BorsadelCredito.it: storia della start up che portò in Italia il p2p lending alle PMI

Racconto della genesi di un’idea e della sua trasformazione in impresa

di Laura Magna, giornalista Plus24 e autrice del volume “Green Economy 2.0 – 16 storie di imprenditori eccellenti del nuovo made in Italy”

Tre amici che volevano cambiare il mondo – e che insieme ci sarebbero riusciti. Inizia proprio così – come il testo di una canzone – la storia di BorsadelCredito.it.

Anno 2012, Milano. Sono le coordinate precise, il punto nel tempo e nello spazio da cui comincia a dipanarsi la trama. Anche se in realtà c’era qualcosa anche molto prima e molto più a Sud.

Alessandro Andreozzi e Ivan Pellegrini – a cui si aggrega presto anche Antonio Lafiosca – hanno meno di trent’anni quando si incontrano in Accenture: il primo ingegnere, gli altri due economisti. Sono arrivati da Latina, Bari, Matera, almeno dieci anni prima, ciascuno con la sua valigia piena di sogni da realizzare e mille idee per la testa.

Fanno i consulenti per le banche: in sostanza, propongono progetti volti a rendere più efficienti le piattaforme di erogazione del credito delle PMI. Progetti che vengono anche accolti con un certo entusiasmo, ma che poi finiscono per arenarsi: nessuno dedica le energie necessarie e in fondo non esistono, dentro le banche, competenze in grado di proseguire nella gestione autonoma dell’aspetto digitale.

È un ambiente ancora ingessato in schemi obsoleti e ostile alle novità. Ma proprio in questo contesto arriva l’insight, la lampadina che si accende e che ti fa apparire le cose in modo diverso da come le avevi sempre percepite. In quegli anni emergevano con impeto (ex) start-up come MutuiOnline, che si basava sulla disintermediazione grazie a Internet di un prodotto che più bancario non si può: il mutuo per la casa, appunto.

Allora perché non creare uno strumento digitale completamente online e friendly e che consentisse alle imprese di trovare credito in maniera alternativa?

Il tema è avvincente e comincia ad animare sempre più le discussioni tra i tre startupper – che ancora non sono neppure ben consapevoli di dove li porterà questa avventura. Un po’ per gioco, un po’ per mettersi alla prova iniziano uno studio di fattibilità: la cosa funziona, almeno sulla carta. E già mettere su carta un’idea che come ogni idea dirompente può apparire assurda ai più – è un successo. Trasformarla in azienda è l’obiettivo successivo.

Ne iniziano a parlare con colleghi e con amici che drizzano le orecchie: il progetto è interessante, ha una sua logica.

La scintilla è accesa e la miccia innescata: i tre non si fermeranno più. La base operativa è casa di Ivan o, più precisamente, una cameretta destinata a un bambino che ancora è di là da venire. Diventa un centro operativo di sere e nottate infinite e sabati e domeniche. Non è il box a Los Altos di Steve Jobs ma ci si avvicina molto – non fosse altro che per il disordine generato dall’impeto creativo e dall’entusiasmo. Il modello prende forma pian piano, si procede per tentativi ed errori, in maniera quasi artigianale, come amano ripetere i fondatori, e si affina sempre più, in quella cameretta. Con tutto l’ambiente circostante che pare fare il tifo come allo stadio perché il progetto vada in porto: le famiglie, i datori di lavoro e infine i finanziatori – Family&friends – che forniscono la prima iniezione di capitale. Arriva a fine del 2012: è la benzina per avviare il motore, vengono costituite le società che daranno sviluppo al progetto con il brand BorsadelCredito.it.

I tre lo ricordano come il momento più delicato in assoluto: a quel punto era necessario trovare una squadra e con una società che era ancora a uno stadio di sviluppo embrionale, poco più di un prototipo, senza brand, senza raccolta, portare a casa competenze, persone che puntino tutto e scommettano insieme a te è complesso. Ma la fortuna aiuta gli audaci e anche i fondatori di BorsadelCredito.it non negano l’apporto del “caso” alla buona riuscita della loro impresa: la fortuna, d’altronde, c’è sempre nei racconti di chi fa business ed è l’alea che spesso cambia i destini di chi impegna tutte le sue energie per realizzare le sue idee.

Le persone giuste arrivano più in fretta del previsto: una squadra giovane, che sarebbe durata nel tempo, con una solida preparazione accademica e voglia di mettersi in gioco. Passano ancora pochi mesi e arriva l’ultima grande decisione che sancisce il punto di non ritorno per i neo imprenditori: il grande salto, l’addio ad Accenture con qualche rammarico e un po’ di timore, ma tanta fiducia in quello che sarebbe stato.

Impegno, fortuna, fiducia: sono questi in fondo gli ingredienti di una buona start-up e qui ci sono tutti, senza dubbio.

La squadra è pronta a partire. Al nutrito gruppo di Millennials che la compongono si è aggiunto dal principio anche Angelo Daniele Blancato: più di venti anni di esperienza nel mondo della finanza, ex vice direttore centrale in Banca Woolwich ed ex amministratore delegato in Banca Profilo, ha una laurea in fisica cibernetica e una passione smodata per i giovani che non si pongono limiti. Lui li aiuta a trovarli quei limiti, quando è necessario, in nome dell’equilibrio. Angelo è oggi presidente e figura di spicco di BorsadelCredito.it.

La prima release della piattaforma è operativa a fine settembre 2013. Gli ultimi dettagli erano stati definiti su una spiaggia nei pressi di Latina, in pieno Ferragosto. BorsaddelCredito.it è all’inizio un portale di brokeraggio per le banche. L’avvio procede tra alti e bassi, periodi di euforia e momenti bui, fino a quella che sarà la scelta veramente vincente. Un secondo insight, che aiuta a orientare il business verso quella che sarà la sua destinazione finale.

La lampadina stavolta si accende a Natale del 2014: ci vuole la mente sgombra per pensare out of the box, ed è proprio in quei giorni di ozio creativo che arriva l’idea di cambiare modello di business. Basta fare brokeraggio per le banche, si vira verso il P2P lending.

Gennaio 2015: inizia una nuova fase frenetica di lavoro e tre mesi dopo la squadra è pronta per chiedere l’autorizzazione a operare a Banca d’Italia. Ad agosto tutto è pronto per avviare la nuova attività: da una parte c’è la ragionevole certezza di un ok da Bankitalia, dall’altra l’impegno del venture capitalist P101 a erogare un’importante iniezione di capitale.

Un passaggio fondamentale non solo per il reperimento di capitali freschi – senza dubbio necessari – ma anche per il riconoscimento che arriva dall’esterno, la sensazione fisica di avercela fatta.

E poi i traguardi si susseguono: il primo investimento di un prestatore, il primo prestito diretto a una PMI, l’emozione di veder rientrare le prime rate, il primo milione di erogato.

La sensazione fisica di avercela fatta può essere persino paralizzante: lo ricordano tutti, con un sorriso beffardo, il momento della prima telefonata al centralino. Un trillo che rompe l’aria, talmente inatteso da bloccare tutti: fermi a guardare la “cornetta digitale” e a non riuscire a cliccarla.

Sono passati molti mesi da quel trillo. Oggi BorsadelCredito.it ha 17 dipendenti, un brand che si sta consolidando, una piattaforma proprietaria dotata di intelligenza artificiale per fare matching tra domanda e offerta, otto milioni di erogato, siede nei tavoli dove si decide di P2P lending in Italia e in Europa e appare spesso sui media.

E ha, soprattutto, tanti progetti in pipeline per il 2017: il più importante prevede l’accesso degli istituzionali nel panel degli investitori e con esso la rimozione dell’ultimo ostacolo a un vero boom per il mercato dei prestiti digitali alle imprese nel nostro Paese. Un Paese dove – si sente dire spesso – fare impresa è difficile per i vincoli burocratici, la tassazione eccessiva, per gli scarsi incentivi e la mancanza di supporto. Ma dove storie come quelle di BorsadelCredito.it esistono e accendono la speranza che non tutto sia perduto. Storie come queste devono essere, anzi, il punto da cui ripartire.

 

5 Responses to BorsadelCredito.it: storia della start up che portò in Italia il p2p lending alle PMI

  1. matteo sargentoni ha detto:

    Molto interessante, vi può servire un quarantenne competente ed esperto di antiriciclaggio?

  2. matteo sargentoni ha detto:

    progetto ambizioso ma stimolante soprattutto a confronto di una piccola realtà come la mia Bcc Umbria con scarsa propensione all’innovazione.
    La banca è un organismo che si appresta a grandi trasformazioni sono molto interessato e aggiungo al mio interesse un ottimo inglese e una buona conoscenza del digitale. Laurea in economia e commercio
    Complimenti!

  3. Giovanni Olivieri ha detto:

    Mi ha fatto molto piacere leggere la breve storia di questa star. in essa mi sono completamente rispecchiato.
    Sono un imprenditore non più giovanissimo che grazie alle banche sono rimasto ancora un artigiano ( un Gabbiano con le ali spunte) spero ancora per poco.
    Le banche anno minato la mia credibilità finanziaria ma non le mie competenze.
    Dopo anni di barcamenarmi per rimanere a galla e studio per trovare nuove soluzioni sono arrivato anche io a una soluzione simile alla vostra.
    Trovare risorse per far crescere la mia impresa ma anche aiutare altri imprenditori a prendersi la rivincita.
    Il progetto ancora allo stato embrionale e non ancora trasformato in società a riscosso successo tra gli amici intimi a cui ne ho accennato al punto che sono disposti ad investirci i loro risparmi.
    Mi farebbe piacere essere contattato, chissà che non riusciamo a lavorare insieme.
    Molte Grazie
    Giovanni Olivieri

    • Livio Montesarchio ha detto:

      Ciao Giovanni, vieni a trovarci direttamente su http://www.borsadelcredito.it: puoi fare una richiesta in completa autonomia, è semplicissimo. Oppure puoi contattare il nostro servizio clienti al numero 02 86882015, dalle 9 alle 18. ti aspettiamo per una chiacchierata!

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