Ora nella City il P2P lending finanzia le imprese con tassi inferiori al 10% (meno che in banca)

Ad affermarlo è la prima edizione dello SME Lending Monitor, a cura della piattaforma Funding Xchange, che sarà presentato a breve. Un’ulteriore conferma della maturità del FinTech.

Scendono i tassi dei prestiti destinati alle piccole e medie imprese britanniche. Si tratta di un effetto collaterale dell’ingresso delle FinTech nell’arena finanziaria.

La tesi è costruita sulla base dell’analisi dei dati di 40 lender specializzati in prestiti a PMI raccolti nella prima edizione dello SME Lending Monitor, realizzato dalla piattaforma Funding Xchange. Lo studio sarà presentato il 7 ottobre 2019, ma alcuni risultati sono stati già resi noti. In particolare, “il 60% delle PMI con un buon merito di credito riesce ad accedere a prestiti online con interessi annui inferiori al 10%, che è meno dei costi addebitati da molte delle principali banche del Paese per la stessa tipologia di imprese”.

Secondo Katrin Herrling, co-founder di Funding Xchange la ragione di queste migliori condizioni di finanziamento sta “nella maggior trasparenza portata nel mercato, che non ha comportato costi per le PMI”. Ed è una buona notizia in un contesto in cui le condizioni economiche sono destinate a deteriorarsi, in quanto la capacità di finanziarsi diventa cruciale per i piccoli business.

L’analisi di Funding Xchange conferma, in definitiva, che i lender alternativi hanno ridotto i tassi per diventare più competitivi e accaparrarsi la domanda delle piccole imprese con un buon merito di credito. Ma anche la maturazione del FinTech ha reso possibile questa evoluzione, eliminando di fatto l’unico vulnus del settore, ovvero i tassi spesso più alti di quelli bancari. 

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