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Brexit rimandata: ma le banche britanniche si riorganizzano e si alleano con il FinTech per servire al meglio le PMI

La Brexit è sempre più avvolta da un alone di incertezza. Intanto – e proprio per questo – le PMI britanniche cercano di prepararsi a una possibile ulteriore carenza di liquidità, salvaguardandosi da perdite maggiori in caso di uscita disordinata e crollo della sterlina. Il credit crunch è una realtà concreta anche in Gran Bretagna, dove però le iniziative per rendere il mercato più efficiente sono molte e coinvolgono il FinTech.

Prosegue il credit crunch in Italia: nel 2018 le banche hanno erogato 50 miliardi in meno alle nostre imprese. La soluzione? Si chiama P2P lending

Quasi cinquanta miliardi in meno per le imprese italiane nel 2018. Un dato, contenuto nel rapporto del Centro Studi di Unimpresa basato sulle rilevazioni di Bankitalia, che dimostra inequivocabilmente quanto sia ancora presente il credit crunch nel nostro Paese. Una grande opportunità per il FinTech, che a fine 2018 alle stesse imprese aveva erogato un miliardo di euro. Resta uno spazio enorme, 49 miliardi, da colmare e le piattaforme di P2P lending per le PMI sono le migliori candidate per occupare quel gap.

Time to start again: le sfide delle banche nel mondo dei Millennial (che non le ritengono necessarie)

Il mondo della finanza deve fare i conti con i Millennial che avanzano. I nati tra il 1980 e il 2000 cominciano a entrare nei 40 e diventano più numerosi dei baby boomer da cui erediteranno, nel corso dei prossimi 30 anni, un patrimonio in 30 trilioni di dollari, secondo le stime di PwC.

Per il Viacom Millennial Disruption Index, il 60% dei Millennial pensa che le banche non siano adatte a servire la loro generazione e il 33% ritiene che non ne avrà bisogno in futuro. Se non bastasse, il 73% dei nati dopo il 1980 considera più interessante un servizio finanziario lanciato da Google, Amazon, Apple, PayPal, che uno implementato dalla propria banca nazionale.
È una questione di stile di vita: i Millennial vivono e lavorano online e non si comprende perché dovrebbero recarsi allo sportello per effettuare pagamenti, gestire investimenti e ottenere credito. È una considerazione così logica che risulta sconvolgente osservare quanto e per quanto le banche – soprattutto in Italia – abbiano sottovalutato il problema.

La parola della settimana: comodità

Una delle caratteristiche fondanti del FinTech è la disintermediazione. Nel nostro contesto, quello del marketplace lending, prestatori e aziende vengono connessi direttamente attraverso la piattaforma e attraverso questa vengono svolte interamente le procedure necessarie per accedere al finanziamento. Senza limiti di orari e vincoli di presenza fisica in un luogo, senza necessità di stampare nemmeno un foglio di carta. Si tratta dunque di un’esperienza molto comoda per una PMI abituata ad avere a che fare con lo sportello bancario e a tutto ciò che ne consegue in termini di adempimenti. “Comodità” è la parola chiave di questa settimana.

Associazioni industriali: partnership con il FinTech per proiettare le PMI nel futuro del credito

Una proposta di convezione per servire le rappresentate con una allure di modernità (a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti)

Di FinTech le Confindustrie locali, da Como a Salerno, da Nord a Sud, iniziano quantomeno a parlare. Un trend molto recente e sollecitato dal grande salto che nel 2018 ha fatto il nostro settore, come testimoniano i numeri: secondo i dati più aggiornati di P2P Lending Italia, a fine giugno 2018 i prestiti alle imprese (a medio e lungo termine) registrano volumi totali per 57,3 milioni di euro (la rilevazione include BorsadelCredito.it, che ha raggiunto un erogato record di oltre 37 milioni a fine giugno, oltre 40 a fine luglio). Parliamo di tassi di crescita del 300%, che segnalano il catalizzarsi di forte interesse intorno a questo nuovo ecosistema di servizi alle imprese.

Parola d’ordine del P2P lending: trasparenza

BorsadelCredito.it e in generale tutti gli attori del FinTech si stanno guadagnando un posto importante in un settore tradizionalmente dominato dalle banche, che possono contare su un heritage di reputazione e fiducia costruito in secoli. Certo, le banche non sempre tengono fede a questa loro dote… in ogni caso, un attore nuovo che entra in un mercato consolidato deve riuscire innanzitutto ad accaparrarsi la fiducia dei potenziali clienti per emergere. Per questa ragione abbiamo basato il nostro business sulla trasparenza, che è anche la parola chiave del post di questo venerdì. 

“Ma io già lo faccio con la banca”: i numeri che scardinano la diffidenza degli imprenditori verso il FinTech

Prestiti e anticipo fatture sono servizi offerti anche dagli istituti di credito tradizionali, ma con vincoli che li rendono spesso troppo onerosi, se non inutili

Prestiti e anticipo fatture sono servizi che le banche offrono, con molti vincoli, da sempre. Così capita spesso che gli imprenditori ai quali vengano proposti servizi simili ma in maniera disintermediata, attraverso le realtà del FinTech come BorsadelCredito.it, rispondano: “No, grazie, già lo faccio con la banca”.

Le parole di BorsadelCredito.it: velocità

Quando ci confrontiamo con gli imprenditori a cui abbiamo erogato un prestito tramite la nostra piattaforma e chiediamo loro qual è il maggior valore aggiunto offerto dal nostro prodotto, la prima risposta che otteniamo è sempre la stessa: la velocità. Questa è la parola chiave che caratterizza al meglio il nostro business.

Quanto siamo veloci? I tempi di risposta di una piattaforma di P2P lending come la nostra sono di 24 ore per l’esito della richiesta e di pochi giorni, da 3 a 15, perché il credito sia erogato fisicamente sul conto del richiedente. Si tratta di intervalli incredibili per chi è abituato al canale bancario che, secondo le statistiche, ha reazioni che variano dalle 8 alle 12 settimane.

La collaborazione tra banche e Fintech? Un processo win-win

Ecco i cinque motivi perché allearsi fa bene a vecchi e nuovi operatori della finanza

Il futuro dei financial services? Sta nella collaborazione tra fintech e banche. La teoria, che BorsadelCredito.it sponsorizza da sempre, è avallata da un recente report di Capgemini e LinkedIn, in collaborazione con Efma. Nel World FinTech Report 2018, si legge che “le società fintech, innovando con le tecnologie emergenti, reinventano l’esperienza dei clienti dei servizi finanziari. La competizione e aspettative sempre più elevate trainano la domanda di servizi più convenienti e personalizzati. Per fornirle, le fintech utilizzano i dati dei clienti e nel contempo sono in grado di offrire servizi online rapidi e disponibili 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana e attraverso qualsiasi device.”

BorsadelCredito.it vs banca: i due pianeti del credito a confronto

Velocità, trasparenza, trasversalità. Se dovessimo sintetizzare in tre parole chiave l’esperienza dell’imprenditore che chiede credito a BorsadelCredito.it, useremmo quelle in attacco.

La forza dirompente del P2P lending sta innanzitutto in un nuovo modello di offerta, che si differenzia in maniera netta da quello della banca e che rappresenta un superamento di tutti i maggiori limiti di quest’ultimo.