Monthly Archives: dicembre 2018

Il Fintech piace agli HNWI d’Oltremanica (e non solo)

Parabola di un settore che, dagli investimenti ai gestori, sta per essere travolto dalla disruption

E così anche i paperoni d’Oltremanica si sono accorti del FinTech. Lo annuncia la rivista specializzata Peer2Peer Finance News, secondo cui un quarto degli High Net Worth Individual (HNWI) – coloro che hanno almeno un milione di euro di patrimonio personale – allocano circa un quinto delle proprie risorse in asset alternativi come il P2P lending. Il dato è contenuto all’interno di una ricerca condotta su 120 clienti dalla società di investimenti Connection Capital, secondo cui gli asset alternativi contribuiscono ad ampliare la diversificazione del portafoglio aumentandone la resilienza e i ritorni.

Il lending per le PMI di BorsadelCredito.it chiude novembre sfiorando la soglia dei 50 milioni (+140% anno su anno) ed un rendimento sopra il 5%

Supera i 49 milioni l’erogato di BorsadelCredito.it a fine novembre 2018. Quasi tre milioni prestati all’economia reale nel mese – a ottobre l’erogato era stato di 46,2 milioni – distribuiti su 25 nuovi prestiti. In tutto i prestiti da inception sono 575 rispetto ai 550 del mese di ottobre.

Segnali di crescita: nel 2018 un quarto degli italiani ha usato almeno un servizio FinTech

L’industria della tecnofinanza si consolida, mentre le PMI italiane potrebbero sfruttare di più le forme di finanziamento alternativo: i dati dell’Osservatorio FinTech & InsurTech del Politecnico di Milano inquadrano i trend del settore.

Il FinTech italiano spiega le vele. A dirlo ieri nel corso di un convegno – proprio con questo titolo – è stato il Politecnico di Milano, che con l’occasione ha presentato anche i dati del secondo Osservatorio FinTech & InsurTech della School of Management.

Il prossimo trend del FinTech? I sistemi di riconoscimento biometrico

Nel Regno Unito sono usati per identificare con certezza i clienti e combattere il riciclaggio di denaro “informatico”. In Italia il primo esperimento è una carta di pagamento di Intesa Sanpaolo, ma si tratta di una tendenza destinata a diventare pervasiva…

Obiettivo: sicurezza. È quello che chiedono, con sempre maggiore insistenza, gli investitori britannici che hanno destinato parte del proprio patrimonio al FinTech. Sicurezza non solo in merito all’investimento, in termini di trasparenza e condizioni di sottoscrizione, ma anche da un punto di vista più generale e legato alle nuove logiche di trasmissione dei dati, sempre più dipendenti dalla tecnologia. Un tema che le aziende FinTech sono chiamate ad affrontare in maniera puntuale.
Il trend si dipana dal mercato britannico e pian piano arriverà anche da noi: come si fa a evitare frodi informatiche, oggi, nelle transazioni finanziarie?