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Nasce la Sandbox italiana: ecco perché può far crescere il FinTech e avvicinarci al mondo anglosassone

Un ambiente che stimola l’innovazione semplificando le procedure può attrarre investitori esteri e dare vita a prodotti più efficaci. E va nella stessa direzione intrapresa da BorsadelCredito.it, che da un anno punta su un’offerta sempre più evoluta e specializzata

La Sandbox è il recinto di sabbia in cui i bambini costruiscono castelli – o qualsiasi altra cosa la fantasia suggerisca.

Il regolamento di Bankitalia sul social lending? Non basta, l’Italia resta al palo

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“Non servono nuove leggi, ci sono le direttive europee”, parola di Umberto Piattelli, partner dello studio legale Osborne & Clarke e consulente della Commissione Europea sul crowdfunding

Il trend del social lending italiano è decisamente rivolto a incrementare le offerte di finanziamenti per le start-up, le micro e le piccole imprese poco servite dal sistema bancario, così come avviene oramai negli altri paesi europei e non solo. Rispetto alle 3 piattaforme di social lending che operavano in Italia nel 2015, si contano già ben 8 piattaforme nel 2016 e non mi stupirei se il numero raddoppiasse ancora nel 2017, con un forte incremento delle piattaforme P2B, e quindi rivolte al mercato delle aziende”.

Social lending made in Italy, cosa dice il nuovo (?) regolamento

A un anno esatto dalla pubblicazione dei documenti di consultazione sulle Istruzioni di Vigilanza di Bankitalia, il social lending ne diventa parte integrante. Lo disciplinerà la sezione IX delle nuove norme sulla raccolta del risparmio da parte dei soggetti non bancari. Il testo delle Disposizioni è chiaro e sintetico, forse troppo.

Ma è una bella notizia, segnale che qualcosa comunque si muove. Considerando anche che parliamo di un’attività che trova i suoi fondamenti giuridici nel concetto di mutuo come è esplicitato nel codice civile, e che era ferma di fatto all’aggiornamento al 2007 della Circolare 229 del 21 aprile 1999, Titolo IX, Capitolo 2, nome tecnico delle Disposizioni di cui sopra. In cui non si citava esplicitamente il social lending ma se ne tracciava un profilo come qualcosa che non rientrava – e continua a non rientrare – nella categoria della raccolta di risparmio. Il nuovo testo sostituisce proprio questa normativa. La sezione IX si occupa di social lending, dandone innanzitutto una definizione, come “uno strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme on-line, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto.”

“Con l’efficienza, più redditività per le banche” – VIDEO

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Ecco l’intervista integrale ad Angelo Blancato, il presidente di BorsadelCredito.it, in occasione dell’evento ABI “Credito al Credito 2014”.

Le banche possono recuperare redditività nel finanziamento delle piccole e medie imprese adottando processi di istruttoria più efficienti“. Questo il messaggio principale che il presidente di Borsadelcredito.it ha voluto lanciare nella quinta edizione di “Credito al Credito“, il più importante evento in Italia dedicato al credito a imprese e famiglie.

Credito alle imprese: in calo ancora per poco?

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Gli indici dell’OCSE segnalano che è in arrivo un cambiamento positivo per l’economia italiana e l’ISTAT misura un aumento della fiducia di consumatori e aziende. Le imprese italiane nel frattempo fanno i conti con un erogazione del credito ancora in flessione.

Imprese, meno credito nel 2013: mancano cento milioni di Euro

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Non si può certo dire che questo inizio 2013 sia stato il periodo migliore per l’accesso al credito da parte delle imprese italiane. Il Sole 24 Ore ha elaborato dei dati di Banca d’Italia, pubblicando dei dati secondo i quali, rispetto a 12 mesi fa, le imprese hanno ottenuto cento milioni di Euro al giorno in meno dalle banche. 

Visco: “Credito fondamentale per rilanciare la crescita in Italia”

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Ha toccato i nervi scoperti della situazione economica italiana, facendo estrema attenzione alle parole chiave da sottolineare, perchè sia chiaro a tutti dove agire per invertire la tendenza.

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, lo scorso martedì ha tenuto un intervento all’ABI (Associazione Bancaria Italiana) nel quale ha chiarito che la politica non può più esimersi dal mettere al primo posto delle sue priorità la politica creditizia riguardo alle imprese, per rilanciare la crescita dell’Italia.