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Pietro Renzi, il professore che voleva aiutare le persone (e invece aiuta l’economia reale)

Dopo l’incontro con BorsadelCredito.it a un convegno ospitato nell’Università di San Marino in cui insegna, Renzi ha scelto di diventare prestatore. Da investitore prudente a innovatore: “La trasparenza è il maggior punto di forza del sistema”

Da bambino ho sempre sognato di fare il camionista. Poi ho pensato che sarebbe stato meglio studiare medicina, per aiutare gli altri. Ma durante l’ultimo anno del liceo sono stato folgorato sulla via di Damasco dal mondo delle telecomunicazioni. E così sono diventato un professore universitario”. Non si può dire che non amasse sperimentare, fin da piccolo, Pietro Renzi, 41 anni, di San Marino. E sperimentando anche sul fronte degli investimenti un giorno si è imbattuto in BorsadelCredito.it, credendoci. Per un quarantenne – non abbastanza giovane per essere un nativo digitale, non abbastanza maturo per guardare con sospetto alla tecnologia – una scelta quasi naturale, che ha portato buoni frutti, come vedremo.

Secondo uno studio ABI la collaborazione con il FinTech è vantaggiosa per le banche: una consacrazione

Le banche italiane si sono accorte del P2P lending. Una ricerca dal titolo P2P Lending Market dell’Osservatorio FinTech Innovation di ABI Lab (il Centro di Ricerca e Innovazione per la banca promosso dall’Associazione Bancaria Italiana) in collaborazione con Medici (piattaforma indipendente di analisi delle società FinTech), prevede un’ulteriore crescita anche nel 2019 del mercato italiano che a fine 2018 aveva visto “10 piattaforme erogare 763 milioni – un aumento del 125% rispetto ai 340 milioni nel 2017”.

Prestiti bancari alle piccole imprese ancora stagnanti: è lì che il P2P lending cresce e osa

I marketplace prestano alle più piccole (dati Crif) mentre gli istituti di credito tengono il freno tirato nonostante i bilanci migliorino (ma non abbastanza secondo PwC)

Le banche? Continuano a tenere le maglie del credito strette a danno soprattutto delle piccole e piccolissime imprese. E questo nonostante migliorino sul fronte degli NPL – i crediti inesigibili che le fanno finire sulla lista dei cattivi per l’impianto normativo di Basilea. E nonostante la qualità dei prestiti concessi alle imprese sia anche essa in aumento. Insomma, va tutto bene, eccetto l’impatto sull’economia reale. Un cortocircuito che i dati segnalano come un allarme rosso, e che prosegue inesorabile.

Epipoli, il re italiano delle gift card va alla conquista di Aliexpress

Il ceo Giannetto: “Con BorsadelCredito.it addio ai problemi di cassa dovuti ai tempi di pagamento dei fornitori”

“Ho fatto l’ufficiale dell’esercito, assegnato alla Nato, ho preso il brevetto di pilota di carri armati e poi ho lavorato in P&G a Milano, e ancora per Pernord Ricard”. A raccontarlo a BorsadelCredito.it è Gaetano Giannetto, fondatore e deus ex machina di Epipoli. Un imprenditore poliedrico con più vite alle spalle e che, senza dubbio, non si fa spaventare da quello che appare nuovo e sconosciuto.

Le parole di BorsadelCredito.it: diversificazione

Uno dei mantra del risparmio gestito, una tecnica usata e consigliata da gestori e consulenti per tenere sotto controllo il rischio, è anche la regola aurea che determina come si investe nel P2P lending. Parliamo della diversificazione, che consiste nel costruire i portafogli facendo in modo che le risorse siano distribuite su un numero elevato di asset con caratteristiche di rendimento diverse: in questo modo il portafoglio diventa più solido, si bilancia il rischio che è insito e imprescindibile in qualsiasi investimento e si ottimizzano i profitti.

“Ma io già lo faccio con la banca”: i numeri che scardinano la diffidenza degli imprenditori verso il FinTech

Prestiti e anticipo fatture sono servizi offerti anche dagli istituti di credito tradizionali, ma con vincoli che li rendono spesso troppo onerosi, se non inutili

Prestiti e anticipo fatture sono servizi che le banche offrono, con molti vincoli, da sempre. Così capita spesso che gli imprenditori ai quali vengano proposti servizi simili ma in maniera disintermediata, attraverso le realtà del FinTech come BorsadelCredito.it, rispondano: “No, grazie, già lo faccio con la banca”.

Le parole di BorsadelCredito.it: velocità

Quando ci confrontiamo con gli imprenditori a cui abbiamo erogato un prestito tramite la nostra piattaforma e chiediamo loro qual è il maggior valore aggiunto offerto dal nostro prodotto, la prima risposta che otteniamo è sempre la stessa: la velocità. Questa è la parola chiave che caratterizza al meglio il nostro business.

Quanto siamo veloci? I tempi di risposta di una piattaforma di P2P lending come la nostra sono di 24 ore per l’esito della richiesta e di pochi giorni, da 3 a 15, perché il credito sia erogato fisicamente sul conto del richiedente. Si tratta di intervalli incredibili per chi è abituato al canale bancario che, secondo le statistiche, ha reazioni che variano dalle 8 alle 12 settimane.

Parola d’ordine: PMI

Seconda puntata alla scoperta delle parole di BorsadelCredito.it.

Seconda puntata alla scoperta delle parole di BorsadelCredito.it. Oggi affrontiamo il secondo pilastro della transazione, ovvero le PMI. Piccole e medie imprese, una categoria che secondo l’Unione europea comprende le imprese con meno di 250 dipendenti, con un fatturato inferiore ai 50 milioni o un bilancio che non superi i 43 milioni. Una definizione che l’Europa ha ritenuto di dover coniare per migliorare l’efficacia delle misure a favore di questi soggetti, che costituiscono l’ossatura dell’economia del continente e di fatto ne trainano il PIL. Le PMI europee sono 21 milioni distribuite in 27 Paesi e, secondo Eurostat, circa due terzi della popolazione europea è occupata in microimprese o imprese di piccole e medie dimensioni e le PMI producono il 60% del valore aggiunto nell’UE.

Crediti alle imprese: non c’è solo la banca (che ancora pesa per l’85% dei finanziamenti totali)

Minibond, quotazione in Borsa, e le frontiere del Fintech, ovvero marketplace lending e invoice trading. Una bussola per orientarsi nel mondo dei prestiti alternativi.

Un nuovo macchinario, un’assunzione, lo sviluppo di un ramo d’azienda per diversificare o internazionalizzarsi, un progetto che contribuisca allo sviluppo del business, o la semplice esigenza di pagare gli stipendi in attesa che i clienti saldino le fatture. Problemi quotidiani per le aziende, che ancora vengono affrontati, per l’85% dei crediti necessari, secondo Crif, attraverso la banca. Il che crea per le nostre PMI una situazione di dipendenza penalizzante per lo sviluppo.

L’azienda di marketing del futuro? Ha sede a Rimini in una chiesa sconsacrata e promette di far volare ogni business online con strategie non convenzionali

Si chiama growth hacking ed è la nuova frontiera del marketing digitale. Ce la racconta Giacomo Arcaro, il fondatore, un nerd con l’aspetto di un dj 

Una Cambridge Analytica buona, con un tocco gotico. Black Marketing Guru, creatura di Giacomo Arcaro, classe 1985 e Giovanni Casagrande, 1978, se ne sta adagiata sulle colline riminesi da cui non intende emigrare