Il P2P lending italiano si avvicina ai due miliardi di euro di erogato (oltre 1,5 per le PMI)

Gli ultimi dati di mercato indicano che la crescita esponenziale continua ad accelerare. Merito anche dell’aumento della propensione degli italiani verso la tecnologia, del credit crunch e della ricerca di alpha da parte degli investitori. BorsadelCredito.it è leader nel segmento dei prestiti alle imprese

Avevamo iniziato il 2019 salutando la fase 2.0 del P2P lending italiano, che aveva raggiunto l’erogato di un miliardo di euro. A metà 2019, i volumi sono quasi raddoppiati, sfiorando l’1,9 miliardi di euro, secondo le rilevazioni di P2P Lending Italia. È stato, il secondo trimestre, un periodo record: 337 milioni di euro il nuovo erogato, in aumento del 97,4% rispetto allo stesso trimestre del 2018 e del 7,6% rispetto al primo trimestre dell’anno in corso.

Tutti i sotto-segmenti (prestiti alle persone, prestiti alle imprese e invoice trading) hanno segnato crescite importanti, a dimostrazione di un forte trend di sviluppo. In particolare il segmento che ci riguarda, quello dei prestiti alle imprese, ha segnato un nuovo record dopo il rallentamento del primo trimestre: 30 milioni di euro i nuovi prestiti, con un aumento del 133,7% rispetto al trimestre precedente e del 133,3% in confronto al secondo trimestre 2018.

Da inception, il settore delle imprese continua a dominare il mercato: se il montante complessivo si attesta a 1.856 milioni, con una crescita trimestre-su-trimestre del 23% e anno-su-anno del +142%, ben 1.574 milioni si riferiscono alle sei piattaforme specializzate nei prestiti alle imprese (e solo 281,8 milioni sono relativi alle quattro piattaforme operanti nel segmento prestiti personali). L’analisi disaggregata mostra che il sub-segmento sconto fatture raggiunge i 1.441 milioni di euro in volume e i prestiti alle imprese i 133 milioni di euro.

BorsadelCredito.it si conferma leader di mercato grazie ai suoi 64 milioni di euro di erogato: il dato è rilevato anche dal recente aggiornamento dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano che descrive l’Italia come uno dei Paesi europei con il maggiore tasso di crescita per il P2P lending. I dati non sono identici a quelli di P2P Lending Italia perché in questo caso viene censito il lending crowdfunding (i due universi di analisi non sono identici) che nel suo insieme ha prestato 435 milioni di euro, il doppio rispetto al 2018, quando era stato realizzato un totale di 207 milioni di euro. Ma se si scorpora all’interno del comparto del lending il segmento del prestito alle imprese, il numero è pressoché coincidente: il volume complessivo cumulato è di 156 milioni di euro, con un contributo dell’ultimo anno pari a 84,2 milioni, ovvero una crescita del 48% rispetto al periodo precedente.

Tutti questi numeri indicano, in conclusione, che il 2019 sarà un nuovo anno record per il P2P lending: nel primo semestre i nuovi prestiti erogati (535 milioni) sono pari a quasi tre quarti dell’intero 2018 (764 milioni) e il tasso di crescita continua a essere superiore a quello medio europeo. Nulla che debba sorprendere: da un lato Bankitalia continua a registrare cali nei prestiti alle imprese (50 miliardi di euro in medo nel 2018 rispetto al 2017), dall’altro, a livello globale, ci sono oggi in circolazione circa 13 trilioni di dollari di obbligazioni quotate con rendimento a scadenza negativo e dunque la ricerca di alpha spinge a investire sempre più negli strumenti alternativi che il lending offre.

E, se non bastasse, sempre più italiani accedono ai servizi bancari attraverso canali online e ben in un caso su cinque lo fanno dal loro smartphone o tablet, come riportato dall’Osservatorio FinTech & InsurTech della School of Management del Politecnico di Milano. Il quale da un lato rileva anche un calo nell’utilizzo degli sportelli bancari (-5% in un anno) ed in particolar modo quelli delle filiali (-7%, come indicato da Banca d’Italia), e dall’altro un aumento delle postazioni self-service da cui i clienti possono usufruire di servizi in autonomia, che rappresentano ormai l’11% del totale. Otto sportelli automatici su dieci sono di livello “evoluto”, con la possibilità di effettuare anche versamenti, o multifunzione, con la possibilità di disporre pagamenti o ricariche. La strada della finanza è segnata e si contamina con quella della tecnologia.

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