Tag Archives: economia reale;

La parola chiave di oggi è “rendimento”

BorsadelCredito.it ha archiviato il mese di luglio con un erogato superiore ai 40 milioni di euro. Continuiamo a crescere, avendo quasi triplicato il valore dei prestiti concessi anno su anno. Ma c’è un dato che ci rende particolarmente orgogliosi: il rendimento offerto ai prestatori, coloro che credono e investono nell’economia reale.

Il consulente smart: le regole del terzo millennio per aiutare le aziende a crescere

Cosa ci insegnano le storie dei banchieri che hanno lasciato i colossi del credito per dedicarsi al FinTech

Quando, lo scorso giugno, nel team di BorsadelCredito.it è arrivato Gianfranco De Capua per implementare una rete captive di agenti sul territorio, il trend dei professionisti che si rinnovano, mettendosi in gioco nel FinTech, ci è sembrato ancora più chiaro. De Capua era un professionista del mondo del credito e proveniva da Banca Progetto, dove aveva ricoperto il ruolo di Responsabile Grandi Accordi (ma prima aveva lavorato in Unicredit Group, Barclays Bank, MedioCredito Centrale – Banca del Mezzogiorno): ha scelto di lasciare la banca per partecipare da protagonista alla rivoluzione FinTech.

Le Parole di BorsadelCredito.it: l’economia reale

Di economia reale si è parlato con toni di apprezzamento sempre maggiori a partire dalla crisi dei mutui subprime che ha avuto il suo culmine nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers, simbolo di un’epoca che a dieci anni di distanza ancora si fa fatica a lasciarsi alle spalle. L’economia reale, protagonista di questo nuovo post della rubrica dedicata alle nostre parole si contrappone all’economia finanziaria, da cui quella crisi è scaturita. L’economia finanziaria non produce nulla ma è funzionale al reperimento delle risorse necessarie a far funzionare un’attività economica reale. Si tratta dunque di due facce della stessa medaglia: una serve all’altra per esistere. Da un lato l’economia finanziaria, dunque la moneta, la Borsa, il mercato dei capitali, dall’altro l’economia reale, ovvero industrie, agricoltura, servizi.

Parola d’ordine: PMI

Seconda puntata alla scoperta delle parole di BorsadelCredito.it.

Seconda puntata alla scoperta delle parole di BorsadelCredito.it. Oggi affrontiamo il secondo pilastro della transazione, ovvero le PMI. Piccole e medie imprese, una categoria che secondo l’Unione europea comprende le imprese con meno di 250 dipendenti, con un fatturato inferiore ai 50 milioni o un bilancio che non superi i 43 milioni. Una definizione che l’Europa ha ritenuto di dover coniare per migliorare l’efficacia delle misure a favore di questi soggetti, che costituiscono l’ossatura dell’economia del continente e di fatto ne trainano il PIL. Le PMI europee sono 21 milioni distribuite in 27 Paesi e, secondo Eurostat, circa due terzi della popolazione europea è occupata in microimprese o imprese di piccole e medie dimensioni e le PMI producono il 60% del valore aggiunto nell’UE.

BorsadelCredito.it vs banca: i due pianeti del credito a confronto

Velocità, trasparenza, trasversalità. Se dovessimo sintetizzare in tre parole chiave l’esperienza dell’imprenditore che chiede credito a BorsadelCredito.it, useremmo quelle in attacco.

La forza dirompente del P2P lending sta innanzitutto in un nuovo modello di offerta, che si differenzia in maniera netta da quello della banca e che rappresenta un superamento di tutti i maggiori limiti di quest’ultimo.

Dalla realizzazione integrata di musei avveniristici ai sensori applicati a sanità e trasporti: la parabola ascendente di Cappelletti

Ecco la storia di una PMI di Trento, 10 milioni di fatturato e 40 dipendenti, che è uscita dalla crisi investendo e innovando

Tradizione e innovazione che si fondono per dare vita a un’azienda di successo. È la storia raccontata dalla famiglia Cappelletti, due generazioni di imprenditori capaci di diversificare e guardare oltre il proprio naso per superare la crisi.
Oggi abbiamo quattro aziende operative che fanno quattro cose diverse: si tratta di un piccolo gruppo di 40 persone e 10 milioni di fatturato che ha sede a Trento e che nel 2000 abbiamo razionalizzato fondando una holding finanziaria, la ARS Invest. ARS Invest controlla le quattro società, ha acquisito parte del patrimonio immobiliare di Cappelletti Srl e realizza investimenti nel settore immobiliare, riabilitativo, dei trasporti, delle reti internet e wifi e dei servizi,” dice a BorsadelCredito.it Andrea Cappelletti, socio e membro del Consiglio di Amministrazione di ARS Invest, Amministratore Delegato di Cappelletti Srl dove si dedica in particolare al rapporto con i grandi clienti e i grandi fornitori, presidente di CoRehab Srl e presidente di Iwim Srl.

In un anno 50 miliardi in meno alle PMI da parte delle banche

Le imprese cambiano registro e cercano sempre più forme di credito alternative, dai minibond al P2P lending

La ripresa? Ne parlano tutti, confortati dai dati su PIL e produzione industriale in crescita, anche in Italia. Peccato ci sia ancora un anello dove la catena è spezzata: il trasferimento di questa ripresa all’economia reale. Gli ultimi numeri a testimoniarlo sono quelli del rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, che elabora le rilevazioni di Bankitalia. Secondo cui non si ferma il credit crunch per le aziende italiane: i prestiti delle banche alle imprese, nel corso dell’ultimo anno, sono calati di quasi 50 miliardi di euro (-6,34%) nonostante l’aumento di 3 miliardi dei finanziamenti a medio termine. A pesare sul calo è la diminuzione di oltre 20 miliardi dei finanziamenti a breve e di 31 miliardi di quelli di lungo periodo.

Cosa ci vuole per un rendimento del 5%? Un periodo di investimento che punti alla qualità

La parola d’ordine dell’investimento in prestiti alle imprese? Pazienza. Pazienza necessaria perché le imprese realizzino i loro piani, grazie ai finanziamenti, pazienza per l’investitore perché si produca il rendimento atteso.

Il marketplace lending ha un funzionamento semplice, basato su una legge “aurea” dell’economia, quella della domanda e dell’offerta. Da un lato ci sono le imprese che richiedono credito, dall’altro i finanziatori che decidono di investire i propri risparmi nell’economia reale. I due soggetti si incontrano all’interno del marketplace, che funziona ed è in equilibrio quando domanda e offerta coincidono.

Tutti i numeri del P2P lending nel 2017

Il 2018 può essere considerato l’anno della svolta per il marketplace lending, grazie alla riforma della tassazione che è stata equiparata a quella degli altri strumenti di investimento come fondi comuni, obbligazioni e azioni: così oggi sul rendimento dei prestiti alle PMI si paga un’aliquota unica del 26% contro quella Irpef in vigore fino a ieri (dal 23% al 43%). A fronte di questa rivoluzione, che spingerà ulteriormente, a nostro avviso, i volumi del marketplace, vogliamo fare un bilancio dell’anno appena concluso. A che punto è il P2P lending italiano? E come si posiziona rispetto all’Europa e agli altri mercati? 

L’identikit del richiedente di BorsadelCredito.it

Le aziende che hanno richiesto un prestito a BorsadelCredito.it da ottobre 2015 a 15 settembre 2017 sono circa 10mila. Su un campione di 2800 di queste aziende abbiamo realizzato il secondo Osservatorio richiedenti, con cui abbiamo tracciato l’identikit della PMI che si rivolge a noi.

 Circa l’87% ha un fatturato inferiore ai 2 milioni (nel 2015 erano il 90%); l’11% (rispetto al 9% di un anno fa) ha un giro di affari tra 2 e 10 milioni, il 2% (rispetto all’1% di un anno fa) si colloca tra i 10 e i 50 milioni.