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BorsadelCredito.it pronta all’appuntamento con PSD2 con un’interfaccia che già consente ai clienti la condivisione dei dati

La direttiva europea sui servizi di pagamento entra ufficialmente in vigore in Italia dal 14 settembre. Ecco un piccolo riepilogo della rivoluzione che ci attende e la strada che abbiamo percorso fin qui per essere compliant

Il 14 settembre entra in vigore anche il Italia la PSD2. E BorsadelCredito.it si presenta all’appuntamento con tutte le carte in regola. È infatti già a disposizione dei nostri clienti l’interfaccia attraverso cui condividere i dati e accedere ai nostri servizi con un semplice click: l’abbiamo sviluppata con Fabrick ed è possibile trovare maggiori informazioni qui.

Specialty Finance Challenger Banks in Italy: le nicchie sono il segmento più interessante del FinTech

Lo rivela uno studio di PwC: le società che si occupano di credito specializzato a imprese e famiglie mostrano strutture di redditività superiore (ROE) rispetto alle banche tradizionali. E l’evoluzione verso modelli di specializzazione può essere un’opportunità per nuovi player e per percorsi di trasformazione delle banche tradizionali

La capacità di servire le nicchie nel mondo finanziario è un vantaggio competitivo. Ne abbiamo parlato più volte (per esempio qui), ma stavolta l’affermazione arriva da una fonte terza e certamente autorevole. Parliamo di PwC che nell’aggiornamento del suo Osservatorio permanente per monitorare le evoluzioni dei modelli di business del sistema bancario definisce la specialty finance uno “tra gli ambiti più interessanti nei percorsi di trasformazione”.

Le collaborazioni tra banche e FinTech? Sono scelte win-win, se si riesce ad andare oltre ai pregiudizi

I quattro miti da sfatare secondo Josh Siegel (CEO di StoneCastle Partners). Che valgono anche per l’Italia dove le collaborazioni sono appena iniziate ma rappresentano la via maestra per lo sviluppo futuro dei servizi finanziari

Sebbene la collaborazione tra banche e FinTech sembri essere un destino già scritto nel settore finanziario, circolano molte idee sbagliate intorno a queste alleanze. Idee che spesso sono un ostacolo alla realizzazione di qualunque genere di accordo. Ed è necessario superarle per gestire alcune differenze strutturali importanti, creando partnership dal maggior potenziale possibile per entrambe le parti.

Il P2P lending italiano? Potrebbe erogare 38 miliardi di euro nel 2028. Parola di PwC

Secondo Emanuele Egidio, Associate Partner PwC Deals, questo sarebbe il risultato se il settore seguisse lo sviluppo del mercato britannico (atteso valere il 40% del mercato dei prestiti nel 2030). Ma in Italia siamo ancora indietro nello sviluppo dei modelli di business collaborativi e mancano gli investitori istituzionali

Lo SME lending, ovvero il settore dei prestiti alle imprese attraverso piattaforme FinTech, rappresenta il 10% della market share del Regno Unito, ma si potrebbe attestare al 37% del mercato nel 2030, con una stima di ricavi pari a 4,1 miliardi di sterline. La previsione è contenuta nel report PwC “Harnessing the power of disruption”.

Le banche inglesi? Ora tutte vogliono il FinTech

Le banche britanniche? Vogliono tutte collaborare con società FinTech per soddisfare le esigenze dei clienti. Secondo una recente indagine dello specialista di transazioni via carta di credito Fraedom, l’84% delle banche del Regno Unito è aperta a una forma di partnership con una FinTech: il 36% sostiene che se ne servirebbe per migliorare la propria customer experience, mentre un ulteriore 36% per ottenere maggiore visibilità.

Secondo uno studio ABI la collaborazione con il FinTech è vantaggiosa per le banche: una consacrazione

Le banche italiane si sono accorte del P2P lending. Una ricerca dal titolo P2P Lending Market dell’Osservatorio FinTech Innovation di ABI Lab (il Centro di Ricerca e Innovazione per la banca promosso dall’Associazione Bancaria Italiana) in collaborazione con Medici (piattaforma indipendente di analisi delle società FinTech), prevede un’ulteriore crescita anche nel 2019 del mercato italiano che a fine 2018 aveva visto “10 piattaforme erogare 763 milioni – un aumento del 125% rispetto ai 340 milioni nel 2017”.

Brexit rimandata: ma le banche britanniche si riorganizzano e si alleano con il FinTech per servire al meglio le PMI

La Brexit è sempre più avvolta da un alone di incertezza. Intanto – e proprio per questo – le PMI britanniche cercano di prepararsi a una possibile ulteriore carenza di liquidità, salvaguardandosi da perdite maggiori in caso di uscita disordinata e crollo della sterlina. Il credit crunch è una realtà concreta anche in Gran Bretagna, dove però le iniziative per rendere il mercato più efficiente sono molte e coinvolgono il FinTech.

Prosegue il credit crunch in Italia: nel 2018 le banche hanno erogato 50 miliardi in meno alle nostre imprese. La soluzione? Si chiama P2P lending

Quasi cinquanta miliardi in meno per le imprese italiane nel 2018. Un dato, contenuto nel rapporto del Centro Studi di Unimpresa basato sulle rilevazioni di Bankitalia, che dimostra inequivocabilmente quanto sia ancora presente il credit crunch nel nostro Paese. Una grande opportunità per il FinTech, che a fine 2018 alle stesse imprese aveva erogato un miliardo di euro. Resta uno spazio enorme, 49 miliardi, da colmare e le piattaforme di P2P lending per le PMI sono le migliori candidate per occupare quel gap.

Time to start again: le sfide delle banche nel mondo dei Millennial (che non le ritengono necessarie)

Il mondo della finanza deve fare i conti con i Millennial che avanzano. I nati tra il 1980 e il 2000 cominciano a entrare nei 40 e diventano più numerosi dei baby boomer da cui erediteranno, nel corso dei prossimi 30 anni, un patrimonio in 30 trilioni di dollari, secondo le stime di PwC.

Per il Viacom Millennial Disruption Index, il 60% dei Millennial pensa che le banche non siano adatte a servire la loro generazione e il 33% ritiene che non ne avrà bisogno in futuro. Se non bastasse, il 73% dei nati dopo il 1980 considera più interessante un servizio finanziario lanciato da Google, Amazon, Apple, PayPal, che uno implementato dalla propria banca nazionale.
È una questione di stile di vita: i Millennial vivono e lavorano online e non si comprende perché dovrebbero recarsi allo sportello per effettuare pagamenti, gestire investimenti e ottenere credito. È una considerazione così logica che risulta sconvolgente osservare quanto e per quanto le banche – soprattutto in Italia – abbiano sottovalutato il problema.

La parola della settimana: comodità

Una delle caratteristiche fondanti del FinTech è la disintermediazione. Nel nostro contesto, quello del marketplace lending, prestatori e aziende vengono connessi direttamente attraverso la piattaforma e attraverso questa vengono svolte interamente le procedure necessarie per accedere al finanziamento. Senza limiti di orari e vincoli di presenza fisica in un luogo, senza necessità di stampare nemmeno un foglio di carta. Si tratta dunque di un’esperienza molto comoda per una PMI abituata ad avere a che fare con lo sportello bancario e a tutto ciò che ne consegue in termini di adempimenti. “Comodità” è la parola chiave di questa settimana.