Fintech nella savana: ecco come la finanza digitale può proliferare in Africa e contribuire a ridurre la povertà

Il FinTech aiuta lo sviluppo delle piccole imprese e promuove l’educazione finanziaria delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. Lo afferma uno studio presentato al primo festival afro-asiatico del FinTech

La prossima frontiera del FinTech? Sono i Paesi emergenti – e l’Africa in particolare. Una parte del mondo dove la digitalizzazione della finanza da un lato ha la possibilità di attecchire facilmente, visto l’elevato livello di individui non bancarizzati e la diffusione capillare dei telefoni mobile; dall’altro lato, attraverso l’aumento dell’inclusione finanziaria, contribuisce ad abbattere la povertà.

Un caso emblematico di questa condizione è il Kenya, con i suoi 37 milioni di cittadini dotati di un telefono mobile (e una penetrazione dei device mobile dell’88%) e con una diffusione scarsissima, per contro, di punti Atm e pc. Un ambiente adatto ad accogliere le ultime innovazioni in tema di banca virtuale che arrivano dall’Occidente e che puntano tutte sul mobile.

Non è un caso che M-Pesa, il servizio di money transfer via sms lanciato nel Paese fin dal 2007 abbia avuto un successo strepitoso, consentendo ai lavoratori delle città di mandare in maniera semplice e veloce i soldi alle famiglie che abitano nelle aree rurali. Il processo che prima prevedeva di mettere il denaro in una busta e affidarla a un corriere che doveva viaggiare per ore nelle campagne per giungere a destinazione è stato completamente digitalizzato.

Lo scorso luglio, nel corso del primo festival afro-asiatico del FinTech, “Fintech nella Savana”, organizzato dalla Banca centrale del Kenya con l’Autorità monetaria di Singapore (un secondo appuntamento è previsto a Singapore il prossimo 11 novembre), è stato presentato uno studio rigoroso che ha confermato come il denaro mobile (e M-Pesa in particolare) abbia avuto un ruolo diretto nella riduzione della povertà estrema, principalmente facilitando la crescita delle piccole imprese e migliorando i comportamenti finanziari, in particolare i risparmi. Il prossimo passo, annunciato sempre nel corso dell’evento “FinTech nella Savana”, sarà la cooperazione tra Asia e Africa per la creazione di una piattaforma comune dove dare vita a un ecosistema dell’innovazione che migliori la condizione della popolazione: una popolazione che conta i tre quarti di quella mondiale e include l’85% della fascia più povera del pianeta.

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