanti: finanza, rischio, tecnologia. Il governo di queste tre dimensioni e l’equilibrio che potrà essere costruito potranno essere discriminanti per il successo e la sostenibilità nel tempo.” A dirlo è Marco Giorgino, professore di Finanza e Risk Management al Politecnico di Milano e responsabile scientifico dell’Osservatorio Digital Finance, fondato un anno fa. A lui abbiamo chiesto cosa ne pensa delle possibili interazioni tra banca tradizionale e fintech che nel nostro Paese finora sono state pressoché inesistenti.

Febbraio: superati i nove milioni di erogato, si veleggia verso i 300 prestiti

Market.

Nelle quattro settimane di febbraio BorsadelCredito.it ha finanziato le micro-imprese italiane con più di un milione di euro in 14 nuovi prestiti. In totale il numero delle imprese supportate a oggi dal nostro portale dall’avvio delle attività del marketplace lending è di 278 e l’ammontare complessivo erogato di 9,181 milioni di euro.

Il tasso medio di rendimento per i prestatori al 28 febbraio si assesta su una quota media di 5,54% e resta superiore a quello medio delle principali piattaforme britanniche che ha segnato a fine febbraio un valore del 5,17%, in base al Liberum AltFi Returns Index.

Europa alla prova del populismo: se vincono gli anti-euro sono guai per le banche (meglio chiedere credito al p2p lending)

EU flag in front of Berlaymont building facade

Primo appuntamento con l’Olanda il 15 marzo, seguono Francia ad aprile e Germania a settembre. Possibili choc strutturali per UE ed euro

Cresce il fronte no-euro nell’Europa che si avvicina alla stagione elettorale. E lo scossone che le spinte populiste potrebbero dare ai mercati, soprattutto a quelli delle periferie, avrebbero un impatto abnorme sulle banche. Che in Italia già soffrono (con qualche eccezione, ma quasi tutte nel 2016 hanno totalizzato perdite importanti sul listino). E che, più soffrono, meno erogano credito all’economia reale, cosa che invece BorsadelCredito.it può fare anche in condizioni di mercato avverse.

Come “Tantosvago” ha trovato credito grazie a BorsadelCredito.it

Matteo Romano in alta

Parte la rubrica che racconta i casi delle aziende che hanno ricevuto un prestito in 3 giorni: Matteo Romano ci parla di come la sua azienda di servizi ha trovato denaro per i suoi investimenti

“BorsadelCredito.it ci ha aiutato in un momento di scarsa liquidità in attesa dei ritorni, che non son tardati. Nella seconda occasione in cui abbiamo avuto bisogno di loro, ci ha consentito di avviare il progetto di sviluppo del settore estero (Spagna, Francia, Belgio, Svizzera) in mercati tutti da scoprire e ancora vergini per la nostra formula.” A dirlo è Matteo Romano, socio fondatore di Tantosvago, l’agenzia di digital rewarding con cui apriamo su questo blog la rubrica sulle aziende che abbiamo finanziato: lasceremo che siano gli stessi imprenditori a raccontarvi le loro storie e la loro esperienza con il p2p lending.

Digital Rethinking: perché le banche devono ripensarsi al digitale (e che ruolo possono avere le startup che offrono servizi finanziari disintermediati)

Financial Technology concept on the gearwheels, 3D rendering

Secondo l’Osservatorio Digital Finance del Politecnico di Milano il futuro del banking tradizionale – che arranca tra margini sempre più risicati e requisiti di capitale sempre più stringenti – non può prescindere dai colossi di Internet e dal Fintech

Il futuro del banking? Passa attraverso la tecnologia. Nulla di nuovo sotto il sole – l’innovazione tecnologica attraversa i sistemi bancari da decenni, ma stavolta la questione è diversa. Stavolta è il modo di fare banca, il modo di servire i clienti, il funzionamento dei propri processi operativi che richiede un ripensamento in chiave digitale, pena l’uscita dal mercato. A dirlo non è (solo) BorsadelCredito.it, ma l’Osservatorio Digital Finance del Politecnico di Milano, che a fine gennaio ha compilato il resoconto del suo primo anno di attività.

Passo dopo passo, come chiedere un prestito su BorsadelCredito.it

Care Of New Life - Watering Young Plant

“Il modo più veloce per ottenere credito”. Questo è il claim della homepage di BorsadelCredito.it dedicata ai richiedenti ed è anche uno dei maggiori punti di forza del prodotto: per ricevere un finanziamento di qualunque importo e con una durata da 12 a 60 mesi bastano 3 giorni a un’impresa che sia dotata dei requisiti giusti.

BorsadelCredito.it ospite a Radio24: ecco tutte le risposte alle domande che ci sono arrivate dopo la trasmissione

Sport.

Prestiti rapidi e con costi trasparenti. Rendimenti elevati, basse commissioni e la protezione di un Fondo dedicato. Ecco tutti i nostri segreti svelati per richiedenti e prestatori

A inizio febbraio siamo stati ospiti della trasmissione radiofonica Cuore e Denari condotta da Nicoletta Carbone e Debora Rosciani su Radio24. Ci avete ascoltati numerosi e i nostri telefoni sono diventati bollenti! Soprattutto perché in tanti ci avete chiamato per avere chiarimenti su alcuni aspetti del nostro business, sia sul fronte della richiesta di prestiti sia su quello degli investimenti. Noi abbiamo raccolto le vostre domande più ricorrenti e vi rispondiamo di seguito. Intanto, se vi fa piacere, potete riascoltare l’intervento in radio del nostro Chief Operation Officer Antonio Lafiosca qui.