A maggio riprende la corsa del P2P lending di BorsadelCredito.it: volume erogato a 62 milioni e 22 nuovi prestiti nel mese

Nuovi prestiti erogati per un valore complessivo che supera ampiamente i 3 milioni nel mese di maggio 2019 per BorsadelCredito.it, che da inception segna un nuovo record a 62,210 milioni.

Il valore è distribuito su 696 prestiti (+22 nel mese) e si confronta con i 35 milioni di maggio 2018 distribuiti su 467 prestiti a PMI italiane. Il volume erogato, che include anche i prestiti da parte degli istituzionali, mostra quasi un raddoppio anno su anno. 

Se scorporiamo dal totale i prestiti a cui hanno partecipato gli investitori istituzionali, l’erogato dipeso dal retail ha un volume di 48,125 per 595, rispetto a 46,4 milioni e 586 prestiti di aprile 2019. Insomma, la crescita torna solida, dopo il rallentamento del mese scorso, caratterizzato da numerose festività che hanno frammentato le attività delle aziende stesse con lunghe pause.

La mappa geografica e settoriale dei prestiti di BorsadelCredito.it

Ma vediamo come i 22 nuovi prestiti del mese di aprile hanno inciso sulla mappa dei debitori di BorsadelCredito.it. In termini geografici, resta saldamente in testa alla classifica la Lombardia, per numero di richieste evase che si attesta a quota 209 (+4). Seconda maggior richiedente la Campania che sale a 132 (+8), seguita da Lazio (+1, a quota 74) e Piemonte, in crescita (a 68 da 63); la Puglia resta ferma a quota 48, mentre il Veneto sale a 47 erogazioni (+2), e l’Emilia Romagna a 32 (+1). A seguire la Toscana e la Sardegna, a quota 20 e 18: il dato è invariato per entrambe. 

Il settore più attivo si conferma quello dei servizi, con il 25,9% del mercato complessivo, rincorso dal commercio al dettaglio (con una fetta del 18,1% dell’erogato a cui si aggiunge il 16,2% del commercio all’ingrosso); industria e produzione si attestano a quota 15,9%, i trasporti e la distribuzione segnano un sensibile aumento al 15,7% e l’edilizia si ferma al 7,2%.

Il rendimento

Com’è andato il mese dal punto di vista del rendimento? Al netto dell’intervento del Fondo di Protezione, il rendimento di BorsadelCredito.it si è attestato al 4,83%. L’incidenza del nostro principale strumento di mitigazione del rischio è appena oltre il mezzo punto percentuale (per ulteriori dettagli è possibile consultare la nostra tabella di sintesi qui): il rendimento al lordo di questa copertura si è infatti attestato al 5,53%.

Confronto con fondi corporate, BTP e conti deposito

Passiamo dunque al consueto confronto con le diverse asset class paragonabili per le caratteristiche di rischio/rendimento: il nostro strumento è costantemente in cima alla classifica e distacca il secondo in lizza di gran lunga. Prestare tramite BorsadelCredito.it, con questi numeri, permette un guadagno al netto del Fondo di Protezione e della tassazione al 26% di 357 euro su un capitale investito di 10mila euro.

fondi bond corporate a 4 e 5 stelle Morningstar – quindi i migliori della categoria – proseguono il recupero dopo un 2018 horribilis. E per il terzo mese confermano un rendimento annuale positivo: che ammonta a circa 184,26 euro al netto delle tasse su un investimento di 10mila euro. A tre anni il rendimento annualizzato è inferiore, circa 137 euro, mentre a cinque anni si attesta a poco meno di 157. Tutti i numeri relativi ai fondi non tengono tuttavia conto delle commissioni di ingresso né di quelle di gestione dei fondi, e quindi sovrastimano la reale entità del guadagno. 

A maggio 2018 i BTP quinquennali, altra asset class con cui confrontiamo i nostri finanziamenti, hanno staccato in asta una cedola dell’1,75%: il rendimento è di poco più di 153 euro su un investimento di 10mila euro, al netto dell’imposta agevolata al 12,5%, in un mercato che continua a essere penalizzato dall’incertezza e che paga il prezzo di un rischio Paese in costante ascesa, di più dopo i risultati delle elezioni europei e le recenti spaccature interne al governo. Maglia nera si confermano i conti deposito vincolati, che hanno offerto un rendimento medio dello 0,64%, corrispondente a un reddito di poco superiore ai 47 euro al netto del 26% di ritenute, sul medesimo ticket di ingresso di 10mila euro.

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