Il lending per le PMI di BorsadelCredito.it chiude novembre sfiorando la soglia dei 50 milioni (+140% anno su anno) ed un rendimento sopra il 5%

Supera i 49 milioni l’erogato di BorsadelCredito.it a fine novembre 2018. Quasi tre milioni prestati all’economia reale nel mese – a ottobre l’erogato era stato di 46,2 milioni – distribuiti su 25 nuovi prestiti. In tutto i prestiti da inception sono 575 rispetto ai 550 del mese di ottobre.

A un mese dalla chiusura del 2018, BorsadelCredito.it è la terza piattaforma europea al di fuori di UK per volumi erogati nell’anno (vedi qui). Il taglio medio dei prestiti del periodo si è aggirato intorno ai 112mila euro rispetto a una media storica di 85mila euro, ma il dato più rilevante è quello relativo alla crescita anno su anno che ammonta a oltre il 140%: a novembre 2017 l’erogato si era chiuso a 20,419 milioni per 382 imprese richiedenti.

Tornando a oggi, se scorporiamo dal totale i prestiti a cui hanno partecipato gli investitori istituzionali, l’erogato dipeso dal retail ha un volume di 37,870 milioni e mezzo per 514 prestiti. Si tratta di prestiti che in termini geografici, vedono saldamente in testa alla classifica la Lombardia per numero di richieste evase, ovvero 173 (7 erogati a novembre). Seconda maggior richiedente la Campania che sale a 103 (+5), seguita da Lazio (a 66 da 63) e Puglia (ferma a 45); il Piemonte ha ottenuto 40 prestiti (+4), superando il Veneto che è a 39 erogazioni (+2), l’Emilia Romagna sale di uno a 28. A seguire la Toscana e la Sardegna, a quota 20 (invariato) e 18 (+1).
Il settore più attivo si conferma quello dei servizi, con il 28,2% del mercato complessivo, rincorso dal commercio al dettaglio (con una fetta del 19,3% dell’erogato a cui si aggiunge il 17,4% del commercio all’ingrosso); industria e produzione si attestano a quota 16,5% e l’edilizia all’8%.

Come è andato il mese dal punto di vista del rendimento? Al netto dell’intervento del Fondo di Protezione, il rendimento di BorsadelCredito.it è stabile al 5,01%, un valore superiore a quello medio offerto dalle principali piattaforme britanniche, che ha segnato +4,29% a un anno (dati a fine settembre) in base alle rilevazioni di Brismo, e soprattutto in linea con l’obiettivo di rendimento del marketplace. Inoltre, l’incidenza del nostro principale strumento di mitigazione del rischio è appena superiore al mezzo punto percentuale (per ulteriori dettagli è possibile consultare la nostra tabella di sintesi qui): il rendimento al lordo di questa copertura si è infatti attestato al 5,53%.

Passiamo dunque al consueto confronto con le diverse asset class paragonabili per le caratteristiche di rischio/rendimento. Il nostro marketplace lending si dimostra ancora una volta in cima alla classifica e distacca il secondo in lizza di gran lunga. Prestare tramite BorsadelCredito.it, con questi numeri, permette un guadagno al netto del Fondo di Protezione di quasi 371 euro su un capitale investito di 10mila euro, alla luce anche della nuova tassazione al 26% che da inizio 2018 ha equiparato il P2P lending agli altri strumenti di investimento.
fondi bond corporate a 4 e 5 stelle Morningstar – quindi i migliori della categoria – continuano ad approfondire la perdita che a un anno ha toccato quota -2,18%. Tuttavia se si allarga l’orizzonte a un periodo di tre anni, il rendimento annualizzato ammonta all’1,16%, che corrisponde a un guadagno al netto delle imposte di 85,84 euro: guadagno che non tiene conto né delle commissioni di ingresso né di quelle di gestione dei fondi comuni, e che quindi ne sovrastima la reale entità.
A settembre i BTP quinquennali, altra asset class con cui confrontiamo i rendimenti di BorsadelCredito.it, hanno staccato in asta una cedola del 2,45%: 245 euro di rendimento lordo su un investimento di 10mila euro e poco più di 214 euro al netto dell’imposta agevolata al 12,5%, in un mercato peraltro che mostra una volatilità estrema ed è tutt’altro che risk-free.
Maglia nera si confermano i conti deposito vincolati, che hanno offerto un rendimento medio dello 0,54%, corrispondente a un reddito di poco inferiore ai 40 euro al netto del 26% di ritenute, sul medesimo ticket di ingresso di 10mila euro.

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