Tag Archives: Brexit

Brexit: il FinTech non è pronto a uno scenario no-deal ma, paradossalmente, potrebbe beneficiarne

Uscita ordinata o rottura, non importa, ciò che conta sarebbe avere una decisione (che abbatta l’incertezza, nemica giurata dell’imprese). E mentre la finanza tradizionale abbandona la City, il FinTech potrebbe rafforzarsi. Vi spieghiamo perché

Sembra la replica di quello che è accaduto qualche mese fa con Theresa May il tira e molla di questi giorni sulla Brexit. Il governo di Boris Johnson aveva raggiunto una nuova intesa con Bruxelles, poi il no del Parlamento, la proposta di rivotare (rimandata al mittente) e ora un nuovo flop del premier britannico: con il voto di ieri sera il Parlamento ha trovato per la prima volta un accordo di principio con l’UE, ma non ha approvato la richiesta di Boris Johnson di finalizzare l’uscita il 31 ottobre, chiedendo l’ennesima proroga di tre mesi, fino al 31 gennaio 2020. E intanto l’incertezza mette in crisi le imprese a spese dell’economia.

Brexit rimandata: ma le banche britanniche si riorganizzano e si alleano con il FinTech per servire al meglio le PMI

La Brexit è sempre più avvolta da un alone di incertezza. Intanto – e proprio per questo – le PMI britanniche cercano di prepararsi a una possibile ulteriore carenza di liquidità, salvaguardandosi da perdite maggiori in caso di uscita disordinata e crollo della sterlina. Il credit crunch è una realtà concreta anche in Gran Bretagna, dove però le iniziative per rendere il mercato più efficiente sono molte e coinvolgono il FinTech.

Chi ha paura della Brexit: luci e ombre per il marketplace lending. Ma per l’Italia potrebbe essere un’occasione

Qualcuno crede che le fintech britanniche, come le banche tradizionali, saranno penalizzate dalla perdita del passaporto europeo; non la pensa così invece Funding Circle. La storia è tutta da scrivere: ma per Berlino, Parigi e Milano potrebbe essere il momento per diventare le prossime City d’Europa.

Chi ha paura della Brexit? Non il marketplace lending che, anzi, potrebbe averne molto da guadagnare. Soprattutto quello extrabritannico, tra le cui fila figura BorsadelCredito.it.

Europa alla prova del populismo: se vincono gli anti-euro sono guai per le banche (meglio chiedere credito al p2p lending)

Primo appuntamento con l’Olanda il 15 marzo, seguono Francia ad aprile e Germania a settembre. Possibili choc strutturali per UE ed euro

Cresce il fronte no-euro nell’Europa che si avvicina alla stagione elettorale. E lo scossone che le spinte populiste potrebbero dare ai mercati, soprattutto a quelli delle periferie, avrebbero un impatto abnorme sulle banche. Che in Italia già soffrono (con qualche eccezione, ma quasi tutte nel 2016 hanno totalizzato perdite importanti sul listino). E che, più soffrono, meno erogano credito all’economia reale, cosa che invece BorsadelCredito.it può fare anche in condizioni di mercato avverse.

Storia di un cambiamento di paradigma: se Funding Circle supera gli stress test che Rbs fallisce…

C’era una volta la finanza alternativa, fatta di prodotti complessi e di difficile lettura che promettevano rendimenti stellari e spesso celavano brutte sorprese per l’investitore. Dimenticatevene. Oggi sotto il cappello della finanza alternativa – e dei prodotti di investimento ad esso connessi – c’è un universo caratterizzato soprattutto da trasparenza. Prendiamo il caso del marketplace lending che a BorsadelCredito.it interessa da vicino: se lo guardiamo come un prodotto di investimento, si tratta di un oggetto semplice e immediatamente comprensibile. L’investitore presta il suo denaro ad aziende accuratamente selezionate e a cui viene attribuito uno scoring che ne testimoni il livello di solvibilità e il rischio, le aziende restituiscono il prestito a rate con interessi che si trasformano nel rendimento per il prestatore. Il rischio è calmierato da un Fondo di Protezione che copre le perdite dovute a ritardi nei pagamenti (ne abbiamo parlato più approfonditamente qui).