Dobbiamo prepararci a fare a meno delle banche?

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E’ questo il momento giusto, per le Banche, per cambiare modello di business? Si, ma bisogna correre, perchè si sta facendo sempre più tardi.
Il modello tradizionale su cui le banche ancora investono gran parte della propria forza – quello che vede l’alto numero di personale e una interazione burocratica con i clienti avere atto nelle filiali – è dispendioso e lento, quindi non a passo con le esigenze dei clienti.

Sul tema abbiamo tradotto un’intervista a Somesh Khanna, McKinsey Director di New York, che portava l’esempio di come nel trasporto aereo si sia passati da un’esperienza di acquisto su carta a una completamente digitalizzata in pochi anni. Mentre non manchiamo mai di ricordare i vantaggi che tutto il sistema avrebbe se le banche puntassero con decisione, forza e fiducia nell’esperienza digitale.

Sull’urgenza di cambiare modello, per non soccombere contro nuovi e agguerriti attori nel mercato finanziario, arriva anche il monito di Fabio Bolognini, che dal blog di Linker descrive uno scenario in cui pian piano sempre più soggetti si stanno rendendo conto che si può fare a meno di una banca che non si adatta alle esigenze del mercato:

Pezzi interi del sistema dei pagamenti, dei prestiti a privati e imprese sono sotto rapida, crescente aggressione da parte di nuovi attori che, partendo dalla capacità di gestire comunità enormi e il commercio elettronico (Alibaba, Amazon) o dall’uso innovativo della tecnologia web (Lending Club, Prosper) stanno entrando nel campo finanziario rubando velocemente spazio, ricavi e clienti alle banche. Per collegare l’enorme massa di liquidità gestita da investitori istituzionali e i bisogni di credito dei privati e delle imprese non c’è bisogno delle banche, lo si realizza più facilmente e a costi infinitamente ridotti con piattaforme web, non con filiali e personale in eccesso. Non succederà in Italia? Non cambierà nulla? Improbabile, è solo questione di tempo, le barriere all’ingresso sono fragili visto che già oggi il governo spinge per un collegamento diretto tra risparmio assicurativo e pensionistico e bisogni delle imprese… continua a leggere su Linkerblog

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