Accesso al credito: quando la reputazione conta

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Nella valutazione di una richiesta di accesso al credito da parte di un’azienda, quanto conta il profilo dell’imprenditore?

Quando qualche giorno fa abbiamo visto come viene verificata la fattibilità di una richiesta di finanziamento, l’analisi che abbiamo proposto ha messo in luce soprattutto lo storico dell’azienda e della compagine sociale, elementi economico-finanziari, l’andamentale bancario e la finalità.
Tutti fattori presi da sempre in considerazione dalle banche nell’analisi di merito creditizio (probabilmente, ciò che differisce dal passato, è il grado di severità con cui vengono  valutati certi parametri). In tutto ciò manca un fattore importante, ovvero il profilo dell’imprenditore/rappresentante dell’azienda.

Si fa largo la “Banca diretta”
E’ doveroso, per il finanziatore, farsi un’idea dei soggetti a cui dovrebbero essere erogati i finanziamenti. Quest’esigenza, da sempre presente, si inscrive ora in un contesto in cui i rapporti tradizionali con le banche (vado in filiale, parlo con il consulente, prendo un appuntamento per vedere il direttore, ecc) stanno via via lasciando il posto a contatti più frequenti e consapevoli, ma basati essenzialmente sulla tecnologia, quindi tramite l’uso del mobile e del web (grazie a smartphone e tablet). Si fa largo quindi la cosiddetta “Banca Diretta”, di cui spesso analizziamo le caratteristiche su questi spazi.

Come conoscere il cliente?
Questa tendenza è in ascesa soprattutto nei paesi anglosassoni, principalmente nel mondo dei privati, ma cominciano ad affacciarsi sul mercato anche servizi appositi per le aziende. In Italia questa tendenza è meno evidente, anche se alcune banche hanno cominciato ad investire in servizi digitali alle imprese.
Uno degli scopi principali della “Banca Diretta” è trovare nuovi modi per interagire con il cliente.
Come sarà possibile, quindi, per la banca che deve finanziare un progetto aziendale, farsi un’idea precisa dell’imprenditore che effettua la richiesta?

Il “Credit scoring”
Alcuni istituti finanziari americani e britannici stanno cominciando a cercare informazioni utili a integrare la valutazione finale, costruendo un vero e proprio “credit scoring”,  in base alle “tracce” che un soggetto lascia sul web. I “social media” diventano quindi fondamentali strumenti di misurazione della reputazione.
Come funziona? Ad esempio: se un ristorante fa richiesta di finanziamento, rientra nelle pratiche utili alla valutazione ricercare la reputazione online dell’attività. Quindi: la presenza di un sito, una gestione continua delle pagine sui social network o delle recensioni su Tripadvisor aiutano sicuramente a capire meglio quale tipo di attività e di imprenditore sta richiedendo credito. Se lo stesso ristorante non fosse in alcun modo rintracciabile sul web, non sarebbe sicuramente un buon segnale.

Questo tipo di analisi rappresenta certamente il futuro dell’analisi di merito creditizio. Non dimentichiamo che nel web le informazioni sono di tutti: diventa perciò importante per l’imprenditore, già da subito, considerare con attenzione e cura tutto ciò che parla di lui e della sua attività su internet.

[crediti dell’immagine di copertina]

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