Il Covid: cosa ha significato per BorsadelCredito.it e come trasformerà il FinTech

Da ogni crisi nascono opportunità. Da questa esce sicuramente vincitore il digitale e nel campo dei servizi finanziari prende sempre più forza il FinTech, che nell’era del distanziamento sociale ha dimostrato sul campo di funzionare alla perfezione. Ma anche di sapersi adattare alle mutate esigenze del mercato e dei clienti. Ecco il bilancio dell’esperienza di BorsadelCredito.it e le nostre previsioni sul futuro (luminoso) del settore

Al netto del dramma umano che ha causato, il Coronavirus ha generato una serie di opportunità per molti settori produttivi e per gli individui. Nulla che debba sorprendere: ogni periodo di crisi è seguito dall’emergere di occasioni per chi sa cambiare e non ha paura.

E BorsadelCredito.it, che ha portato in Italia il business lending nel 2015, quando il FinTech di fatto nel nostro Paese non esisteva, ha sicuramente queste caratteristiche. Nelle settimane passate abbiamo raccontato su questo blog le diverse iniziative che abbiamo realizzato a sostegno delle imprese per contribuire alla loro uscita dalla crisi di liquidità generata dalla chiusura forzata. Inoltre abbiamo parlato del mondo in cui abbiamo affrontato la necessità di fare smart working prima e poi la ripartenza in ufficio appena è stato possibile. Tutti passaggi snelli quanto naturali per una società che ha nel suo DNA il digitale.

Con questo post, vogliamo fare una sintesi di tutto il percorso per individuare il punto in cui siamo arrivati e immaginare cosa aspetta noi e tutto il mondo FinTech da qui a un anno.

L’impegno di BorsadelCredito.it per le imprese danneggiate dalla pandemia

Partiamo dai prodotti dedicati alle imprese bastonate dal Covid. Sono due, il primo lanciato a marzo, il Cash Anti Covid-19, nel pieno dell’emergenza sanitaria e con il Governo che stava ancora elaborando gli attuali emendamenti per fronteggiare la crisi. Abbiamo progettato dunque un finanziamento bullet della durata di 6 mesi per coprire il 100% delle spese correnti delle PMI per il semestre successivo (salari e stipendi, affitti, utenze): fino a 300mila per le imprese fino a 10 milioni di fatturato e fino a 500mila per quelle di maggiori dimensioni. Nel solo mese di marzo le richieste rispetto a marzo 2019 sono aumentate del 230%.

Quindi, nel mese di maggio, siamo passati, seguendo gli eventi, alla Fase 2: è stato lanciato Cash Anti-Covid Fase 2 per la ripartenza delle PMI italiane – con particolare riferimento a quelle con fatturato sotto i 10 milioni di euro. Il finanziamento stavolta è di lungo periodo: l’importo del singolo prestito varia dai 100mila ai 600mila euro e la durata è fissata in un massimo di sei anni, di cui i primi 12 mesi di totale preammortamento. Inoltre il prestito è garantito fino al 90% dal Fondo centrale di garanzia per le PMI, come previsto dal Decreto Liquidità.

Un’opportunità per il FinTech

Il lockdown ha accresciuto la necessità delle imprese di ricevere liquidità e di riceverla velocemente, avendo di fatto azzerato il fatturato di un trimestre intero per molti settori. Ricordiamo, per esempio, che l’Osservatorio sul Working Capital realizzato da CRIBIS e Workinvoice realizzato nel corso del lockdown su un campione di 84 mila PMI con fatturato tra 2 e 50 milioni di euro, ha stimato il fabbisogno finanziario per tutto il 2020 in oltre 45 miliardi, con maggiori difficoltà per commercio all’ingrosso, manifattura di prodotti metallici, non metallici e il segmento del tessile ed abbigliamento. Il FinTech, per la sua natura di strumento rapido e flessibile, ha saputo per primo rispondere a questa richiesta in maniera efficace. Il settore del lending alle imprese è stato certamente quello che ha fornito il maggior supporto nel minor tempo, creando dei canali di finanziamento ad hoc. Inoltre questa crisi ha messo in luce l’esigenza di strumenti digitali da parte delle aziende che si sono trovate a dover continuare la loro attività da remoto. Il FinTech è stato anche uno dei settori che ha potuto rispondere meglio a questa necessità, e questo vale per tutte le sue sotto categorie: poiché si basa su procedure interamente digitali, ha consentito di operare nel pieno rispetto del social distancing.

Il FinTech Italiano fra 12 mesi: come sarà? 

La prova sul campo dell’efficacia del settore corrisponde alla sua definitiva consacrazione. Immaginiamo che nel prossimo anno ci sarà una sempre più stretta e diffusa collaborazione con gli istituti di credito tradizionali. Il Covid-19 ha infatti messo in luce il gap nel modello distributivo delle banche e renderà molte di esse ancora più inclini ad accelerare il percorso di trasformazione digitale mediante partnership con chi detiene le chiavi della tecnologia, a partire proprio dalle FinTech. La collaborazione risponde a un’esigenza reale del mercato: sono sempre di più le imprese e i professionisti che cercano una soluzione alternativa alla banca tradizionale per le proprie specifiche necessità in termini di attività finanziarie quotidiane e di accesso al credito. La tendenza sarà quindi quella di accorpare diversi servizi digitali in un’unica piattaforma di fruizione, in modalità banking as a service: questo consentirà alle imprese di avere una customer experience di qualità superiore. Possiamo dirlo con assoluta certezza: è iniziata l’era del digital banking, anche in Italia.

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