BorsadelCredito.it ospite a Radio24: ecco tutte le risposte alle domande che ci sono arrivate dopo la trasmissione

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Prestiti rapidi e con costi trasparenti. Rendimenti elevati, basse commissioni e la protezione di un Fondo dedicato. Ecco tutti i nostri segreti svelati per richiedenti e prestatori

A inizio febbraio siamo stati ospiti della trasmissione radiofonica Cuore e Denari condotta da Nicoletta Carbone e Debora Rosciani su Radio24. Ci avete ascoltati numerosi e i nostri telefoni sono diventati bollenti! Soprattutto perché in tanti ci avete chiamato per avere chiarimenti su alcuni aspetti del nostro business, sia sul fronte della richiesta di prestiti sia su quello degli investimenti. Noi abbiamo raccolto le vostre domande più ricorrenti e vi rispondiamo di seguito. Intanto, se vi fa piacere, potete riascoltare l’intervento in radio del nostro Chief Operation Officer Antonio Lafiosca qui. 

Primavera anticipata per i prestatori: niente più limiti all’importo investibile e interessi incassabili ogni mese

Hand schreibt mit Kreide Text "Breaking News!" auf Tafel

L’aria nuova della primavera è già arrivata, almeno per chi presta su BorsadelCredito.it In questi giorni sono state introdotte due importanti novità che renderanno prestare soldi all’economia reale ancora più interessante.
I prestatori avranno una maggiore libertà di investimento e potranno incassare i guadagni anche ogni mese.
Queste novità sono già una realtà per chi si è iscritto a BorsadelCredito.it dal 13 febbraio. Mentre i nostri prestatori storici hanno ricevuto una nostra comunicazione sulle belle novità che per loro saranno applicabili dal 17 aprile, un tempo necessario ogni qualvolta viene modificato un contratto per confermare nuove condizioni.

P2P lending nel 2017 in Italia: le previsioni di BorsadelCredito.it

Getting ready for 2017 - handwriting on a napkin with a cup of espresso coffee

Un mercato che corre al galoppo. Potrebbe essere l’anno della svolta, con l’ingresso di istituzionali, norme più chiare e un accenno di consolidamento.

Con un colpo di coda finale il p2p lending italiano ha chiuso il 2016 a più di 64 milioni, in crescita di oltre il 500%. Lo sostiene P2Plendingitalia.it avvisando che si tratta di una crescita sì quantitativa, ma accompagnata da elementi qualitativi: di P2P si inizia a parlare sempre più diffusamente sulla stampa, il prestito tra privati entra nelle discussioni politiche e nel novero delle possibilità presentate a chi ha bisogno di credito – privato o impresa. 

BorsadelCredito.it: oltre un milione di euro prestati nel primo mese del 2017

Man with chart

Passa a oltre 8,1 milioni di euro, dai circa 7 del mese precedente, l’erogato da BorsadelCredito.it al 31 gennaio 2017. Continua a crescere l’ammontare di prestiti erogati dalla piattaforma italiana di p2p lending dedicato alle pmi e anche nell’ultimo mese il valore ha superato il milione di euro, facendo segnare un nuovo record mensile (1.135.018 euro per la precisione)

Chi sono le imprese che preferiscono BorsadelCredito.it alla banca

Happy barista standing at trendy coffee shop, cafe - small business concept

Sono solide e micro, sono equamente divise tra Nord e Sud in termini di provenienza e chiedono credito soprattutto per fare nuovi investimenti, solo in pochi casi per rifinanziarsi. Ma sono ancora poco digitali. Ecco chi sono le aziende del p2p lending

Chi sono, da dove arrivano e cosa cercano le aziende che chiedono credito attraverso il p2p lending? Per rispondere a queste domande BorsadelCredito.it ha esaminato lo storico delle richieste di prestiti arrivate sul portale dalla partenza come marketplace lending fino a oggi: sono circa 7mila da ottobre 2015 a dicembre 2016. Da questo universo è stato selezionato un campione di circa 2mila soggetti che ci hanno consentito di tracciare le caratteristiche del nostro richiedente tipo.

Gli investimenti del futuro saranno sempre più FinTech: lo dicono le preferenze dei Millennials

Millennials text with hands and colorful illustrations

Gli entusiasti del Fintech? Sono i Millennials, coloro che domineranno i consumi per i prossimi quarant’anni e che il mercato sta ancora trascurando. Stiamo parlando, come noto, dei nati tra il 1980 e il 2000, quelli che non hanno votato per la Brexit e a cui non piace Donald Trump, che non mirano a possedere oggetti ma si accontentano di condividerli e che sono quattro volte più propensi rispetto agli over 55enni a investire in piattaforme di p2p, secondo una ricerca realizzata da Thincats.

BorsadelCredito.it: storia della start up che portò in Italia il p2p lending alle PMI

storia

Racconto della genesi di un’idea e della sua trasformazione in impresa

di Laura Magna, giornalista Plus24 e autrice del volume “Green Economy 2.0 – 16 storie di imprenditori eccellenti del nuovo made in Italy”

Tre amici che volevano cambiare il mondo – e che insieme ci sarebbero riusciti. Inizia proprio così – come il testo di una canzone – la storia di BorsadelCredito.it.

Anno 2012, Milano. Sono le coordinate precise, il punto nel tempo e nello spazio da cui comincia a dipanarsi la trama. Anche se in realtà c’era qualcosa anche molto prima e molto più a Sud.

Storia di un cambiamento di paradigma: se Funding Circle supera gli stress test che Rbs fallisce…

Checklist concept - checklist, paper and fountain pen

C’era una volta la finanza alternativa, fatta di prodotti complessi e di difficile lettura che promettevano rendimenti stellari e spesso celavano brutte sorprese per l’investitore. Dimenticatevene. Oggi sotto il cappello della finanza alternativa – e dei prodotti di investimento ad esso connessi – c’è un universo caratterizzato soprattutto da trasparenza. Prendiamo il caso del marketplace lending che a BorsadelCredito.it interessa da vicino: se lo guardiamo come un prodotto di investimento, si tratta di un oggetto semplice e immediatamente comprensibile. L’investitore presta il suo denaro ad aziende accuratamente selezionate e a cui viene attribuito uno scoring che ne testimoni il livello di solvibilità e il rischio, le aziende restituiscono il prestito a rate con interessi che si trasformano nel rendimento per il prestatore. Il rischio è calmierato da un Fondo di Protezione che copre le perdite dovute a ritardi nei pagamenti (ne abbiamo parlato più approfonditamente qui).

Banche in crisi: calano i prestiti alle imprese, le sofferenze restano enormi, aumenta la disaffezione dei clienti. Un’occasione per lo shadow banking

Breaking piggy bank - cash loan or mortgage

Le forme alternative di credito, tra cui il marketplace lending, hanno la possibilità di inserirsi in un gap di offerta sempre maggiore. BorsadelCredito.it vi spiega perché

Crollano i prestiti bancari alle imprese; le sofferenze a bilancio continuano ad avere dimensioni monstre – nonostante un lieve miglioramento; chiudono sempre più sportelli e dunque rischia di svanire la dimensione fisica degli istituti di credito, mentre non sembra aver fine la necessità di aumenti di capitale per rispettare requisiti sempre più stringenti e soprattutto per reggere la mancanza di redditività “pandemica” che coinvolge gli operatori in tutto il globo.

Funding Circle raccoglie capitali pubblici e privati: il marketplace lending british vola

Flag of United Kingdom on blackboard background

Mentre in Italia il marketplace lending è ancora un oggetto semi-sconosciuto (e sicuramente sottovalutato), nel Regno Unito, che è anche il regno del p2p, sempre più segnali dimostrano quanto stia maturando il mercato e quanto queste piattaforme siano in grado di sostituire le banche nel finanziamento all’economia reale.

Il nuovo anno è iniziato con due notizie molto positive per Funding Circle, il leader britannico del p2p alle pmi. La prima è l’iniezione extra di 40 milioni di sterline (circa 46 milioni di euro) da parte del governo per finanziarie le piccole imprese. “L’azienda – secondo quanto riporta il Telegraphha dichiarato che la British Business Bank, a partecipazione pubblica, presterà direttamente questa somma attraverso la piattaforma insieme agli altri 50mila prestatori individuali”: l’iniezione di liquidità segue una prima tranche già versata da 60 milioni. Circa il 10% della liquidità dell’azienda arriva ormai da fonti pubbliche.