Ai Millennial piemontesi piace il FinTech: la regione Piemonte registra il più alto numero di giovani attivi nel marketplace

I giovani piemontesi riescono a risparmiare e investono volentieri sulle piattaforme digitali. Le donne invece sono più prudenti rispetto al resto d’Italia. È quanto emerge dal primo Osservatorio regionale di BorsadelCredito.it

I Millenial del Piemonte amano il FinTech. Secondo il primo Osservatorio regionale di BorsadelCredito.it, se a livello nazionale gli investitori under 30 sono solo l’1% del totale, in Piemonte questo numero sale quasi al 10% del totale.

I prestatori piemontesi di ogni fascia d’età sembrano essere particolarmente attivi sulla piattaforma di BorsadelCredito.it, ma in particolare i Millennial sembrano apprezzare questa forma di investimento nell’economia reale molto più che nel resto d’Italia. Vediamo i dati nel dettaglio.

I prestatori con un profilo attivo sono quasi il 40% degli iscritti, un dato superiore a quello nazionale, in cui in media è attivo il 32,8% degli iscritti. Merito probabilmente del rendimento medio del 5,13% ottenuto dai prestatori del Piemonte – leggermente più alto della media nazionale del 5% – che rende ancor più interessante questa forma di investimento. 

La fascia di età più numerosa è quella compresa tra i 40 e i 49 anni: i quarantenni sono il 33% dei prestatori totali ma a loro fa capo il 40% del volume investito; al secondo posto si piazzano i 50enni, che sono il 26% dei prestatori totali e presidiano il 28% dei volumi. La fetta degli over 60 ammonta al 16% e presidia il 18% del volume investito; mentre quella dei 30 – 39enni che pure è del 16% è collegata a un volume di finanziamenti decisamente inferiore (12%) e il residuo 10% è in mano ai ventenni che però sono titolari solo dell’1% dell’ammontare investito.

Questo dato non deve sorprendere: i più giovani sono quelli con minori risparmi accumulati. Eppure il 10% che fa capo ai ventenni piemontesi è molto più elevato del dato nazionale che vede i giovani rappresentare solo l’1% della popolazione degli investitori. Questo significa, probabilmente, che i giovani piemontesi riescono più facilmente a mettere da parte e investire dei risparmi rispetto ai loro coetanei in altre regioni italiane, e che sono più portati a confrontarsi con le nuove soluzioni offerte dalla rivoluzione digitale.

Ma quindi chi è l’investitore tipico piemontese?Per l’87,1% è uomo (contro l’82,8% della media nazionale) e per quasi il 60% ha un’età compresa tra i 40 e i 59 anni.

Le donne, che sono appena il 12,9% del totale, sono più prudenti, come indica l’investimento medio femminile di 19.500 euro contro i quasi 22.000 degli uomini. Mentre i ruoli si invertono a livello nazionale: la media italiana indica un valore per il gentil sesso di circa 23.500 euro (quindi superiore di circa 5.000 euro a quello locale) contro i 18.900 del prestatore uomo.

Ogni prestatore, in media, ha effettuato 3 versamenti. Il taglio medio investito varia decisamente al variare dell’età, in particolare aumenta sensibilmente tra la prima e la seconda fascia di età: passando dai 2.700 euro dei ventenni ai 17.000 dei 30-39enni. I quarantenni investono un taglio medio di 26.500 euro (il maggiore in assoluto) mentre per i cinquantenni la posta scende a 23.000 euro e gli ultrasessantenni optano per un taglio medio di quasi 25.000 euro. A livello nazionale il percorso è più lineare: si passa dai 5.213 euro degli under 29 ai circa 10.000 dei trentenni, ai 19.000 euro dei quarantenni, ai 25.000 dei cinquantenni, ai 28.134 euro degli over60.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tweet
Condividi
Condividi