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Non solo Milano: le imprese campane scoprono il FinTech e fanno della regione il secondo mercato per erogato di BorsadelCredito.it

La Campania è il secondo mercato regionale per erogato alle imprese da parte di BorsadelCredito.it. Vale oltre un quinto (21%) del totale di 63 milioni ed è seconda solo alla Lombardia. L’ammontare medio dei prestiti erogati è di 101.700 euro, con un minimo di 10.384 e un massimo di 558.658 euro. La durata media dei finanziamenti è di 29 mesi. Sono i principali risultati dell’Osservatorio Regionale P2P Lending di BorsadelCredito.it.

Nasce la Sandbox italiana: ecco perché può far crescere il FinTech e avvicinarci al mondo anglosassone

Un ambiente che stimola l’innovazione semplificando le procedure può attrarre investitori esteri e dare vita a prodotti più efficaci. E va nella stessa direzione intrapresa da BorsadelCredito.it, che da un anno punta su un’offerta sempre più evoluta e specializzata

La Sandbox è il recinto di sabbia in cui i bambini costruiscono castelli – o qualsiasi altra cosa la fantasia suggerisca.

Giugno: altri due milioni prestati all’economia reale. L’erogato complessivo di BorsadelCredito.it sfiora i 64 milioni

Nuovi prestiti erogati per un valore complessivo che sfiora i 2 milioni nel mese di giugno 2019 per BorsadelCredito.it, che da inception segna un nuovo record a 63,990 milioni.

Il valore è distribuito su 712 prestiti (+16 nel mese) e si confronta con i 37,7 milioni distribuiti su 482 prestiti di giugno 2018.

Gli sviluppi del mercato europeo della finanza alternativa: più grande, più regolato, con prodotti sempre più innovativi

L’Italia è nella top-four per volume ma a fondo classifica per erogato pro capite, il che indica ampio spazio di crescita. Inoltre, nel nostro Paese è appena iniziato l’investimento di stampo istituzionale che negli altri Paesi invece arretra. Il quadro del settore secondo le Università di Agder e Cambridge

Un mercato altamente diversificato in uno spazio relativamente piccolo e nello stesso tempo complessivamente più dinamico di qualsiasi altra economia nel mondo. Parliamo del FinTech europeo, che sta cambiando passo.

“La Vera Napoli”: l’azienda agricola del Sud che non ha paura del FinTech

Un’impresa che fa conserve di pomodori a Cercola, con un giro di affari di circa 20 milioni. E la continua necessità di alimentare il circolante. Raffaele Trinchese ci racconta come con il lending di BorsadelCredito.it ha migliorato la propria attività

Siamo agricoltori, il lavoro è stagionale, ha costi elevati che dobbiamo gestire e il modo di fare della banca non basta più”. A raccontarlo a BorsadelCredito.it è Raffaele Trinchese, presidente de La Vera Napoli, azienda conserviera fondata nel 1997 e diventata cooperativa nel 2003.

La Bank of England vuole una piattaforma nazionale per archiviare i dati delle PMI (e agevolare l’accesso al credito)

Ancora notizie “disruptive” dal Regno Unito. La Banca d’Inghilterra (BoE) ha annunciato che si impegnerà per lo sviluppo di una piattaforma dati che archivierà tutte le informazioni finanziarie relative alle PMI, aiutandole ad accedere ai finanziamenti.

L’annuncio è arrivato dalla viva voce del governatore della BoE, Mark Carney, secondo cui le metriche tradizionali per valutare le piccole imprese sono “sempre più inefficaci” quando si parla di prestiti e che una piattaforma finanziaria nazionale potrebbe contribuire a colmare il gap di finanziamento che oggi ammonta a 22 miliardi di sterline. “Non è compito della Bank of England costruire questa piattaforma, ma possiamo aiutare a gettarne delle basi“, ha detto Carney.

Il P2P lending italiano? Potrebbe erogare 38 miliardi di euro nel 2028. Parola di PwC

Secondo Emanuele Egidio, Associate Partner PwC Deals, questo sarebbe il risultato se il settore seguisse lo sviluppo del mercato britannico (atteso valere il 40% del mercato dei prestiti nel 2030). Ma in Italia siamo ancora indietro nello sviluppo dei modelli di business collaborativi e mancano gli investitori istituzionali

Lo SME lending, ovvero il settore dei prestiti alle imprese attraverso piattaforme FinTech, rappresenta il 10% della market share del Regno Unito, ma si potrebbe attestare al 37% del mercato nel 2030, con una stima di ricavi pari a 4,1 miliardi di sterline. La previsione è contenuta nel report PwC “Harnessing the power of disruption”.

Le banche inglesi? Ora tutte vogliono il FinTech

Le banche britanniche? Vogliono tutte collaborare con società FinTech per soddisfare le esigenze dei clienti. Secondo una recente indagine dello specialista di transazioni via carta di credito Fraedom, l’84% delle banche del Regno Unito è aperta a una forma di partnership con una FinTech: il 36% sostiene che se ne servirebbe per migliorare la propria customer experience, mentre un ulteriore 36% per ottenere maggiore visibilità.

Il FinTech è uno dei settori in cui si investe di più e lo sarà anche nel 2019

Secondo l’ultimo aggiornamento di The Pulse of FinTech di KPMG gli investimenti nel comparto sono raddoppiati nel 2018 versus il 2017. È raddoppiata anche la dimensione media dei deal, mentre l’M&A è il trend più diffuso in tutto il mondo. Segnali che siamo entrati nella fase due dello sviluppo FinTech

Dai 50 miliardi del 2017 ai quasi 112 del 2018. Sono più che raddoppiati gli investimenti in società FinTech nel mondo, soprattutto per effetto di un consolidamento crescente del settore che ha aumentato la scala dimensionale dei deal. E il 2019 sta dimostrando quanto il trend sia solido. Lo afferma l’ultimo aggiornamento del report semestrale di KPMG, The Pulse of Fintech.

Il concetto di rischio nel P2P lending 

Quanto è conosciuto il P2P lending come asset class? A leggere questo commento pubblicato di recente, sembrerebbe poco persino da FCA, l’autorità di vigilanza del Regno Unito, il Paese più avanti al mondo nel FinTech.

Il commento potrebbe sembrare di parte, in quanto a firma di Neil Faulkner, Chief Executive Officer di 4th Way (società di ricerca specializzata sul P2P lending). Ma il ragionamento è più che sensato e parte da un breve comunicato apparso sul sito di FCA che sottolinea la differenza tra gli ISA (i PIR britannici senza FinTech) e gli IFISA, la versione innovativa, che viene definita “generalmente ad alto rischio”.