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Il P2P lending alle PMI italiano? Vale un quinto di quello dell’Europa continentale

Con i 110 milioni prestati alle imprese al terzo trimestre 2017, il nostro mercato si mostra molto dinamico. Nell ‘Europa ex UK a fine settembre il comparto valeva 500 milioni

Chi ha detto che l’Italia è un nano in mezzo ai giganti? Nell’Europa ex UK, secondo AltFI, i business lender hanno erogato dall’inizio delle attività in tutto 497,6 milioni a cui vanno aggiunti i 217,8 dell’invoice financing. Poco più di 700 milioni di euro. In Italia (stavolta è il sito P2Plendingitalia a calcolarlo e si ferma ai primi nove mesi del 2017), le quattro piattaforme specializzate in prestiti alle imprese hanno invece generato un volume di prestiti di 109,5 milioni. Una cifra rilevante nel contesto generale – a maggior ragione considerando che a parità di perimetro, cioè guardando i dati a fine settembre dell’Europa ex UK, quel mercato valeva 500 milioni. In cui l’Italia pesava dunque per un quinto.

Perché per le PMI è vitale diversificare i canali di accesso al credito

I prestiti bancari alle PMI europee? Dimezzati: dai 95 miliardi di euro del 2008 sono circa 54 miliardi nel 2014. Lo afferma Kpmg sulla base di dati tratti dal Report on SMEs and SME supporting factor, 2016, dell’Eba. Nonostante la crescita positiva negli ultimi anni, il volume dei prestiti alle PMI è dunque ancora ben al di sotto del livello pre-crisi e la situazione degli NPL (cresciuti del 20% annuo nello stesso intervallo post scoppio del bubbone) non aiuta.

In Italia la situazione non è molto diversa: secondo Confartigianato, che basa le sue analisi sui dati di Bankitalia, preoccupa che il rapporto tra prestiti alle imprese e PIL sia al 50,2%, -2,5 punti in un anno.

BorsadelCredito.it in audizione alla Camera: “Tassazione e carenza di istituzionali possono frenare lo sviluppo del P2P lending in Italia”

Nelle stanze dei bottoni il P2Plending inizia a far parlare di sé. Questa settimana siamo stati in Audizione in Commissione Finanze alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’impatto della tecnologia nel settore finanziario, creditizio e assicurativo e ci siamo raccontati. Potete seguire il nostro intervento qui, dal minuto 34:30. Intanto vi anticipiamo quello che abbiamo detto in questo post.

Il caso della torinese Lamanna: come BorsadelCredito.it investe nel trend dei robot

Il direttore generale Gaetano Noè: “Abbiamo stanziato 700mila euro per fare la nostra rivoluzione 4.0”

Un gioiellino che fa automazione industriale, partendo dall’idea del cliente e occupandosi di tutto il processo, dal progetto, alla realizzazione, alla costruzione di intere linee produttive automatiche e semiautomatiche, principalmente nel settore dell’automotive, ma anche nell’aeronautico, elettronico e elettrodomestico. Parliamo della Lamanna Srl, che si chiama come i tre fratelli che nel 1973 la hanno fondata a Torino e che oggi punta tutto su crescita e innovazione in chiave industry 4.0.

Volume di prestiti record per BorsadelCredito.it: quasi 2 milioni erogati a ottobre

Ottobre di erogazioni record per BorsadelCredito.it. I nuovi finanziamenti alle PMI hanno sfiorato i due milioni passando dai 16,5 milioni di settembre a 18,441 milioni erogati in totale dalla piattaforma. I prestiti concessi nel mese scorso sono stati 15, il che indica un taglio medio in crescita e pari, per il mese oggetto di analisi, a 126mila euro. In totale, il numero delle aziende supportate dalla piattaforma dall’avvio delle attività è di 367.

Cos’è (una definizione tecnica) e quanto vale il p2p lending in Italia

Il p2p lending è una tipologia di crowdinvesting: ovvero una forma di crowdfunding, in cui a fronte della raccolta di risorse finanziarie da parte di un’impresa (o di una persona fisica) viene prospettata all’investitore una remunerazione del capitale (questa è la definizione che ne dà l’Osservatorio sul Crowdinvesting del Politecnico di Milano).

Elemento chiave è la presenza di una piattaforma abilitante che attraverso Internet è in grado di non solo di mettere in contatto impresa e investitore, ma anche di finalizzare l’investimento. Oltre al p2p lending, sono forme di crowdinvesting l’equity crowdfunding (ovvero la raccolta di danaro attraverso la sottoscrizione diretta sul web di titoli partecipativi del capitale di una società) e l’invoice trading (la cessione di una fattura commerciale attraverso un portale Internet che seleziona le opportunità e sostituisce il tradizionale ‘sconto’ della fattura attuato dalle banche per supportare il capitale circolante. Gli investitori anticipano l’importo della fattura, al netto della remunerazione richiesta).

Una finanza senza banche? Ora la vede anche Bankitalia

Nel futuro ci saranno sempre più canali di finanziamento alternativi a quello bancario. Anche nel nostro Paese: noi lo sappiamo, in quanto startupper in un settore che fa del credito alternativo alle imprese la sua missione. Ci sono inoltre dati evidenti di quanto la diversificazione delle fonti di credito possa funzionare come stimolo alla crescita delle imprese. A maggior ragione in un contesto come quello italiano, dominato da micro-aziende che si finanziano per l’85% attraverso le banche e in cui fanno fatica ad attecchire anche formule come quella dei minibond. Ma assume tutto un altro valore se ad affermare che nel futuro ci sarà meno banca nel credito alle imprese è il direttore generale di Bankitalia Salvatore Rossi.

Perché in Italia c’è un ampio spazio di crescita per il P2P lending, secondo Kpmg

La peggior conseguenza della crisi finanziaria? Il credit crunch. Non è un mistero che a dieci anni dalla crisi la liquidità non sia ancora tornata alla normalità e che nel frattempo siano sorte fonti alternative di finanziamenti, segnatamente il direct lending e il P2P lending. Le banche nel frattempo, pur restando i principali finanziatori delle imprese in Europa e in Italia, hanno dovuto ridurre il rischio favorendo asset di elevata qualità, il che ha migliorato il conto economico delle stesse ma è andato a impattare sulle aziende più piccole e meno liquide che si sono viste via via ridurre le possibilità di ottenere credito.

Nasce Colombo, il primo fondo per istituzionali che vogliono investire sull’economia reale

Sarà gestito da BorsadelCredito.it attraverso ART Sgr e potrà fare da volano al marketplace lending e anche al nostro PIL. Vi spieghiamo perché

BorsadelCredito.it ci stava lavorando da mesi e qualcosa era trapelato. Ora possiamo dare ai lettori del blog la nostra notizia dell’anno: è nato Colombo, il primo fondo d’investimento alternativo italiano che permette di investire nel credito delle PMI attraverso il marketplace lending. Il fondo, autorizzato da Bankitalia, è un fondo chiuso che si propone di raccogliere 100 milioni di euro da investire in 5 anni: BorsadelCredito.it lo gestisce attraverso ART SGR SPA e la banca depositaria è Caceis Bank.

BorsadelCredito.it, unica italiana del P2P lending a LendIT, dove sfila il credito del presente e del prossimo futuro

In platea, banche numerose quasi quanto le Fintech. E non a caso le due realtà, sul terreno internazionale, giocano ormai ad armi pari. Mentre in Italia…

Il Fintech? Ha superato la banca. Così cambia il mondo del credito, attraverso la rivoluzione del P2P lending. Un settore che, a circa dieci anni dalla nascita, si può considerare maturo. Ed è questa la principale sensazione che BorsadelCredito.it ha portato con sé di ritorno da Londra, dove si è svolta, il 9 e il 10 ottobre, la quarta edizione di LendIT, il maggiore evento europeo dedicato al peer to peer lending. Centocinquanta le Fintech presenti, provenienti da 50 Paesi, con BorsadelCredito.it, per il secondo anno consecutivo, unico player italiano. LendIT è una passerella dove sfila tutto il parterre de roi del nostro mondo, ma anche un osservatorio privilegiato per seguirne l’evoluzione.