Pietro Renzi, il professore che voleva aiutare le persone (e invece aiuta l’economia reale)

Dopo l’incontro con BorsadelCredito.it a un convegno ospitato nell’Università di San Marino in cui insegna, Renzi ha scelto di diventare prestatore. Da investitore prudente a innovatore: “La trasparenza è il maggior punto di forza del sistema”

Da bambino ho sempre sognato di fare il camionista. Poi ho pensato che sarebbe stato meglio studiare medicina, per aiutare gli altri. Ma durante l’ultimo anno del liceo sono stato folgorato sulla via di Damasco dal mondo delle telecomunicazioni. E così sono diventato un professore universitario”. Non si può dire che non amasse sperimentare, fin da piccolo, Pietro Renzi, 41 anni, di San Marino. E sperimentando anche sul fronte degli investimenti un giorno si è imbattuto in BorsadelCredito.it, credendoci. Per un quarantenne – non abbastanza giovane per essere un nativo digitale, non abbastanza maturo per guardare con sospetto alla tecnologia – una scelta quasi naturale, che ha portato buoni frutti, come vedremo.

Ma facciamo un passo indietro. Com’è questa storia del camionista?

Adoravo viaggiare e mi affascinavano i bisonti della strada che incrociavo durante gli spostamenti in autostrada coi miei genitori. La passione per i viaggi mi è rimasta, ma crescendo ho iniziato a pensare che il camionista non fosse poi il lavoro che faceva per me. Durante la frequenza alle scuole superiori ho maturato la convinzione di voler fare il medico, principalmente per il desiderio di aiutare gli altri. Poi però, soprattutto durante l’ultimo anno delle superiori, mi sono appassionato alla fisica applicata e in particolare alle telecomunicazioni, così mi sono iscritto ad ingegneria delle telecomunicazioni e questo mi ha portato, attraverso un percorso abbastanza articolato, a diventare quello che sono adesso, cioè professore universitario.

E come investitore, è stato altrettanto irrequieto?

Direi di no, i miei investimenti sono principalmente diretti verso strumenti di risparmio gestiti con rischio differenziato legato alla maggiore o minore presenza di prodotti azionari nei fondi. Tendo comunque a scegliere prodotti che presentano rischi medio/bassi, dato che i miei investimenti sono legati prevalentemente ai risparmi derivanti dal reddito da lavoro. 

Poi un giorno ha sentito parlare di BorsadelCredito.it. Ci racconta?

Ho conosciuto BorsadelCredito.it durante una presentazione nel 2017 dal titolo “Crowdfunding e blockchain” che si è tenuta presso l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, dove lavoro. A questo evento era presente uno dei manager che ha esposto i principi del peer-to-peer lending declinando il sistema legato a BorsadelCredito.it.

Quali motivazioni l’hanno spinta a investire inizialmente su BorsadelCredito.it?

In parte per differenziare i miei investimenti, ma la leva principale è stato l’interesse verso il peer-to-peer lending visto come strumento alternativo di accesso al credito per le PMI. Investo in BorsadelCredito.it dal 2018.

Voleva aiutare le persone, invece aiuta l’economia reale, investendo sulle PMI. Ma le sue aspettative, in termini di rendimento e anche di trasparenza e fruibilità del sistema, sono state rispettate? 

Sono soddisfatto del rendimento e della fruibilità dello strumento. Inoltre il sistema è veramente trasparente, dato che tutte le informazioni sono reperibili online dall’area riservata del portale. Tutto è estremamente immediato e friendly.  

Dunque, oggi consiglierebbe Borsadelcredito.it a un amico o un familiare e perché?

Consiglierei sicuramente BorsadelCredito.it perché penso che come strumento finanziario sia molto buono sia per chi investe, sia per chi ha necessità di accedere al credito, tipicamente le PMI. Inoltre, le condizioni sono sempre chiare e trasparenti.

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