Goldman a tutta dritta sul Fintech: ora vuole insidiare il primato di Zopa e Funding Circle in UK

Goldman Sachs accelera sul p2p lending e punta sull’Europa. La più potente e redditizia banca d’affari Usa, che invero presidia ogni mercato dove il denaro si moltiplica, mostra un interesse sempre più forte per il Fintech e vuole conquistare anche il mercato britannico, dopo aver costruito una base forte nel Paese di origine (USA). Interesse che si è concretizzato in tre mosse, tutte annunciate nel corso dell’ultima settimana. Una notizia che dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto la disintermediazione sia la strada maestra nella finanza, da cui non si torna indietro. Che sia la più importante banca globale a scegliere questa via ne è la prova lampante.

Nello specifico, vediamo cosa farà la piovra di Wall Street. Innanzitutto ha annunciato che acquisirà 300 milioni di loan non bancari: si tratta di prestiti originati da Mosaic, un provider Usa di finanziamenti per l’energia solare, che vengono erogati attraverso una piattaforma online ai privati che impiantano i pannelli sulle proprie abitazioni. Dietro ci sono fondi che arrivano dal private equity Warburg Pincus e da una rete di oltre 125 società del solare: dal 2012 Mosaic ha originato oltre un miliardo di dollari in prestiti.

Il secondo passo verso il Fintech, molto più importante e centrato sul lending, sarà il lancio di una divisione di depositi online per il mercato britannico entro metà 2018, per replicare il successo della piattaforma proprietaria Marcus, che eroga prestiti p2p negli Stati Uniti e che lo scorso giugno ha tagliato il traguardo del miliardo, competendo a buon diritto con Lending Club e Sofi. Il progetto di Goldman è dare vita a una banca online low cost che offrirà anche prestiti e che potrà fare concorrenza a Zopa, Ratesetter e Funding Circle. Senza considerare che la banca ha già una branch simile per i clienti affluent: a cui presta, dallo scorso luglio, da 75mila a 25 milioni usando i patrimoni dei richiedenti come collaterali. Ultimo, ma non meno importante, l’investimento in Neyber: 115 milioni di dollari, una start up che ha appena chiuso il round C da 21 milioni. Neyber lavora in partnership con i datori di lavoro per offrire ai dipendenti prestiti accessibili e deducibili dai salari: datori di lavoro tra cui già figurano la polizia britannica, l’aeroporto della City, Anglian Water, Nhs Trust e diverse società quotate. A oggi chi ha usato i prodotti di Neyber ha risparmiato 14 milioni di sterline.

 

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