Quanto vale il 5% lordo di rendimento di BorsadelCredito.it? 5%!

Prestatori, attenzione! Questo post del blog è dedicato a voi e alle molte domande che ci fate ogni giorno in merito a una cosa che vi sta particolarmente a cuore: il rendimento dell’investimento nel P2P lending per le PMI. La domanda chiave a cui troverete la risposta alla fine dell’articolo è: quanto guadagna al netto di tutti i costi un prestatore di BorsadelCredito.it?

Partiamo da un dato: nel mese di maggio, il rendimento lordo è pari al 5,38%. Proviamo a fare due conti: il rendimento di cui parliamo è al lordo delle commissioni e degli effetti fiscali, che sono le uniche due voci di costo del nostro prodotto, ma anche dell’effetto del fondo di protezione e di alcuni bonus che mitigano o azzerano, in alcuni casi, i costi. Vediamo tutto in dettaglio.

Commissioni

Le commissioni sono variabili: arrivano a un massimo dell’1% per cifre investite inferiori a 10mila euro e diminuiscono, fino ad azzerarsi per periodi di tempo che possono andare da qualche mese a qualche anno, proporzionalmente all’aumento del totale investito dal singolo prestatore.

Effetti fiscali

Per i guadagni ottenuti tramite i prestiti ci sono ovviamente degli effetti fiscali. Nel nostro caso, e più in generale del P2P Lending, non esiste una tassazione agevolata e l’imposta è applicata in base all’aliquota marginale IRPEF, che deve essere poi inserita nella dichiarazione fiscale annuale. Tale aliquota varia da un minimo del 23% per i redditi sotto i 15mila euro a un massimo del 43% per quelli sopra i 75mila euro; contro il 26% di imposizione fiscale che viene applicata a forme di investimento tradizionali, azioni, obbligazioni corporate e fondi e il 12,5% di tasso agevolato di cui godono i titoli di Stato.

Di quanto queste tasse incidano sul rendimento lordo vi diciamo ogni mese, raccontandovi le nostre statistiche: a maggio, i 538 euro lordi di reddito su un ticket di ingresso di 10mila euro sono diventati, al netto delle tasse, tra i 306 e i 414 euro circa. Da cui vanno ancora detratti costi delle commissioni.

Bonus

L’incidenza dei costi, come dicevamo, può essere però mitigata per effetto di alcuni bonus che consistono nel premiare il prestatore in base alla sua fiducia verso la piattaforma e l’economia reale. Ad esempio, i prestatori che si iscrivono sulla piattaforma hanno un periodo iniziale entro cui, diventando attivi con un versamento da almeno 10mila euro, possono ottenere l’azzeramento di commissioni e rimborso delle ritenute d’acconto per alcuni mesi (questo vuol dire semplicemente, pagare solo il 17% di imposizione fiscale sui guadagni se le tasse ammontano al 43%; e in caso di applicazione dell’aliquota minima, addirittura guadagnarci). Oppure, per chi fa crescere sempre più il suo investimento, i bonus possono riguardare periodi di tempo più lunghi, piuttosto che la possibilità di ottenere una remunerazione supplementare lungo tutto il periodo di investimento.

Insomma, siamo già in una situazione in cui il 5,38% lordo iniziale è praticamente il netto che incassa un nostro investitore di fascia media, dove per “fascia media” intendiamo che abbia versato sulla piattaforma, repetita iuvant, almeno 10mila euro, alla portata di una grossa fascia di pubblico (per un confronto, la media di versato per singolo prestatore attivo sulla piattaforma supera i 10mila euro).

L’effetto del recupero crediti

C’è poi un ulteriore aspetto da considerare, ovvero quello della gestione del recupero crediti e della copertura delle perdite. Come abbiamo spiegato anche altrove in questo blog, quando c’è un prestito in ritardo si accende un semaforo giallo (ritardi inferiori ai 4 mesi) o rosso (superati i 4 mesi) accanto al nome del richiedente che sta nel portafoglio dell’investitore, situazione sempre visibile dall’interno dell’account. Si tratta della nostra operazione trasparenza: vi stiamo dicendo che una rata è in ritardo e che, se il semaforo è giallo, abbiamo già avviato con procedure interne e con professionisti esterni il processo di recupero del credito. La situazione non deve destare preoccupazione: è fisiologico che una % del portafoglio del prestatore (su un periodo di un anno si tratta circa del 15-20%) incappi in situazioni di ritardo. In nessun caso si tratta di capitale perso. Capita che il ritardo sia solo di qualche giorno o settimana e che la criticità per l’azienda sia momentanea. In tal caso, una volta riallineata la rata alla naturale scadenza, sulla home del prestatore ricomparirà il semaforo verde. Se invece l’azienda supera i quattro mesi di insoluto, entra nell’orbita del Fondo di protezione. Ovvero il salvadanaio dove BorsadelCredito.it accantona la quota versata dalle aziende proprio per coprire eventuali insolvenze da ogni singola impresa che ha ottenuto un prestito. Questa quota varia in base alla durata del prestito e al suo merito di credito, tra lo 0,9% e il 16,69% (per ulteriori dettagli, potete consultare il nostro foglio informativo). Dunque, anche in caso di semaforo rosso, l’insolvenza dell’azienda non si trasforma in denaro perso per il creditore. In questo caso, sulla singola posizione il prestatore può approfondire il dettaglio delle procedure di recupero intraprese. Si tratta di casi in cui l’esito del recupero può dipendere da tante variabili. Ad ogni modo, il lasso di tempo indicativo entro il quale il fondo interviene è 12 mesi dopo il primo evento di mancato pagamento.

Concretamente, l’unico effetto negativo sul portafoglio, è che il rendimento su quel prestito in protezione (semaforo rosso) viene conteggiato come zero. Ma anche in questo caso, le statistiche mensili ci vengono in soccorso, poiché l’impatto di questa riduzione sul rendimento complessivo lordo iniziale del 5,38% è davvero contenuto: a maggio, porta il rendimento medio al 5,15%.

Insomma, le variabili sono diverse, ma il rendimento lordo e dopo le perdite attese di almeno il 5% per i prestatori è un impegno che stiamo mantenendo. Per tutti coloro che credono fortemente nell’investire nell’economia reale, con i bonus è possibile raggiungere anche un 5% netto.

 

4 Responses to Quanto vale il 5% lordo di rendimento di BorsadelCredito.it? 5%!

  1. Elio Culot ha detto:

    Egregi Signori, ho letto tutte le spiegazioni, ma vorrei una spiegazione più semplice. Esempio:
    io ho investito con voi 1000 euro un anno fa.
    Domani decido di recuperare quanto ho investito; come faccio e quanto sarò quello che recupero?
    Perdonate la domanda banale e forse brutale, ma penso che sia questo che interessa a molti investitori.

    • Livio Montesarchio ha detto:

      Buongiorno Elio, nell’esempio che fai puoi recuperare la tua liquidità grazie al mercato secondario (funzione “vendi prestiti” all’interno della piattaforma). Metterai in vendita i prestiti cedibili, che sono quelli che sono sempre stati regolari (dopo 1 anno di investimento, stimiamo siano l’80-85%) e altri prestatori potranno subentrare al tuo prestito, permettendoti di svincolare la liquidità. I prestiti non cedibili potrai recuperarli al termine del loro periodo di ammortamento o con l’eventuale intervento del fondo.
      Se invece ti riferisci a come ritirare i soli interessi è ancora più semplice: ogni prestatore nel suo profilo può scegliere di reinvestire solo la quota capitale. In questo modo può ritirarsi il frutto degli investimenti quando desidera!
      Spero di esserti stato utile, grazie del contributo!

  2. […] un rendimento obiettivo del 5% al lordo di tasse e costi (ne abbiamo parlato più in dettaglio qui). Tasse e costi che in molti casi possono essere azzerati dalle nostre promozioni: riduciamo o […]

  3. […] un rendimento obiettivo del 5% al lordo di tasse e costi (ne abbiamo parlato più in dettaglio qui). Tasse e costi che in molti casi possono essere azzerati dalle nostre promozioni: riduciamo o […]

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