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Il bilancio di Capodanno per il FinTech italiano secondo BorsadelCredito.it

Il primo degli anni Venti vedrà l’Italia consolidare il suo ruolo di hub mediterraneo del settore. Aumentano e si fanno più complesse le forme di collaborazione con le banche mentre nascono nuovi prodotti e servizi che aprono mercati inediti

Entriamo negli anni Venti del nuovo secolo e, in attesa di apprendere dai numeri com’è andato il 2019 per il FinTech italiano, come di consueto BorsadelCredito.it prova a tracciare le traiettorie di sviluppo per l’anno che sta iniziando. Un anno carico di simbolismo numerologico, un anno di cesura e di ingresso in una nuova epoca.

All’Italian Banking Conference della Luiss i banchieri parlano delle opportunità offerte dal FinTech

Al centro del dibattito il tema della digitalizzazione, considerato ormai da tutti come un’opportunità per potenziare i servizi offerti. L’ennesima consacrazione per l’universo del FinTech

L’Italia delle banche fa un altro passo verso il FinTech. È accaduto il 28 novembre a Roma nel corso dell’evento The Italian Banking Conference 2019, organizzato dalla Luiss Business School in partnership con The Ruling Companies.

Trend FinTech: cosa ci attende negli anni ’20

La Cina diventerà sempre più dominante, le tecnologie sempre più smart e la diffusione dei servizi digitali sempre più capillare con un impatto rilevante sull’inclusione finanziaria anche di coloro che sono stati finora emarginati (nei Paesi emergenti). Ecco le dieci tendenze più rilevanti del prossimo decennio

Blockchain e AI, l’avanzata dei Millenial e un banking as a service sempre meno fisico, accessibile anche agli ultimi del mondo. Il FinTech continua a cambiare l’universo finanziario e si avvia a un nuovo decennio rivoluzionario. Le banche tradizionali se ne sono accorte e acquisiscono tecnologie (o direttamente startup) o optano per collaborazioni sempre più strette.

Il credit crunch peggiora, soprattutto per le PMI, che garantiscono 36,6 miliardi di euro di investimenti lordi all’economia

Il calo continuo dei prestiti alle imprese può creare un danno potenzialmente devastante con effetti sulla produttività, sulla domanda di lavoro e l’occupazione. Effetti a cui bisogna far fronte: e il P2P lending vuol fare la sua parte

Il credit crunch? Da almeno un anno prosegue e prende forza. La brutta notizia dipende dalle condizioni di un’economia in cui i segnali di recessione si moltiplicano e l’incertezza aumenta. A rilevarlo è l’ultimo report trimestrale dell’Ufficio Studi di Confartigianato che analizza i numeri di Bankitalia.

Ora nella City il P2P lending finanzia le imprese con tassi inferiori al 10% (meno che in banca)

Ad affermarlo è la prima edizione dello SME Lending Monitor, a cura della piattaforma Funding Xchange, che sarà presentato a breve. Un’ulteriore conferma della maturità del FinTech.

Scendono i tassi dei prestiti destinati alle piccole e medie imprese britanniche. Si tratta di un effetto collaterale dell’ingresso delle FinTech nell’arena finanziaria.

BorsadelCredito.it pronta all’appuntamento con PSD2 con un’interfaccia che già consente ai clienti la condivisione dei dati

La direttiva europea sui servizi di pagamento entra ufficialmente in vigore in Italia dal 14 settembre. Ecco un piccolo riepilogo della rivoluzione che ci attende e la strada che abbiamo percorso fin qui per essere compliant

Il 14 settembre entra in vigore anche il Italia la PSD2. E BorsadelCredito.it si presenta all’appuntamento con tutte le carte in regola. È infatti già a disposizione dei nostri clienti l’interfaccia attraverso cui condividere i dati e accedere ai nostri servizi con un semplice click: l’abbiamo sviluppata con Fabrick ed è possibile trovare maggiori informazioni qui.

Specialty Finance Challenger Banks in Italy: le nicchie sono il segmento più interessante del FinTech

Lo rivela uno studio di PwC: le società che si occupano di credito specializzato a imprese e famiglie mostrano strutture di redditività superiore (ROE) rispetto alle banche tradizionali. E l’evoluzione verso modelli di specializzazione può essere un’opportunità per nuovi player e per percorsi di trasformazione delle banche tradizionali

La capacità di servire le nicchie nel mondo finanziario è un vantaggio competitivo. Ne abbiamo parlato più volte (per esempio qui), ma stavolta l’affermazione arriva da una fonte terza e certamente autorevole. Parliamo di PwC che nell’aggiornamento del suo Osservatorio permanente per monitorare le evoluzioni dei modelli di business del sistema bancario definisce la specialty finance uno “tra gli ambiti più interessanti nei percorsi di trasformazione”.

Le collaborazioni tra banche e FinTech? Sono scelte win-win, se si riesce ad andare oltre ai pregiudizi

I quattro miti da sfatare secondo Josh Siegel (CEO di StoneCastle Partners). Che valgono anche per l’Italia dove le collaborazioni sono appena iniziate ma rappresentano la via maestra per lo sviluppo futuro dei servizi finanziari

Sebbene la collaborazione tra banche e FinTech sembri essere un destino già scritto nel settore finanziario, circolano molte idee sbagliate intorno a queste alleanze. Idee che spesso sono un ostacolo alla realizzazione di qualunque genere di accordo. Ed è necessario superarle per gestire alcune differenze strutturali importanti, creando partnership dal maggior potenziale possibile per entrambe le parti.

Il P2P lending italiano? Potrebbe erogare 38 miliardi di euro nel 2028. Parola di PwC

Secondo Emanuele Egidio, Associate Partner PwC Deals, questo sarebbe il risultato se il settore seguisse lo sviluppo del mercato britannico (atteso valere il 40% del mercato dei prestiti nel 2030). Ma in Italia siamo ancora indietro nello sviluppo dei modelli di business collaborativi e mancano gli investitori istituzionali

Lo SME lending, ovvero il settore dei prestiti alle imprese attraverso piattaforme FinTech, rappresenta il 10% della market share del Regno Unito, ma si potrebbe attestare al 37% del mercato nel 2030, con una stima di ricavi pari a 4,1 miliardi di sterline. La previsione è contenuta nel report PwC “Harnessing the power of disruption”.

Le banche inglesi? Ora tutte vogliono il FinTech

Le banche britanniche? Vogliono tutte collaborare con società FinTech per soddisfare le esigenze dei clienti. Secondo una recente indagine dello specialista di transazioni via carta di credito Fraedom, l’84% delle banche del Regno Unito è aperta a una forma di partnership con una FinTech: il 36% sostiene che se ne servirebbe per migliorare la propria customer experience, mentre un ulteriore 36% per ottenere maggiore visibilità.