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Prosegue il credit crunch in Italia: nel 2018 le banche hanno erogato 50 miliardi in meno alle nostre imprese. La soluzione? Si chiama P2P lending

Quasi cinquanta miliardi in meno per le imprese italiane nel 2018. Un dato, contenuto nel rapporto del Centro Studi di Unimpresa basato sulle rilevazioni di Bankitalia, che dimostra inequivocabilmente quanto sia ancora presente il credit crunch nel nostro Paese. Una grande opportunità per il FinTech, che a fine 2018 alle stesse imprese aveva erogato un miliardo di euro. Resta uno spazio enorme, 49 miliardi, da colmare e le piattaforme di P2P lending per le PMI sono le migliori candidate per occupare quel gap.

Bankitalia annuncia una nuova ondata di credit crunch: è “fallimento del mercato del credito” per Confesercenti. E mentre le banche provano a correre ai ripari, il P2P lending sostiene l’economia reale…

Allarme prestiti alle imprese. Ancora credit crunch: lo afferma Banca d’Italia nell’aggiornamento di gennaio dell’indagine sul credito bancario, che stima prestiti alle imprese in lieve contrazione nel primo trimestre (mentre nell’ultimo trimestre del 2018 è continuata ad aumentare la domanda). Nel quarto trimestre del 2018, spiega Via Nazionale, i criteri di offerta dei prestiti sia alle imprese sia alle famiglie hanno registrato un lieve irrigidimento. Ma al di là del dato sincronico, è la lunga serie di cali a preoccupare, Confesercenti innanzitutto, che in una nota parla di “fallimento di mercato” del credito.Preoccupa, in particolare – scrive – che in tema di dimensione di impresa si consolidi la tendenza, diventata ineluttabile, dello scarsissimo credito bancario alle imprese fino a 5 addetti che percepiscono appena il 10,7% del totale credito alle piccole imprese, pur essendo le prime quasi il 91% dell’intero universo.

Un miliardo di liquidità per le imprese. Tutti i numeri del P2P Lending italiano nel 2018

Il settore ha proseguito la sua crescita vertiginosa mentre le banche hanno tagliato i prestiti alle imprese di 40 miliardi (secondo Bankitalia). L’Italia si conferma il mercato più ampio e a più rapido incremento in Europa Continentale e BorsadelCredito.it consolida il suo posto sul podio delle top three

Oltre 250 milioni di euro erogati nell’ultimo trimestre (+90% anno su anno) e 763 milioni nell’anno (+125% rispetto al 2017): un 2018 ben sopra le aspettative per il P2P lending, grazie a cui il mercato oggi vale 1,2 miliardi, ben oltre il miliardo stimato a metà anno dai più importanti analisti. Un miliardo è il valore del solo sotto segmento dei prestiti alle imprese. I dati sono quelli che fornisce periodicamente P2P Lending Italia e evidenziano l’importanza crescente che la disintermediazione dei prestiti sta acquisendo nel panorama italiano.

In un anno 50 miliardi in meno alle PMI da parte delle banche

Le imprese cambiano registro e cercano sempre più forme di credito alternative, dai minibond al P2P lending

La ripresa? Ne parlano tutti, confortati dai dati su PIL e produzione industriale in crescita, anche in Italia. Peccato ci sia ancora un anello dove la catena è spezzata: il trasferimento di questa ripresa all’economia reale. Gli ultimi numeri a testimoniarlo sono quelli del rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, che elabora le rilevazioni di Bankitalia. Secondo cui non si ferma il credit crunch per le aziende italiane: i prestiti delle banche alle imprese, nel corso dell’ultimo anno, sono calati di quasi 50 miliardi di euro (-6,34%) nonostante l’aumento di 3 miliardi dei finanziamenti a medio termine. A pesare sul calo è la diminuzione di oltre 20 miliardi dei finanziamenti a breve e di 31 miliardi di quelli di lungo periodo.

Banche in crisi: calano i prestiti alle imprese, le sofferenze restano enormi, aumenta la disaffezione dei clienti. Un’occasione per lo shadow banking

Le forme alternative di credito, tra cui il marketplace lending, hanno la possibilità di inserirsi in un gap di offerta sempre maggiore. BorsadelCredito.it vi spiega perché

Crollano i prestiti bancari alle imprese; le sofferenze a bilancio continuano ad avere dimensioni monstre – nonostante un lieve miglioramento; chiudono sempre più sportelli e dunque rischia di svanire la dimensione fisica degli istituti di credito, mentre non sembra aver fine la necessità di aumenti di capitale per rispettare requisiti sempre più stringenti e soprattutto per reggere la mancanza di redditività “pandemica” che coinvolge gli operatori in tutto il globo.

Credito alle imprese: nei primi 6 mesi del 2014 domanda record

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Si confermano eccezionali i dati riguardanti le domande di credito da parte delle aziende italiane agli istituti finanziari. Malgrado il parziale rallentamento del trimestre aprile-giugno, al giro di boa di metà anno, il dato sulle richieste di finanziamenti fa registrare un segno positivo un +12,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Agevolazioni: con “Premium” porte aperte ai professionisti

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Poter sfruttare un’agevolazione finanziaria, oggi, è una strada molto importante per l’accesso al credito delle imprese. Soprattutto in tempi in cui l’accesso al credito bancario non è mai scontato e altri strumenti fondamentali per accedere ai finanziamenti sono per ora solo all’orizzonte e ancora tutti da testare.

Da oggi l’accesso alle agevolazioni diventa più semplice grazie ai servizi PREMIUM di BorsadelCredito PRO.

“Dl competitività”: il credito arriva dalle assicurazioni

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Ancora in bozza, ma quasi pronto per la firma. Per questo la notizia, di quelle molto importanti per il mondo del credito alle imprese, è in dirittura d’arrivo. Se verrà definita ufficialmente l’operatività del “Dl Competitività”, le aziende italiane si troveranno in un mercato del credito liberalizzato, dove poter richiedere finanziamenti a nuovi soggetti oltre le banche: assicurazioni, fondi di credito e società di cartolarizzazione.
Con questa misura il governo intende sbloccare almeno 20 miliardi di euro di crediti.

Credito alle imprese: in calo ancora per poco?

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Gli indici dell’OCSE segnalano che è in arrivo un cambiamento positivo per l’economia italiana e l’ISTAT misura un aumento della fiducia di consumatori e aziende. Le imprese italiane nel frattempo fanno i conti con un erogazione del credito ancora in flessione.

Mini-bond dalle PMI contro la stretta del credito

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Secondo i dati di Standard & Poors, le imprese italiane reperiscono attualmente il 92% dei finanziamenti in banca e solo l’8% sul mercato obbligazionario. E questa situazione, in tempi di credit crunch, rappresenta un grosso limite alla possibilità delle aziende di reperire la liquidità necessaria per fare crescere la propria attività.