Il mercato europeo del P2P lending si avvia verso la fase del consolidamento

Rendimenti in possibile calo (ma non in Italia) e regolamentazione più stringente in tutt’Europa. In prospettiva si avrà una selezione tra le migliori piattaforme e un’offerta sempre più sofisticata

Il mercato europeo del P2P lending volerà a quota 4,9 miliardi di erogato a fine 2019, così stima Brismo, provider di dati nel FinTech. Si tratta, ovviamente, dei numeri dell’Europa Continentale, ad esclusione della Gran Bretagna che nel 2018 ha già superato la soglia dei 6 miliardi.

Secondo le nostre proiezioni, il dato è di 4,9 miliardi di nuovo lending nel 2019, in aumento del 47,5% rispetto ai 3,32 miliardi del 2018. Si tratta di un tasso di crescita decisamente inferiore rispetto a quello degli ultimi cinque anni e a quello del 2018 (superiore al 90%)”.

Questa è la prima novità da registrare nella fisiologica evoluzione del P2P lending.

Il passo cambia, com’è normale che sia man mano che i numeri diventano importanti. Nel 2014 d’altronde l’erogato ammontava a 234 milioni. A crescere al tasso inferiore nel 2019 è stato proprio il settore business (+26% anno su anno rispetto al +29% del 2018; dai 51 milioni registrati nel 2014 ai 400 milioni previsti a fine 2019), seguito dall’invoice trading (45,3%). Mentre il segmento consumer è aumentato di oltre il 50% e quello property del 57%.

L’Italia, in questo contesto, con un erogato che a marzo 2019 ammontava a oltre 1,5 miliardi, si colloca come il mercato più importante per volumi e a più elevata crescita.

I numeri ci dicono molto anche sulle altre direttrici di sviluppo del P2P lending. E ci informano del fatto che l’Italia, oltre a guidare la crescita quantitativa in Europa, si posiziona come uno dei mercati più evoluti anche dal punto di vista della qualità.

Proviamo a spiegare perché.

In Europa siamo in presenza di un consolidamento che implicherà una sorta di selezione naturale tra piattaforme e probabilmente un’ondata di M&A che vedrà nascere soggetti di dimensioni maggiori con conseguenti mercati più ampi da servire.

Non solo, la crescita esponenziale degli anni passati, alimentata dal vuoto lasciato dai canali di credito tradizionali, ha portato il regolatore a fissare perimetri maggiormente rigidi, segnando una seconda fase nell’evoluzione del settore. Una fase che potremmo definire di “maturità”.

E che in qualche modo, per l’Italia, almeno per quanto attiene al regolamento, è già un fatto.

Ne abbiamo parlato spesso (ad esempio qui): il nostro Paese ha già una buona base regolamentare in materia di P2P lending. Basti pensare, per esempio, che le piattaforme, in base alla forma giuridica di cui si dotano, sono soggette alla vigilanza di Consob, Bankitalia e OAM. 

Un ulteriore trend che si riscontra in Europa – questa volta a partire dal Regno Unito, come rileva AltFi – è qualche contrazione in termini di rendimenti. Trend che non vediamo all’orizzonte in Italia, dove, al contrario il guadagno per il prestatore si conferma stabile mese dopo mese dal punto di vista di BorsaelCredito.it.

Probabilmente questo effetto di riduzione del reddito si limiterà alla sola Gran Bretagna e non stupisce, visti gli effetti che sta avendo sull’economia il continuo e confuso tira e molla su Brexit.

Un terzo trend, questa volta positivo e che coinvolge anche il nostro Paese, è l’evoluzione dell’offerta. Non solo e non tanto con l’obiettivo di proteggere l’investitore dalle eventuali perdite, ma soprattutto con lo scopo di maggior servizio di un consumatore (e di un investitore) sempre più evoluto ed esigente. La tendenza sarà quella di specializzarsi su nicchie o filiere. La stessa BorsadelCredito.it ha avviato una serie di prodotti guidati da questa logica: il finanziamento dedicato ai seller italiani di Amazon e quello per i padroncini di Italmondo (estendibile a ulteriori settori) sono solo i primi due esempi.

Possiamo concludere che la fase uno che prevedeva di creare awareness sul settore stia arrivando a compimento. La fase della maturità porterà ulteriore consapevolezza a chi chiede risposte alternative e dal valore aggiunto su rendimenti e accesso al credito.

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