Digitali e ubique: le banche investono nell’innovazione

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Quella del superamento dei modelli gestionali tradizionali da parte delle banche non è una sfida da decidere o meno di affrontare, ma è una necessità che gli istituti di credito devono prendere di petto per competere  in un mercato sempre più basato sulle tecnologie digitali. Pensare alle filiali fisiche distinte dal canale digitale o basarsi su modelli di valutazione del rischio meramente contabili diventano, con il passare dei giorni, modelli anacronistici che contribuiscono ad alimentare il gap dai mercati reali.

Il numero di oggi di Nòva, l’inserto sulle tecnologie del Sole24Ore, è interamente dedicato alle nuove modalità di organizzazione della banca che sta progettando presente e futuro, integrandosi con le tecnologie digitali e investendo su una maggiore attitudine al dialogo.

Come introduce Carlo Alberto Carnevale Maffè nel suo articolo,

Per le banche tradizionali, oggi, la scelta è semplice e drammatica, ed è tra l’innovazione difficile e il declino certo. L’Unione bancaria europea in costruzione è un vaso di Pandora che, una volta scoperchiato, non lascerà scampo a banche dal modello organizzativo approssimativo. Troppo forte la competizione e troppo stringenti – e costosi – i requisiti regolatori… continua a leggere sul Sole24Ore

Tutti si stanno abituando a usare il web per qualsiasi tipo di interazione, dai social network agli acquisti di ogni tipo, fino a trasformare il proprio rapporto con la banca. Ciò significa che i clienti da una parte hanno bisogno di un nuovo modello di dialogo con il proprio partner bancario, e dall’altra che le loro richieste devono essere valutate anche tenendo conto della miriade di informazioni che ogni utente lascia sulla rete, e non solo in base all’analisi dei dati contabili:

Internet non solo ha ridotto le asimmetrie informative (si pensi al mercato dei mutui online) ma anche quelle organizzative: con clienti sempre più in grado di effettuare non solo operazioni transazionali, ma anche di coordinarsi a basso costo tramite i social network e di effettuare scambi finanziari orizzontali diretti, fare banking è sempre meno un’attività monopolio delle banche tradizionali e sempre più un territorio di processi contendibili da nuovi attori […]

A determinare il brutale processo di concentrazione dei prossimi anni, oltre alle tecnologie e ai crescenti costi di compliance regolatoria, contribuirà anche l’ineludibile processo di evoluzione informativa sulla valutazione del rischio, specialmente nell’ambito del credito a famiglie e Pmi, che presenta forti economie di scala di tipo statistico, e quindi verrà dominato da chi saprà fare uso efficace dei big data… continua a leggere sul Sole24Ore 

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