Goldman Sachs si allea con Amazon per offrire prestiti ai seller

Una novità che arriva esattamente a un anno dal lancio del prodotto di BorsadelCredito.it dedicato ai negozianti professionali italiani del gigante dell’e-commerce

Goldman Sachs sarebbe in trattativa con Amazon per offrire prestiti alle PMI. Lo rileva il Financial Times, citando due fonti vicine all’operazione. La banca d’affari USA starebbe elaborando una tecnologia che consenta di erogare prestiti ai seller di Amazon e che potrebbe essere operativa già a marzo.

Fatte le dovute proporzioni, BorsadelCredito.it potrebbe dire di aver fatto da apripista in questo che sta diventando un vero e proprio trend.

Esattamente un anno fa, infatti, avevamo lanciato un finanziamento ad hoc per i seller italiani di Amazon. Una novità senza precedenti per il mercato domestico: un prodotto dedicato ai venditori che operano sul portale di e-commerce da almeno tre mesi, che hanno così la possibilità di accedere a linee di credito nei tempi rapidi del P2P lending, in modo da poter aumentare le scorte di magazzino e pagare i fornitori al giorno zero, ottenendo condizioni migliori di acquisto e migliorando i propri margini.

D’altronde che un colosso come Goldman Sachs arrivi un anno dopo a un’idea molto simile per il mercato USA non stupisce: è il colosso che entra nel campo delle FinTech e non viceversa. E il business dei prestiti alle PMI per la stessa Amazon cresce vertiginosamente: a fine 2019 l’erogato direttamente dal portale è stato di 863 milioni di dollari, che si sommano ai 3 miliardi erogati dal lancio del servizio nel 2011.

Per Goldman Sachs, che nasce come una banca d’investimento e che dal 2015 si è diversificata nel settore consumer con Marcus, non si tratta della prima iniziativa in capo tech. Ad agosto aveva lanciato la Apple Card, con il colosso di Cupertino e Mastercard: essa si può collegare ad Apple Pay e può essere integrata al wallet dell’iPhone. In questo modo lo smartphone potrà essere usato per i pagamenti mettendolo a contatto con i terminali.

Goldman non ha filiali fisiche e l’aggregazione con i colossi hi-tech le fornisce un canale per raggiungere capillarmente clienti sul territorio americano. D’altro canto le big tech americane sono sempre più interessate a entrare nel profittevole comparto dei servizi finanziari. E dalla collaborazione, in cui le FinTech hanno un loro ruolo fondamentale perché fanno sostanzialmente capo a loro le tecnologie abilitanti, non potranno che trarne beneficio.

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