Effetto Coronavirus: scocca l’ora degli investimenti alternativi

Il P2P lending offre diversificazione, protezione e rendimento. Ecco tutti i motivi per cui inserire i prestiti alle PMI in portafoglio

L’effetto Coronavirus sulle Borse? Genera incertezza e scatena una volatilità estrema. Così se la settimana sui mercati globali è partita in deciso rialzo, da Wall Street all’Europa, l’ultima ottava di febbraio ha invece archiviato la peggior performance dai tempi di Lehman Brothers: -12% per l’Euro Stoxx 600, il titolo dei principali titoli quotati in Europa; -11% per l’S&P 500 e -13% per il Dow Jones in Usa.

Il mondo viene giù e allora tornano in auge gli investimenti alternativi, decorrelati rispetto alle asset class tradizionali, che possono blindare il portafoglio e aumentarne l’alpha complessivo. Il FinTech con il lending è senza dubbio uno di questi investimenti alternativi.

Schizza l’indice della paura

Ma l’andamento su cui puntare l’attenzione è un altro: quello dell’indice Vix, anche detto indice della paura, che monitora appunto la variazione della volatilità e che ha raggiunto livelli elevatissimi, simili a quelli che si erano visti proprio in occasione del fallimento di Lehman, o anche in corrispondenza dell’esplosione della crisi dei debiti sovrani europei o ancora della bolla di Internet del 2000. L’ultimo giorno di febbraio il Vix ha toccato quota 49, dai circa 14 punti a cui stazionava precedentemente. Vuol dire che i trader si stanno liberando di tutti gli asset in portafoglio, temendo di perdere. Vuol dire che il panico si è già scatenato.

Nel frattempo, l’Ocse ha rivisto al ribasso le stime di crescita del PIL globale per il 2020: di mezzo punto (dal 2,9% al 2,4%) se la diffusione del Covid-19 si limitasse al primo trimestre e dell’1,5% se andasse oltre.

Italia a rischio recessione

È chiaro che per il nostro Paese questi numeri si traducono in una sola parola: recessione. Già le stime di crescita prima della pandemia non erano delle migliori, ora l’Italia si avvia decisa verso la crescita zero nel 2020.

Pesa il fatto che l’epidemia sia concentrata tra Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, regioni da cui dipende il 40% del nostro PIL: inoltre, le aziende sono state costrette a rallentare o fermare la produzione anche prima della diffusione in casa del virus, perché collegate ormai a doppia mandata con il mercato cinese, da cui dipendiamo, come rileva la Fondazione Italia-Cina, per tutto ciò che concerne l’elettronica (automotive e meccanica), il tessile per la moda e le molecole di base usate nel pharma.

A essere colpiti duramente in Italia saranno anche i consumi interni e il turismo, con un impatto significativo su tutti i beni del made in Italy. Insomma, sono sotto attacco tutte i nostri settori di eccellenza: un crollo dei mercati è quasi naturale.

Come investire senza paura

Allora, che fare con i portafogli di investimento? Non fuggire come il panico suggerirebbe, ma restare in attesa, sfruttando possibili punti di ingresso sui titoli che colano a picco e diversificando con asset alternativi. Il marketplace lending è uno strumento ideale per questo obiettivo. Per tre ragioni: perché è un investimento completamente decorrelato rispetto ai mercati tradizionali, azioni, obbligazioni e liquidità. E perché ha un rischio controllato a fronte di un rendimento interessante.

Gli investimenti alternativi sono favoriti dal contesto di tassi bassi ormai strutturale, dalla volatilità e dai timori inflattivi che i rischi sistemici come il virus fanno tornare in auge. Lo strumento del lending in particolare offre una possibilità di diversificazione del portafoglio con un mattoncino che sfugge agli scossoni dei mercati.

Le caratteristiche del lending (che proteggono il portafoglio)

L’investimento in P2P lending ha, per la natura stessa dei prestiti alle imprese, un orizzonte lungo (5-7 anni), un periodo in cui il rischio potenziale di insolvenza dei debitori è mitigato da due fattori. Il primo è la selezione delle aziende che ottengono un prestito sul marketplace: delle imprese richiedenti, la maggior parte non supera la verifica di fattibilità che ha paletti stringenti e premia solo quelle con un progetto solido e che dimostrino grande affidabilità e trasparenza.

Il secondo è la diversificazione estrema che applichiamo al paniere in cui investe ciascun finanziatore: il capitale versato viene frazionato con una diversificazione-obiettivo dell’1% (ciò vuol dire che 10.000€ vengono suddivisi all’incirca in 100 prestiti da 100€ l’uno).

Infine, riservare una piccola percentuale dei propri investimenti complessivi al social lending (tra il 3 e il 7%) offre una possibilità di guadagno in più: per quanto riguarda BorsadelCredito.it, da inception il rendimento medio non si mai discostato dal 5%, che non è una garanzia per il futuro ma una bussola per orientarsi.

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