MacDue, storia del giocattolaio che ha riportato le automobiline Bburago dalla Cina a Monza

Grazie al finanziamento di BorsadelCredito.it la società di distribuzione brianzola ha reso più efficace la sua presenza su Amazon. Anelli (presidente): “Internet è il futuro di GDO e finanza.”

Il cubo di Rubik? Da 25 anni lo distribuisce in esclusiva in Italia MacDue, azienda brianzola sui generis, lontana dalla tipica azienda manifatturiera locale, con 40 anni di storia, 19 milioni di fatturato in “decrescita pilotata” nel 2017, come spiega a BorsadelCredito.it il presidente e fondatore Giorgio Anelli che, collegato al telefono da Hong Kong, ci racconta il suo business fatto di giocattoli – il cubo ma anche e soprattutto macchinine e gonfiabili – e innovazione.

Regali di Natale per BorsadelCredito.it (e per chi ha creduto in noi)

Grandi successi in vista per il Fintech italiano. Nella notte tra lunedì 18 e martedì 19 la Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento a firma di Sebastiano Barbanti (PD), membro della Commissione Finanze, che proponeva l’equiparazione della tassazione sui rendimenti derivanti dal P2P lending a quella degli altri strumenti di investimento. L’emendamento è stato incluso nella legge di bilancio che il Governo dovrebbe approvare in questi giorni. Se la legge viene approvata, si realizzerà la prospettiva che noi e chi presta su BorsadelCredito.it auspichiamo da tempo: si abbasserà di fatto la tassazione per i nostri prestatori, che fino ad ora sono stati soggetti ad aliquota marginale: dal 23% per i redditi sotto i 15mila euro al 43% per quelli superiori ai 75mila euro. Il prelievo sarà, in tal caso, per tutti al 26%, come per chi guadagna comprando fondi comuni. Il testo della discussione e il suo esito lo potete trovare qui (in particolare, a pag. 59).

Perché i PIR hanno bisogno del Fintech

Cosa sono i PIR? Piani individuali di risparmio, lanciati in Italia a inizio 2017: panieri di investimento che, almeno sulla carta, puntano sull’economia reale. Da inizio anno hanno raccolto, secondo le stime, 10 miliardi di euro, compiendo il percorso atteso per un quinquennio. Un vero e proprio boom, che dovrebbe far riflettere e che rafforza in noi l’idea che siano monchi, se non accolgono al loro interno forme di investimento alternativo come il P2P lending, cosa che peraltro avviene in mercati più evoluti come quello del Regno Unito. Proviamo a spiegarvi perché è così, dal nostro punto di vista. E lo facciamo dalla stessa definizione di PIR.

Verso Natale con un nuovo record: oltre 20 milioni erogati alle PMI da BorsadelCredito.it

Il mese di novembre segna per BorsadelCredito.it un nuovo record: sono stati erogati circa 2 milioni di euro all’economia reale italiana attraverso la nostra piattaforma e la quota complessiva dall’avvio dell’attività ha sfondato i 20 milioni di euro, collocandosi a 20,419 milioni dai 18,441 di ottobre. A novembre 2016 i prestiti erogati erano stati di 6 milioni: anno su anno il volume è più che triplicato. I prestiti concessi nel mese scorso sono stati 15, il che indica un taglio medio in crescita e pari, per il mese oggetto di analisi, a 131 mila euro (dai 126mila di ottobre). In totale, il numero delle aziende supportate dalla piattaforma dall’avvio delle attività è di 382.

“Il P2P lending è un gioco win-win. Dobbiamo spiegarne con chiarezza i vantaggi ai potenziali utenti”

Per Maurizio Pimpinella (APSP) il futuro del denaro senza banca è possibile anche in Italia. A BorsadelCredito.it ha spiegato perché

Il fintech in Italia? Penalizzato anche dall’incapacità di fare sistema. Ma perché prenda il volo bisogna spiegare innanzitutto, in maniera semplice e diretta, di cosa si tratta e dei vantaggi che può apportare ai potenziali utenti. Il Peer2Peer lending sembra innestarsi perfettamente nel nuovo ecosistema di una finanza: sostenibile, trasparente, abile a mettere in contatto orizzontalmente i clienti.”

L’identikit del richiedente di BorsadelCredito.it

Le aziende che hanno richiesto un prestito a BorsadelCredito.it da ottobre 2015 a 15 settembre 2017 sono circa 10mila. Su un campione di 2800 di queste aziende abbiamo realizzato il secondo Osservatorio richiedenti, con cui abbiamo tracciato l’identikit della PMI che si rivolge a noi.

 Circa l’87% ha un fatturato inferiore ai 2 milioni (nel 2015 erano il 90%); l’11% (rispetto al 9% di un anno fa) ha un giro di affari tra 2 e 10 milioni, il 2% (rispetto all’1% di un anno fa) si colloca tra i 10 e i 50 milioni.

Velocità, movimento e risparmio: ecco le tre ragioni per cui gli italiani scelgono sempre più il Fintech (con i numeri di Abi e Bankitalia)

Gli italiani si convertono al Fintech. C’era una volta il popolo che aveva paura delle carte di credito e del denaro immateriale ora (quasi) non c’è più. E, ironia della sorte, a dirlo è l’Abi, l’Associazione delle banche italiane, che ha svolto un’indagine sui comportamenti degli utenti rivelando che l’esigenza di operare velocemente e in movimento ha fatto aumentare esponenzialmente le operazioni digitali: lo sono due su tre, mentre l’uso dello smartphone per entrare in contatto con la banca è quadruplicato dal 2012 al 2016.

Il P2P lending alle PMI italiano? Vale un quinto di quello dell’Europa continentale

Con i 110 milioni prestati alle imprese al terzo trimestre 2017, il nostro mercato si mostra molto dinamico. Nell ‘Europa ex UK a fine settembre il comparto valeva 500 milioni

Chi ha detto che l’Italia è un nano in mezzo ai giganti? Nell’Europa ex UK, secondo AltFI, i business lender hanno erogato dall’inizio delle attività in tutto 497,6 milioni a cui vanno aggiunti i 217,8 dell’invoice financing. Poco più di 700 milioni di euro. In Italia (stavolta è il sito P2Plendingitalia a calcolarlo e si ferma ai primi nove mesi del 2017), le quattro piattaforme specializzate in prestiti alle imprese hanno invece generato un volume di prestiti di 109,5 milioni. Una cifra rilevante nel contesto generale – a maggior ragione considerando che a parità di perimetro, cioè guardando i dati a fine settembre dell’Europa ex UK, quel mercato valeva 500 milioni. In cui l’Italia pesava dunque per un quinto.

Perché per le PMI è vitale diversificare i canali di accesso al credito

I prestiti bancari alle PMI europee? Dimezzati: dai 95 miliardi di euro del 2008 sono circa 54 miliardi nel 2014. Lo afferma Kpmg sulla base di dati tratti dal Report on SMEs and SME supporting factor, 2016, dell’Eba. Nonostante la crescita positiva negli ultimi anni, il volume dei prestiti alle PMI è dunque ancora ben al di sotto del livello pre-crisi e la situazione degli NPL (cresciuti del 20% annuo nello stesso intervallo post scoppio del bubbone) non aiuta.

In Italia la situazione non è molto diversa: secondo Confartigianato, che basa le sue analisi sui dati di Bankitalia, preoccupa che il rapporto tra prestiti alle imprese e PIL sia al 50,2%, -2,5 punti in un anno.

BorsadelCredito.it in audizione alla Camera: “Tassazione e carenza di istituzionali possono frenare lo sviluppo del P2P lending in Italia”

Nelle stanze dei bottoni il P2Plending inizia a far parlare di sé. Questa settimana siamo stati in Audizione in Commissione Finanze alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’impatto della tecnologia nel settore finanziario, creditizio e assicurativo e ci siamo raccontati. Potete seguire il nostro intervento qui, dal minuto 34:30. Intanto vi anticipiamo quello che abbiamo detto in questo post.