Imprese: cosa serve per #ripartire?

imprese-come-ripartire

Il vento della fiducia che torna a spirare sui mercati italiani è senz’altro un segnale incoraggiante. L’ISTAT conferma che sia l’indice di fiducia delle imprese (ne abbiamo parlato ieri su questo blog) che quello dei consumatori sono in risalita. Il processo di ripresa si preannuncia tuttavia lento e con elementi sfidanti per il nostro sistema. Per questo è utile chiederci: quali sono i punti cruciali da sciogliere per far sì che le aziende e tutta la nostra economia possa continuare sulla buona strada per la crescita?

La maggiore attitudine all’export da parte delle nostre imprese rivela un rovescio della medaglia su cui bisogna agire con interventi ad hoc: la domanda interna fatica a prendere quota. Mentre un altro tema delicato, e strettamente legato a quello dei consumi, è quello di un mercato del lavoro interno rigido e bloccato: una ripresa dell’economia interna porterebbe certamente a una diminuzione degli indici di disoccupazione, ma bisogna poi lavorare sulla flessibilità dei posti di lavoro e sugli incentivi per far si che i lavoratori sposino in toto queste nuove attitudini.

In sintesi, buona parte dei problemi da risolvere sono interni al nostro mercato e per ripartire serviranno interventi dello Stato ma anche flessibilità da parte di tutti gli attori del mercato del lavoro.

Alcuni opinion leader legati all’imprenditoria e alla ricerca interpellati dal Sole24Ore riprendono queste tematiche in merito alla ripresa in atto:

«I dati Istat – commenta Sergio De Nardis capo economista di Nomisma – indicano che la flessione dell’economia è andata esaurendosi nel corso dell’estate. E per questo potremo finalmente iniziare a vedere tra il terzo e quarto trimestre variazioni dell’attività economica in territorio positivo. La ripresa però si annuncia lenta. Le imprese sono frenate da una domanda interna per consumi che non decolla e non scontano la creazione di nuovi posti di lavoro».
Gli impenditori confermano il miglioramento? «Per ora nell’edilizia prevale la stasi – esordisce Paolo Buzzetti, presidente dei costruttori Ance – ma, indubbiamente i provvedimenti varati in questi mesi dal Governo, dalle anticipazioni ai mutui fino al pacchetto casa, sono il segnale di un’attenzione all’edilizia che non potrà che generare fiducia e facilitare il riavvio di un settore trainante dell’economia»… continua a leggere sul Sole24Ore

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non sei un robot, vero? *