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In un anno 50 miliardi in meno alle PMI da parte delle banche

Le imprese cambiano registro e cercano sempre più forme di credito alternative, dai minibond al P2P lending

La ripresa? Ne parlano tutti, confortati dai dati su PIL e produzione industriale in crescita, anche in Italia. Peccato ci sia ancora un anello dove la catena è spezzata: il trasferimento di questa ripresa all’economia reale. Gli ultimi numeri a testimoniarlo sono quelli del rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, che elabora le rilevazioni di Bankitalia. Secondo cui non si ferma il credit crunch per le aziende italiane: i prestiti delle banche alle imprese, nel corso dell’ultimo anno, sono calati di quasi 50 miliardi di euro (-6,34%) nonostante l’aumento di 3 miliardi dei finanziamenti a medio termine. A pesare sul calo è la diminuzione di oltre 20 miliardi dei finanziamenti a breve e di 31 miliardi di quelli di lungo periodo.

Cosa ci vuole per un rendimento del 5%? Un periodo di investimento che punti alla qualità

La parola d’ordine dell’investimento in prestiti alle imprese? Pazienza. Pazienza necessaria perché le imprese realizzino i loro piani, grazie ai finanziamenti, pazienza per l’investitore perché si produca il rendimento atteso.

Il marketplace lending ha un funzionamento semplice, basato su una legge “aurea” dell’economia, quella della domanda e dell’offerta. Da un lato ci sono le imprese che richiedono credito, dall’altro i finanziatori che decidono di investire i propri risparmi nell’economia reale. I due soggetti si incontrano all’interno del marketplace, che funziona ed è in equilibrio quando domanda e offerta coincidono.

Tutti i numeri del P2P lending nel 2017

Il 2018 può essere considerato l’anno della svolta per il marketplace lending, grazie alla riforma della tassazione che è stata equiparata a quella degli altri strumenti di investimento come fondi comuni, obbligazioni e azioni: così oggi sul rendimento dei prestiti alle PMI si paga un’aliquota unica del 26% contro quella Irpef in vigore fino a ieri (dal 23% al 43%). A fronte di questa rivoluzione, che spingerà ulteriormente, a nostro avviso, i volumi del marketplace, vogliamo fare un bilancio dell’anno appena concluso. A che punto è il P2P lending italiano? E come si posiziona rispetto all’Europa e agli altri mercati? 

L’identikit del richiedente di BorsadelCredito.it

Le aziende che hanno richiesto un prestito a BorsadelCredito.it da ottobre 2015 a 15 settembre 2017 sono circa 10mila. Su un campione di 2800 di queste aziende abbiamo realizzato il secondo Osservatorio richiedenti, con cui abbiamo tracciato l’identikit della PMI che si rivolge a noi.

 Circa l’87% ha un fatturato inferiore ai 2 milioni (nel 2015 erano il 90%); l’11% (rispetto al 9% di un anno fa) ha un giro di affari tra 2 e 10 milioni, il 2% (rispetto all’1% di un anno fa) si colloca tra i 10 e i 50 milioni.

Il ciclo di vita dell’investimento con il P2P lending

Chi investe nel P2P lending, come per la maggior parte degli investimenti, vede il rendimento variare nel tempo, ma sa che non si tratta di un investimento imprevedibile, anzi. Le azioni in Borsa hanno un prezzo che cambia in base alla domanda e offerta – o denaro lettera per dirla in gergo, le obbligazioni hanno un rendimento che varia al variare del prezzo in base a diversi fattori, non ultimi i tassi di interesse fissati dalle banche centrali. In generale cause esogene di diversa natura influenzano gli andamenti di tutte le asset class: pensiamo ai conflitti geopolitici o alle elezioni, solo per fare qualche esempio. Un investimento su una piattaforma di P2P lending, a differenza di azioni e bond, muta ma lo fa secondo uno schema più o meno fisso e ha quindi un andamento piuttosto pronosticabile.

Se state pensando di cominciare a investire sulle aziende e nel P2P lending, vi raccontiamo cosa aspettarsi dal ciclo di vita di un investimento tramite BorsadelCredito.it.

Le banche non erogano e le imprese rallentano la domanda di credito: come si fa a parlare di ripresa?

Oltre 60 miliardi di euro in meno. Una cifra monstre di cui negli ultimi tre anni le nostre imprese hanno dovuto fare a meno perché le banche hanno smesso di erogare prestiti per quel valore. È il numero più significativo del rapporto dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre tratto dall’analisi dei dati della Banca d’Italia ed è la misura esatta di cosa significhi in termini pratici la crisi, che non è solo una parola a effetto, ma evidentemente un macigno. Un macigno che non ha risparmiato nessuno da Nord a Sud, quando parliamo di trasferimento all’economia reale.

Vintage Garage: la clinica varesina delle auto d’epoca (che diventano hi-tech e green)

Ha lavorato in Volvo, in Italia e in Svezia, e in Ferrari. Poi a un certo punto ha scelto di mettersi in proprio e fondare il suo Vintage Garage, per dare nuova vita alle auto d’epoca. Ma non solo: prototipi creati da zero su richiesta, decorazioni in pellicola sulla carrozzeria, interni in canapa, scocche antiche ed equipaggiamenti con dotazione di bluetooth e wi-fi. Sempre con il pallino dell’innovazione e un occhio al green.

Sanident: denti perfetti grazie (anche) a BorsadelCredito.it

“Volevamo essere un punto di riferimento per la città di Milano e ci siamo riusciti: oggi Sanident ha un giro di affari di 2 milioni di euro e 27mila pazienti che ci hanno scelto per qualità delle cure, ma anche per la attenzione al cliente. Investiamo continuamente in qualità, innovazione e tecnologia. Ultimamente con il partner che abbiamo trovato in BorsadelCredito.it è diventato tutto più facile.” A dirlo è un entusiasta Davide Malacrinò, che ci ha voluto raccontare la sua esperienza di richiedente credito digitale. In Sanident, un centro medico polispecialistico nato nel 2009, Davide è responsabile della qualità.

Come “Tantosvago” ha trovato credito grazie a BorsadelCredito.it

Parte la rubrica che racconta i casi delle aziende che hanno ricevuto un prestito in 3 giorni: Matteo Romano ci parla di come la sua azienda di servizi ha trovato denaro per i suoi investimenti

“BorsadelCredito.it ci ha aiutato in un momento di scarsa liquidità in attesa dei ritorni, che non son tardati. Nella seconda occasione in cui abbiamo avuto bisogno di loro, ci ha consentito di avviare il progetto di sviluppo del settore estero (Spagna, Francia, Belgio, Svizzera) in mercati tutti da scoprire e ancora vergini per la nostra formula.” A dirlo è Matteo Romano, socio fondatore di Tantosvago, l’agenzia di digital rewarding con cui apriamo su questo blog la rubrica sulle aziende che abbiamo finanziato: lasceremo che siano gli stessi imprenditori a raccontarvi le loro storie e la loro esperienza con il p2p lending.

Indovina chi… investe nell’Economia Reale Italiana?

Dopo aver aperto le porte dell’Italia, 6 mesi fa, al Peer to Peer Lending alle aziende, qui a BorsadelCredito.it abbiamo deciso di divertirci.
Vi ricordate il famoso gioco da tavolo “Indovina Chi?”. L’abbiamo rispolverato, cambiando un po’ le regole del gioco, proprio come piace fare a noi, e ci siamo calati nei panni dei detective. Missione del gioco? Tracciare l’identità del personaggio portante della community di BorsadelCredito.it: il “Prestatore tipo”.

Scopri con noi chi si nasconde dietro le carte del P2P Lending di BorsadelCredito.it