Marco Radice, il baby boomer che investe in BorsadelCredito.it

CFO in pensione con una carriera ultraquarantennale, ha investito una parte del proprio patrimonio in P2P lending: “Un prodotto a basso rischio che nell’ultimo anno mi ha fatto guadagnare il 5%, contro la perdita del 3,5% accumulata in banca”

È stato manager in PwC e ha ricoperto il ruolo di CFO, responsabile finanziario, per aziende piccole e grandi, quotate o non. Dal colosso della chimica Enimont, alla Riello Sistemi nel settore delle macchine industriali, dalla farmaceutica Pierrel, a Liquigas, leader nel mercato del Gpl. Per questa sua esperienza, accumulata in 45 anni di carriera, Marco Radice, pensionato e startupparo (ancora oggi offre servizi consulenziali attraverso la sua Management Consulting) ha fatto volentieri da apripista, rispetto ai suoi amici, per esplorare il mondo degli investimenti nel P2P lending.

“La prima volta che ho sentito il nome di BorsadelCredito.it è stata tramite un amico, sicuro che da esperto di finanza quale fossi, avrei saputo di più sull’argomento. E invece no, non la conoscevo, e non sapevo neppure cosa fosse il lending online. Poi mi sono informato e ho investito”, afferma Radice.

Si è informato e si è convinto che poteva essere uno strumento interessante?
Esattamente: ho iniziato a lavorare a 17 anni, studiando la sera e la notte; nel frattempo mi sono laureato. Ho lavorato una vita e accumulato un po’ di risparmi che è sempre più difficile capire dove allocare per ottenere un ritorno interessante. Il principio che ho sempre seguito per investire è quello aureo della diversificazione: così ho questo gruzzolo suddiviso in banche e asset class diverse, tradizionali e innovative come questa di BorsadelCredito.it. Sto guardando anche ai portali FinTech che propongono investimenti in proprietà immobiliari…

Sicuramente la carriera che ha avuto e la sua competenza in materia finanziaria fanno di lei un investitore sofisticato e capace di scegliere tra prodotti anche complessi. Ma ci colpisce che un sessantaduenne, non esattamente un Millennial, si avvicini con tanta convinzione a un ambito tanto innovativo come il FinTech. Cosa le piace di questo prodotto?
BorsadelCredito.it applica in modo ottimale il principio assicurativo della diversificazione: questo ai miei occhi è il suo maggior punto di forza. Io investo una cifra e loro la distribuiscono su tanti prestiti diversi erogati ad altrettante aziende che operano in campi di business difformi, in tutte le regioni italiane. Inoltre, è un prodotto che ha un livello di rischio contenuto a fronte di un rendimento di tutto rispetto.

Un attimo: rischio contenuto e rendimento interessante. Stiamo stravolgendo le regole di base degli investimenti finanziari… a un rischio contenuto corrisponde un guadagno risicato e viceversa.
Ma BorsadelCredito.it ha adottato un approccio qualificante e ben pensato per abbattere il rischio: quando si verifica che un imprenditore diventa insolvente, questo viene coperto dalle riserve che il portale ha immesso nel Fondo di protezione. Questa copertura ponderata, insieme alla diversificazione, mi fanno affermare essere un investimento con un bilanciamento rischio/rendimento ottimale. Una strategia che probabilmente erode di un piccolo delta il rendimento potenziale: ma vale la pena, in cambio di protezione.

Bene, proviamo a fare un bilancio. Alla prova dei fatti, le sue aspettative riguardo all’investimento in lending sono state rispettate?
Guardi, le rispondo così: nell’ultimo anno il portafoglio di investimenti consigliati da una primaria banca italiana a cui affido parte del mio patrimonio hanno perso il 3,5%. Con BorsadeCredito.it ho guadagnato il 5%. Quando confronto il consuntivo con il budget non posso che concludere che sia del tutto in linea con le attese. E credo che il futuro sarà sempre più FinTech: prestare denaro secondo il sistema classico della banca diventa sempre più difficile. Bisogna disintermediare e avere approcci diversi.

Alla fine, spinto da tanto entusiasmo, il suo amico che le aveva parlato di BorsadelCredito.it per primo ha poi investito?
Eh, no. Non ce la fa ancora. Apparteniamo a una generazione che diffida da Internet. Ho un altro amico che in banca quest’anno ha perso il 12%: ha liquidato tutto e sta cercando alternative per investire. Forse lui è pronto. Ma in generale, sento che prevale la paura – del tutto ingiustificata – verso la rete con la sua intangibilità. Anche mia moglie la pensa così…

Sua moglie non condivide il suo approccio innovativo?
Mia moglie tutte le volte che parlo di BorsadelCredito.it mi chiede se ho provato a ritirare una parte dei soldi, per verificare che me li ridiano. Adesso non posso fare questa prova, per non perdere lo sconto sulla ritenuta di imposta, ma appena il termine di vincolo scadrà ritirerò una cifra simbolica per provarle che tutto funziona secondo il contratto e convincerò anche lei. Ne sono certo!

Cosa si può fare per sconfiggere questo timore nei confronti del nuovo?
Dare a questi strumenti una maggior visibilità pubblica: comparire su tv e riviste generaliste, non solo su testate specializzate o di settore. Spiegare anche ai piccoli risparmiatori con portafogli basici che c’è un’alternativa valida e più conveniente al libretto postale, al conto corrente, ai BOT. Io la mia azione di awareness quotidiana la compio.

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