Lombarda (o campana) con esigenze di liquidità intorno ai 90mila euro; più grande, strutturata e digitale: l’identikit dell’impresa che chiede credito a BorsadelCredito.it

Foto di Ivan Samkov da Pexels

Le imprese che si rivolgono al portale sono per il 75% micro, ma aumenta la quota di quelle più grandi (+13% rispetto al 2017). Sono in media più digitali (la metà ha un sito web) e quasi tutte (oltre il 97%) non hanno macchie sul fronte andamentale. Il settore preponderante di quelle che ottengono credito è il commercio, seguito da servizi e manifattura; un terzo delle aziende arriva sulla piattaforma dopo la segnalazione del commercialista o del CFO. E nel periodo della pandemia, ecco come hanno reagito alle batoste le nostre imprese

Sono in media più grandi, più strutturate e più digitali, le imprese che arrivano sulla piattaforma di lending di BorsadelCredito.it. L’Osservatorio 2020 realizzato sul totale delle imprese che hanno fatto una richiesta di prestito mostra che il panorama delle PMI italiane che si rivolgono al FinTech si è evoluto grandemente rispetto a un triennio fa. Vediamo come.

Dimensione e anzianità

Partiamo dall’analisi del complesso delle aziende che fanno domanda sul portale. Circa il 75% ha un fatturato inferiore ai 2 milioni (nel 2017 erano l’87%); il 20%, rispetto all’11% di tre anni fa, si colloca tra 2 e 10 milioni, e oltre il 5% dal 2% sopra i 10 milioni. Aumentano anche le aziende “anziane”, quelle con meno di tre anni di attività sono una quota residuale (0,18%) contro l’8% del 2017. Mentre il 51% ha un’anzianità tra tre e dieci anni e il 48%, (dal 39% del 2017) ha una storia superiore ai dieci anni.

Di queste aziende richiedenti, non tutte ottengono il prestito: l’Osservatorio ha analizzato anche le caratteristiche di chi arriva alla fine del processo e accede a un finanziamento di BorsadelCredito.it, scoprendo che sono meno polarizzate rispetto ai livelli di fatturato: il 57% è micro, il 33% piccola e il 10% media. Sul fronte dell’anzianità, invece, le aziende che hanno ricevuto il prestito hanno caratteristiche in tutto simili all’universo generale delle richiedenti, collocandosi per oltre 99% dei casi, nelle fasce con oltre tre anni di storia (e quasi il 60% esiste da oltre 10 anni).

Un balzo nella digitalizzazione

Non si osserva più la scarsa digitalizzazione che evidenziavamo in media nel 2017, quando il campione generale delle aziende che si approcciavano a BorsadelCredito.it per il 63,84% non aveva un sito web, per il 70% nessuna pagina social e per il 70,7% non era segnalata su Maps (ma chi otteneva il credito nella metà dei casi aveva un sito web). Oggi la metà delle aziende che arriva sul portale ha un sito attivo, mentre la quota sale al 60% per chi il prestito lo ottiene. Quanto alle altre categorie, per l’universo delle richiedenti si osserva che la quota di quelle che nel frattempo si è dotata di una pagina social è salita a quasi il 45%, mentre resta ferma al 30% circa quella delle aziende censite su Maps (che salgono rispettivamente al 53% e al 35% nel campione delle PMI che il prestito lo hanno ottenuto).

Imprese senza macchia

Le imprese sono maturate anche sul fronte dello storico andamentale. Il dato probabilmente più interessante è che le PMI che si rivolgono a noi che non hanno in curriculum alcun evento negativo (debiti non onorati o protesti o altre situazioni pregiudizievoli anche meno gravi) sono quasi il 97%, mentre solo il 3% presenta eventi gravi. Ma questa quota sale al 10% per le PMI che hanno ricevuto il prestito: ovviamente si tratta di eventi che vengono sistemati prima dell’erogazione e non sono bloccanti. Ma il dato è significativo per due ragioni: perché mostra in parte l’effetto Covid ma anche perché è il segnale del fatto che la valutazione di BorsadelCredito.it va ben oltre l’osservazione dello storico e sa scremare anche sulla base delle potenzialità.

I prestiti nel periodo Covid

Ma vediamo più da vicino cosa è successo nei mesi in cui siamo stati più colpiti dalla pandemia, ovvero tra marzo e agosto. A fine febbraio l’erogato di BorsadelCredito.it ammontava a 80 milioni di euro distribuiti su 901 prestiti. Alla fine di luglio il valore dei prestiti concessi aveva sfondato quota 100 milioni: un aumento di 20 milioni in cinque mesi e quasi 200 nuovi prestiti, che equivale a una crescita raddoppiata rispetto ai periodi di normalità (a 4 milioni al mese circa vs 2). Il mese di agosto, che è tipicamente un mese di stop per le attività di impresa, è stato nel 2020 particolarmente dinamico, con un erogato di oltre 5,3 milioni su 37 nuovi prestiti. Un dinamismo che, se da un lato evidenzia il bisogno di liquidità delle aziende colpite dal lockdown, dall’altro testimonia la voglia di rivalsa del tessuto delle PMI italiane, che hanno ogni intenzione di riprendere a lavorare e a investire. In totale, il prestito medio ammonta a 93mila euro (sui 1129 prestiti erogati da BorsadelCredito.it dall’inizio dell’attività). Circa un terzo dei clienti di BorsadelCredito.it arriva al portale attraverso la segnalazione di un partner, ovvero di commercialisti e consulenti che indicano alle PMI loro clienti questa possibilità di finanziamento. Una quota simile, invece, ci trova grazie alle nostre attività di comunicazione sui social e sui media tradizionali.

Geografia e settori

In termini geografici, la Lombardia la fa da padrone con una quota di oltre il 26%, seguita dalla Campania con il 25,6% del valore erogato. Terza regione per valore di prestato il Lazio con una quota che sfiora il 14%. Ancora, al Piemonte fa capo circa il 7% dei 105 milioni erogati finora dalla piattaforma, al Veneto il 6%, all’Emilia Romagna poco meno del 5% e alla Puglia il 3,6%. Le altre regioni si collocano tutte su valori non superiori al 2%. Quanto ai settori, il commercio è di gran lunga il più presente con una quota del 36% (tra retail che pesa il 14,8% sul totale erogato e wholesale, al 21%). Non solo per una questione di maggiori danni subiti causa pandemia, ma per le caratteristiche stesse del business – in cui non c’è coincidenza tra pagamento delle fatture ai fornitori e incasso da parte dei clienti, con tutto quello che ne consegue in termini di stress per la cassa. Ai servizi fa capo il 23% dell’erogato complessivo, contro il 20% circa della manifattura, mentre il comparto dei trasporti è attivo con una quota del 14,8% del totale.

A cosa serve il credito

Infine, le motivazioni principali per cui viene richiesto il credito, sono le stesse che spingono le imprese ad andare in banca: investimenti ed esigenze di liquidità ma se, secondo quanto rileva Bankitalia, per il credito bancario la liquidità è preponderante, nel nostro marketplace lending le due motivazioni sono pressoché equiparate sia per il totale delle richiedenti, sia per le imprese che ottengono il credito (poco sotto il 50). Residuale la quota di chi chiede credito per consolidamento di passività a breve e per rinegoziare debiti a medio-lungo termine.

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