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Azienda Italia: qual è il reale stato di salute delle nostre PMI

Il Covid sta mettendo in difficoltà la nostra economia, ma i numeri dimostrano che già nel 2019 la lenta ripresa post 2008 si era arrestata. E le PMI avevano ricominciato a perdere in termini di redditività e dinamismo. L’unica nota positiva è il minor debito in bilancio, come rilevano le analisi di Istat e Confindustria

Mentre il 2020 si avvia a conclusione, è il momento di trarre un bilancio sullo stato di salute delle nostre PMI. E capire da dove si può ripartire per riprendere a camminare.

Al via “Slancio Italia” per contribuire alla ripartenza del Paese

BorsadelCredito.it annuncia la cartolarizzazione da 100 milioni di euro per aiutare le imprese con finanziamenti a lungo termine. Partner dell’iniziativa Banca Valsabbina e Azimut. Tutti i vantaggi per PMI e investitori

Vogliamo ridare slancio all’Italia. E vogliamo farlo, al di là dei proclami, con iniziative concrete a supporto del tessuto imprenditoriale, in particolare delle piccole e medie imprese.

Perché è l’ora degli investimenti nell’economia reale

Nell’eterna battaglia tra finanza ed economia, è chiaro che è il momento di deporre le armi: Wall Street ha perso e ha senso solo se funziona da supporto a Main Street. La lezione delle crisi

Wall Street contro Main Street. Gli ultimi sei mesi, con il susseguirsi di eventi tragici, le perdite umane, i lockdown a catena, i valori delle Borse dimezzate, le stime di crollo del PIL globale pesantemente a doppia cifra, ci hanno riproiettato con forza in un mondo dove la finanza da sola non produce alcune valore. Era già successo, nel 2008, quando la bolla dei mutui insolvibili USA aveva spazzato via solo nel primo anno 26,4mila miliardi di dollari di capitalizzazione di Borsa e 4,7 miliardi di dollari di PIL.

Il rilancio economico dopo la crisi potrà essere entusiasmante. Ma oggi bisogna sostenere le PMI

Dopo ogni crisi si aprono molte opportunità e il sentimento del sopravvissuto aiuta il rilancio dell’economia. Siamo però in un momento molto difficile, in cui si prevede per il Paese un calo del PIL tra il 6% e il 19%. Se non sosteniamo le PMI oggi, con strumenti immediatamente fruibili e disponibili, il rischio è di non riuscire a tornare indietro

Il sentimento del sopravvissuto è una spinta potente che potrà rilanciare l’economia quando l’emergenza da Covid-19 sarà solo un ricordo. Ne parla Elias Canetti, premio Nobel per la letteratura nel 1981, nel suo saggio “Massa e Potere”. Dell’energia di cui è disseminato ogni post crisi, ne abbiamo un’esperienza diretta anche recente, se guardiamo agli ultimi choc economici che abbiamo vissuto.

In arrivo moratorie flessibili, nella durata e nell’accesso, per le imprese di BorsadelCredito.it

Personalizzazione e innovazione continuano a essere le cifre caratteristiche del FinTech e con l’emergenza Coronavirus possono diventare armi vincenti. Ecco le nostre iniziative a favore dei richiedenti credito

Flessibilità e innovazione sono le parole d’ordine nell’era del Coronavirus. È sotto i nostri occhi: le imprese che sono riuscite a non fermarsi, adattandosi rapidamente alla nuova situazione (per esempio attivando lo smart working nei servizi), sono probabilmente quelle che alla fine di questo periodo si mostreranno più resilienti.

Le banche non erogano e le imprese rallentano la domanda di credito: come si fa a parlare di ripresa?

Oltre 60 miliardi di euro in meno. Una cifra monstre di cui negli ultimi tre anni le nostre imprese hanno dovuto fare a meno perché le banche hanno smesso di erogare prestiti per quel valore. È il numero più significativo del rapporto dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre tratto dall’analisi dei dati della Banca d’Italia ed è la misura esatta di cosa significhi in termini pratici la crisi, che non è solo una parola a effetto, ma evidentemente un macigno. Un macigno che non ha risparmiato nessuno da Nord a Sud, quando parliamo di trasferimento all’economia reale.