Il lending italiano a marzo supera il miliardo e mezzo di erogato

A fine 2019, nel nostro Paese, si attende un volume superiore ai 2 miliardi per un mercato europeo ex UK che ne varrà 4,9

Superato il traguardo del miliardo e mezzo per il P2P lending italiano: a fine marzo 2019 l’erogato complessivo da inception delle piattaforme censite da P2P Lending Italia hanno segnato una crescita del 153% anno su anno. I numeri confermano ancora una volta che la parte del leone la fanno i prodotti dedicati alle imprese, nelle due sottocategorie di prestiti e invoice trading.

Ma andiamo con ordine. L’erogato complessivo trimestrale è balzato nel primo trimestre 2019 a 309 milioni di euro (+20,7% rispetto al quarto trimestre 2018 e +98,8% rispetto ai primi tre mesi del 2018 – tutti dati omogenei), mentre il montante complessivo erogato da inception si è attestato a 1.513,9 milioni, con una crescita trimestre-su-trimestre del 26% e anno su anno del +153%.

Di questi, 243,2 milioni sono relativi ai prestiti personali (ne sono stati erogati 32.558) e 1.270,7 milioni fanno riferimento ai prestiti alle imprese. Il sub-segmento dell’anticipo fatture ha superato la soglia del miliardo (a 1.172,6 milioni) rafforzato, secondo P2P Lending Italia, dall’ingresso ormai consolidato degli investitori istituzionali, mentre i prestiti alle imprese hanno segnato una crescita dei volumi a 98,1 milioni di euro per 732 erogazioni. BorsadelCredito.it presidia una quota di 58 milioni di euro su 660 prestiti a marzo 2019, con un erogato quasi raddoppiato rispetto ai 30 milioni di marzo 2018 distribuiti su 435 prestiti. Se scorporiamo dal totale i prestiti a cui hanno partecipato gli investitori istituzionali, l’erogato dipeso dal retail ha un volume di 45 milioni per 582 prestiti: dunque i restanti 13 milioni sono stati investiti da prestatori professionali.

La conclusione è che, in estrema sintesi, il mercato continua a crescere a ritmi sostenuti. Tanto che per il 2019 le previsioni sono più che rosee. Oltre i due miliardi di euro, secondo le nostre stime. Il che colloca l’Italia tra i paesi con la maggior quota di mercato in ambito europeo ex Regno Unito: dove, secondo le proiezioni di Brismo, in Europa si genererà un valore di 4,9 miliardi di euro nel 2019 rispetto ai 3,32 miliardi del 2018, con una crescita del 47,5% anno su anno. Un incremento rilevante, anche se in rallentamento rispetto al 90% segnato nel 2018 e rispetto a quelli iniziali arrivati anche al 300%: quando però si partiva da basi molto inferiori e spesso quasi da zero, a differenza della situazione attuale in cui i numeri iniziano a essere di tutto rispetto.

Il fatto che l’Italia sia uno dei paesi con i più alti tassi di crescita per il P2P non è in realtà una sorpresa. Come non lo è la discrepanza tra Europa e Italia in merito alle proporzioni tra prestiti a privati e prestiti per le imprese. In Europa infatti la parte preponderante del P2P la fa il settore consumer (2,5 miliardi nel 2018 e 3,7 miliardi attesi nel 2019). Al contrario di quello che accade in Italia dove, evidentemente, il credit crunch per le PMI è pesante. Come è noto – e i dati di Bankitalia ci danno una misura del fenomeno – il credito erogato dalle banche Italiane alle imprese è sceso a fine 2018 a 679 miliardi di euro, con un calo di quasi 50 miliardi nel solo 2018 e di quasi 150 miliardi rispetto a cinque anni prima (fine 2013).  A febbraio di quest’anno, sempre guardando alle rilevazioni di Bankitalia, si evince come il trend continui a essere in calo per i prestiti alle società (-0,1%) e di incremento per i prestiti alle famiglie (che hanno segnato +2,6% come nel mese precedente). Se le famiglie trovano ancora riscontro nel canale bancario, è inevitabile che le piccole e medie imprese cerchino fonti di finanziamento alternative e approdino nel mercato del P2P lending, dove trovano una soluzione adatta alle proprie esigenze.

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