Monthly Archives: Giugno 2019

La Bank of England vuole una piattaforma nazionale per archiviare i dati delle PMI (e agevolare l’accesso al credito)

Ancora notizie “disruptive” dal Regno Unito. La Banca d’Inghilterra (BoE) ha annunciato che si impegnerà per lo sviluppo di una piattaforma dati che archivierà tutte le informazioni finanziarie relative alle PMI, aiutandole ad accedere ai finanziamenti.

L’annuncio è arrivato dalla viva voce del governatore della BoE, Mark Carney, secondo cui le metriche tradizionali per valutare le piccole imprese sono “sempre più inefficaci” quando si parla di prestiti e che una piattaforma finanziaria nazionale potrebbe contribuire a colmare il gap di finanziamento che oggi ammonta a 22 miliardi di sterline. “Non è compito della Bank of England costruire questa piattaforma, ma possiamo aiutare a gettarne delle basi“, ha detto Carney.

Il P2P lending italiano? Potrebbe erogare 38 miliardi di euro nel 2028. Parola di PwC

Secondo Emanuele Egidio, Associate Partner PwC Deals, questo sarebbe il risultato se il settore seguisse lo sviluppo del mercato britannico (atteso valere il 40% del mercato dei prestiti nel 2030). Ma in Italia siamo ancora indietro nello sviluppo dei modelli di business collaborativi e mancano gli investitori istituzionali

Lo SME lending, ovvero il settore dei prestiti alle imprese attraverso piattaforme FinTech, rappresenta il 10% della market share del Regno Unito, ma si potrebbe attestare al 37% del mercato nel 2030, con una stima di ricavi pari a 4,1 miliardi di sterline. La previsione è contenuta nel report PwC “Harnessing the power of disruption”.

Le banche inglesi? Ora tutte vogliono il FinTech

Le banche britanniche? Vogliono tutte collaborare con società FinTech per soddisfare le esigenze dei clienti. Secondo una recente indagine dello specialista di transazioni via carta di credito Fraedom, l’84% delle banche del Regno Unito è aperta a una forma di partnership con una FinTech: il 36% sostiene che se ne servirebbe per migliorare la propria customer experience, mentre un ulteriore 36% per ottenere maggiore visibilità.

Il FinTech è uno dei settori in cui si investe di più e lo sarà anche nel 2019

Secondo l’ultimo aggiornamento di The Pulse of FinTech di KPMG gli investimenti nel comparto sono raddoppiati nel 2018 versus il 2017. È raddoppiata anche la dimensione media dei deal, mentre l’M&A è il trend più diffuso in tutto il mondo. Segnali che siamo entrati nella fase due dello sviluppo FinTech

Dai 50 miliardi del 2017 ai quasi 112 del 2018. Sono più che raddoppiati gli investimenti in società FinTech nel mondo, soprattutto per effetto di un consolidamento crescente del settore che ha aumentato la scala dimensionale dei deal. E il 2019 sta dimostrando quanto il trend sia solido. Lo afferma l’ultimo aggiornamento del report semestrale di KPMG, The Pulse of Fintech.

Il concetto di rischio nel P2P lending 

Quanto è conosciuto il P2P lending come asset class? A leggere questo commento pubblicato di recente, sembrerebbe poco persino da FCA, l’autorità di vigilanza del Regno Unito, il Paese più avanti al mondo nel FinTech.

Il commento potrebbe sembrare di parte, in quanto a firma di Neil Faulkner, Chief Executive Officer di 4th Way (società di ricerca specializzata sul P2P lending). Ma il ragionamento è più che sensato e parte da un breve comunicato apparso sul sito di FCA che sottolinea la differenza tra gli ISA (i PIR britannici senza FinTech) e gli IFISA, la versione innovativa, che viene definita “generalmente ad alto rischio”.

Collaborazione e specializzazione: i mantra del FinTech sono anche i trend dell’industria finanziaria (report Capgemini)

Secondo lo studio si apre lo scenario dell’Open X che va oltre l’Open Banking e creerà un mercato integrato, con ruoli specializzati per ogni player che consentirà uno scambio continuo di dati e servizi, migliorando l’esperienza del cliente e accelerando l’innovazione di prodotto

Collaborazione e specializzazione. I due trend principali che BorsadelCredito.it sta indicando da mesi (ne abbiamo parlato per esempio qui e qui) sono anche quelli che caratterizzeranno il futuro dei servizi finanziari secondo l’edizione 2019 del World FinTech Report (WFTR), pubblicata a inizio giugno da Capgemini e Efma.

A maggio riprende la corsa del P2P lending di BorsadelCredito.it: volume erogato a 62 milioni e 22 nuovi prestiti nel mese

Nuovi prestiti erogati per un valore complessivo che supera ampiamente i 3 milioni nel mese di maggio 2019 per BorsadelCredito.it, che da inception segna un nuovo record a 62,210 milioni.

Il valore è distribuito su 696 prestiti (+22 nel mese) e si confronta con i 35 milioni di maggio 2018 distribuiti su 467 prestiti a PMI italiane. Il volume erogato, che include anche i prestiti da parte degli istituzionali, mostra quasi un raddoppio anno su anno. 

Decollano gli IFISA britannici in termini di raccolta, mentre l’Italia si appresta a lanciare i PIR 2.0

Se gli strumenti d’Oltremanica, garantiti ed esentasse, iniziano a raccogliere fiducia e capitali, i nostri piani di risparmio, seppure evoluti, lasciano ancora fuori dal radar il P2P lending.

Mentre l’Italia ha da poco definito i suoi PIR 2.0, introducendo l’obbligo di investire in Venture Capital (e lasciando ancora fuori il P2P lending), nel Regno Unito gli IFISA prendono il volo.