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Staccare una cedola? Anche nel P2P lending si può, come con un’obbligazione

In queste settimane vi stiamo raccontando tutti i vantaggi extra che diamo ai prestatori (oltre 3500) della nostra community. Oltre a un rendimento medio del 5% è possibile non pagare le commissioni, vedersi rimborsate completamente le tasse e ottenere una remunerazione anche sulle somme libere e non ancora prestate.

Sembra già molto, ma non è tutto. Molti dei nostri prestatori investono anche in obbligazioni, e sarebbe stato molto interessante creare un meccanismo che consentisse ai prestatori di “staccare una cedola”, monetizzando gli interessi generati dall’attività di prestito.

Social lending made in Italy: tutte le sfaccettature di un mercato ben regolamentato

Il FinTech è entrato nel dibattito pubblico. Tutti sanno di cosa stiamo parlando, ma quanti conoscono le norme e i livelli di controllo del prestito tra privati? Ve le spieghiamo noi

Benvenuti nell’Italia del social lending, la terra dove la regolamentazione non rimane indietro in termini di sviluppo del mercato, che è quindi il più sicuro e controllato.

Il rendimento del P2P lending? Con RendiPiù guadagni anche sulle somme libere

L’investimento in P2P lending ha un ciclo di vita durante il quale il rendimento varia e all’interno del quale non tutti i soldi investiti inizialmente vengono prestati immediatamente, ma ci mettono dai 6 ai 12 mesi per essere interamente associati ad aziende richiedenti. “Ma se guadagno solo sulle somme prestate, le somme libere valgono zero per mesi?”. La logica porterebbe a questa domanda, tuttavia la risposta è tutt’altro che scontata… Ma andiamo per ordine. Perché non investiamo tutto subito? Principalmente per proteggere l’investimento diversificandolo in maniera estrema.

L’Italia del FinTech sfiora il miliardo di euro erogato alle PMI

Crescono soprattutto i prestiti alle imprese, secondo i dati di P2P Lending Italia. Aumenta il taglio medio dei ticket – un segnale di fiducia da parte del mondo produttivo. E nell’ Europa continentale la nostra presenza inizia a farsi sentire: BorsadelCredito.it è tra quelle che cresce di più

Si veleggia spediti verso il miliardo di erogato. Il traguardo, a cui si mirava per la fine del 2018 è stato sfiorato già a fine settembre, con tre mesi di anticipo rispetto alle previsioni. A fine settembre infatti l’erogato da inception dalle piattaforme di credito alternativo italiane è stato, secondo le rilevazioni di P2P Lending Italia, di 948,1 milioni di euro. Si tratta di una crescita del 23,4% rispetto a fine giugno 2018 e del 209% rispetto a settembre 2017.

Fine estate da oltre 3 milioni e mezzo erogati per BorsadelCredito.it

Ottima performance anche negli ultimi due mesi estivi per il primo marketplace di prestiti alle PMI italiane. Tra agosto e settembre sono stati erogati  3,6 milioni di euro ad aziende richiedenti, per un ammontare totale di prestiti che si assesta a 44,284 milioni di erogato. Le aziende che ne hanno beneficiato sono 25, il che porta il totale dei prestiti erogati a 527 da 502. Il taglio medio dei prestiti di questo periodo è stato di quasi 145mila euro.  La crescita anno su anno prosegue a ritmi vertiginosi: il mese di settembre 2017 si era chiuso con un erogato totale da inception superiore ai 16,5 milioni. 

Prestiti bancari alle piccole imprese ancora stagnanti: è lì che il P2P lending cresce e osa

I marketplace prestano alle più piccole (dati Crif) mentre gli istituti di credito tengono il freno tirato nonostante i bilanci migliorino (ma non abbastanza secondo PwC)

Le banche? Continuano a tenere le maglie del credito strette a danno soprattutto delle piccole e piccolissime imprese. E questo nonostante migliorino sul fronte degli NPL – i crediti inesigibili che le fanno finire sulla lista dei cattivi per l’impianto normativo di Basilea. E nonostante la qualità dei prestiti concessi alle imprese sia anche essa in aumento. Insomma, va tutto bene, eccetto l’impatto sull’economia reale. Un cortocircuito che i dati segnalano come un allarme rosso, e che prosegue inesorabile.

Un anno senza commissioni: la ricetta di BorsadelCredito.it per abbattere i costi di investimento

Il tema dei costi nel settore del gestito è di stretta attualità. La normativa europea, Mifid II, impone trasparenza sulle fee anche in un mercato come il nostro, che risulta essere non proprio limpido per il risparmiatore. Secondo una ricerca pubblicata da Bankitalia con il titolo “Il costo totale dell’investimento in fondi comuni” in media i costi complessivi associati all’investimento in un fondo comune aperto armonizzato italiano sono dell’1,58% annuo nel periodo 2010-2016, con un picco dell’1,74% nell’ultimo anno di rilevazione. Il che riduce il rendimento medio annuo del prodotto dal 3,5 al 2 per cento in un orizzonte medio-lungo. Insomma, non si può dire che non sia un tema sensibile, per chi si occupa di creare prodotti di investimento e per chi investe.

Con BorsadelCredito.it, Livotti vuole cambiare il mondo della logistica facendola andare verso la personalizzazione

Maurizio Foglia, fondatore della società di Milano racconta perché tecnologie e risorse umane (che non si trovano) siano il vero game changer

“Il nome deriva dal mio, è assonante con “leaf”, come mi chiamavano goliardicamente all’università”, Maurizio Foglia, patron della Livotti, esordisce scherzandoci su. Poi si fa subito serio: “siamo uno spedizioniere, o per dirla usando un linguaggio più adatto ai tempi, un 4PL (Fourth Party Logistic Service Provider). Ovvero un fornitore di servizi logistici integrati in modalità partnership con l’azienda cliente.

PEER: il PIR di BorsadelCredito.it, si presta senza l’impatto delle tasse

In attesa che chi legifera equipari dal punto di vista del trattamento fiscale gli strumenti di investimento FinTech a quelli tradizionali, BorsadelCredito.it ha deciso di anticipare i tempi e dare vita al suo personale PIR. Si scrive PEER e si legge seguendo le regole della fonetica inglese, perché ispirati dal modello inglese degli Ifisa. Gli Ifisa sono i piani individuali di risparmio britannici: in tutto simili a quelli italiani, ma con in più la possibilità di introdurre nel paniere strumenti Fintech, che sono esentasse come il resto del portafoglio.

La wishlist del P2P lending per il governo alle prese con la manovra di Bilancio 2019

L’introduzione degli strumenti Fintech nei PIR per stimolare il settore e l’estensione del fondo di garanzia anche alle piattaforme di P2P Lending, a tutela degli investitori privati

“Prima di tutto più innovazione, siamo indietro dal punto di vista dell’innovazione e degli investimenti. Guardando a quello che fa la Francia, dovremo arrivare a un piano da 3 miliardi di euro.” Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, lo ha dichiarato qualche giorno fa alla tv cinese CGTN (con specifico riferimento agli investimenti dei VC nelle startup). L’accento forte messo sulla necessità di accelerare le nuove tecnologie ci fa ben sperare che ci sia un commitment anche a favore del FinTech nella discussione della prossima legge di Bilancio 2019, che entrerà nel vivo tra poche ore.