“Dl competitività”: il credito arriva dalle assicurazioni

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Ancora in bozza, ma quasi pronto per la firma. Per questo la notizia, di quelle molto importanti per il mondo del credito alle imprese, è in dirittura d’arrivo. Se verrà definita ufficialmente l’operatività del “Dl Competitività”, le aziende italiane si troveranno in un mercato del credito liberalizzato, dove poter richiedere finanziamenti a nuovi soggetti oltre le banche: assicurazioni, fondi di credito e società di cartolarizzazione.
Con questa misura il governo intende sbloccare almeno 20 miliardi di euro di crediti.

L’operazione, di cui se ne parla da molto e che prevede un’applicazione sicuramente non semplice, sarebbe fondamentale per le imprese per imboccare definitivamente il tunnel di uscita dal Credit Crunch. Come ha spiegato in un intervista al Sole24Ore Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del ministero dell’Economia: «Occorre fare un salto culturale: l’obiettivo è invertire una tendenza che vede il risparmio finanziare solo in minima parte il corporate Italia, privilegiando invece strumenti stranieri o canali più tradizionali come i titoli di Stato».

L’obiettivo è di fare affluire alle imprese quell’enorme ammontare di liquidità che circola nel sistema, ma che finora non ha trovato le condizioni ottimali di investimento. A Fondi e assicurazioni è infatti attualmente preclusa l’attività di concessione diretta di finanziamenti alle imprese.

Ma che ruolo avranno le banche? E chi si occuperà di definire i vincoli se non Banca d’Italia? Mara Monti, sul Sole24Ore di oggi, spiega il possibile funzionamento e i punti di attenzione di quello che è un cambiamento molto atteso:

la centralità bancaria nell’individuazione dei ovvero delle aziende da finanziare, è un punto di snodo su cui è prevedibile si eserciteranno i tecnici nella definizione della normativa secondaria. Il decreto prevede che spetti alle banche selezionare il soggetto da finanziare, mantenendo un coinvolgimento diretto nell’operazione. Secondo l’interpretazione prevalente tra gli addetti ai lavori, il ruolo della banca nell’erogazione di nuovo credito potrebbe incardinarsi al momento dell’organizzazione dell’operazione: la banca struttura il deal che viene finanziato da altri investitori, assicurazioni o fondi. Oppure la banca mantiene un significativo interesse economico nell’operazione partecipando al finanziamento e accollandosi parte del rischio.

Il sistema dei controlli interni e la gestione dei rischi continueranno ad essere saldamente nelle mani delle autorità di vigilanza evitando in questo modo il proliferare di forme di credito selvaggio. Se la Banca d’Italia non mancherà di avere un ruolo di vigilanza sui soggetti finanziati attraverso il presidio sulla Centrale di rischi, per le assicurazioni spetterà all’Ivass il compito di stabilire le condizioni e i limiti operativi per la concessione dei finanziamenti… Leggi l’articolo completo su Il Sole24Ore del 25/06/2014

 

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