Gli investimenti del futuro saranno sempre più FinTech: lo dicono le preferenze dei Millennials

Gli entusiasti del Fintech? Sono i Millennials, coloro che domineranno i consumi per i prossimi quarant’anni e che il mercato sta ancora trascurando. Stiamo parlando, come noto, dei nati tra il 1980 e il 2000, quelli che non hanno votato per la Brexit e a cui non piace Donald Trump, che non mirano a possedere oggetti ma si accontentano di condividerli e che sono quattro volte più propensi rispetto agli over 55enni a investire in piattaforme di p2p, secondo una ricerca realizzata da Thincats.

Un terzo di questi cita la possibilità di tagliare fuori le banche come la maggiore attrattiva del sistema, mentre il 28% apprezza che si possa prestare direttamente all’economia reale. Una delle ragioni di questo gap generazionale sta nel diverso approccio al rischio: i giovani sono disposti ad assumersene molto in cambio di rendimenti alti, mentre gli over 55enni preferiscono ritorni stabili e bassa volatilità, sempre secondo Thincats.

Ma il cambiamento che si impone per l’industria del risparmio è inesorabile e lo sarà sempre più via via che i Millennials acquisteranno maggior potere economico. Un altro dato lo conferma: oggi, secondo l’ultimo report di CapGemini sui ricchi del mondo, i millennials tendono a tenere più ricchezza (35%) in liquidità di quanta ne affidino ai gestori patrimoniali (32%). E la popolazione di High Net Worth Individuals under 40 è ancora meno disposta a rivolgersi ai gestori (28%). Una delle ragioni per cui solo un terzo di questa ricchezza è affidata ai gestori è che, come rileva lo studio di CapGemini, questi operatori sono carenti dal punto di vista dell’esperienza digitale. “Solo nello scorso anno la richiesta di esperienze digitali da parte degli HNWI ha registrato un incremento vertiginoso di quasi 20 punti percentuali, passando dal 49% del 2015 al 67% del 2016 – si legge nel report – inoltre, il 47% degli HNWI sostiene di utilizzare piattaforme peer-to-peer almeno settimanalmente per trovare idee d’investimento.”

La correlazione tra maturità digitale e acquisizione e conservazione degli asset non potrà che aumentare nei prossimi anni. Il 73% degli HNWI ha dichiarato che la maturità digitale sarà molto o piuttosto importante nella loro decisione di aumentare l’affidamento di asset alle società di gestione patrimoniale nel corso dei prossimi 24 mesi, una percentuale che sale all’86% nel caso degli Hnwi under 40.

I leader del futuro – ha dichiarato Andrea Falleni, Senior Vice President, Market Unit Head, Financial Services and Manufacturing di Capgemini Italiasaranno le società in grado di offrire una customer experience digitale integrata che si basa su alti livelli di fiducia dei clienti e su fattori abilitanti quali velocità, flessibilità e facilità d’uso.”

Tutte caratteristiche che il FinTech possiede già.

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