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Funding Circle pronta alla quotazione: IPO da 1,65 miliardi di sterline

Il pioniere del P2P lending per imprese lo ha annunciato con un post sul blog: approderà sulla Borsa di Londra entro fine anno (probabilmente già a ottobre)

L’annuncio è stato fatto attraverso la Rete, dove tutto ha inizio e dove tutto si svolge per il FinTech. In un post sul blog, Funding Circle, la britannica che ha cambiato il mondo dei prestiti alle piccole e medie imprese nel Vecchio Continente ha dichiarato ufficialmente a inizio settembre che sarà la prima FinTech europea ad approdare sul mercato.

Associazioni industriali: partnership con il FinTech per proiettare le PMI nel futuro del credito

Una proposta di convezione per servire le rappresentate con una allure di modernità (a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti)

Di FinTech le Confindustrie locali, da Como a Salerno, da Nord a Sud, iniziano quantomeno a parlare. Un trend molto recente e sollecitato dal grande salto che nel 2018 ha fatto il nostro settore, come testimoniano i numeri: secondo i dati più aggiornati di P2P Lending Italia, a fine giugno 2018 i prestiti alle imprese (a medio e lungo termine) registrano volumi totali per 57,3 milioni di euro (la rilevazione include BorsadelCredito.it, che ha raggiunto un erogato record di oltre 37 milioni a fine giugno, oltre 40 a fine luglio). Parliamo di tassi di crescita del 300%, che segnalano il catalizzarsi di forte interesse intorno a questo nuovo ecosistema di servizi alle imprese.

Parola d’ordine del P2P lending: trasparenza

BorsadelCredito.it e in generale tutti gli attori del FinTech si stanno guadagnando un posto importante in un settore tradizionalmente dominato dalle banche, che possono contare su un heritage di reputazione e fiducia costruito in secoli. Certo, le banche non sempre tengono fede a questa loro dote… in ogni caso, un attore nuovo che entra in un mercato consolidato deve riuscire innanzitutto ad accaparrarsi la fiducia dei potenziali clienti per emergere. Per questa ragione abbiamo basato il nostro business sulla trasparenza, che è anche la parola chiave del post di questo venerdì. 

Le parole di BorsadelCredito.it: velocità

Quando ci confrontiamo con gli imprenditori a cui abbiamo erogato un prestito tramite la nostra piattaforma e chiediamo loro qual è il maggior valore aggiunto offerto dal nostro prodotto, la prima risposta che otteniamo è sempre la stessa: la velocità. Questa è la parola chiave che caratterizza al meglio il nostro business.

Quanto siamo veloci? I tempi di risposta di una piattaforma di P2P lending come la nostra sono di 24 ore per l’esito della richiesta e di pochi giorni, da 3 a 15, perché il credito sia erogato fisicamente sul conto del richiedente. Si tratta di intervalli incredibili per chi è abituato al canale bancario che, secondo le statistiche, ha reazioni che variano dalle 8 alle 12 settimane.

La collaborazione tra banche e Fintech? Un processo win-win

Ecco i cinque motivi perché allearsi fa bene a vecchi e nuovi operatori della finanza

Il futuro dei financial services? Sta nella collaborazione tra fintech e banche. La teoria, che BorsadelCredito.it sponsorizza da sempre, è avallata da un recente report di Capgemini e LinkedIn, in collaborazione con Efma. Nel World FinTech Report 2018, si legge che “le società fintech, innovando con le tecnologie emergenti, reinventano l’esperienza dei clienti dei servizi finanziari. La competizione e aspettative sempre più elevate trainano la domanda di servizi più convenienti e personalizzati. Per fornirle, le fintech utilizzano i dati dei clienti e nel contempo sono in grado di offrire servizi online rapidi e disponibili 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana e attraverso qualsiasi device.”

Il primo vantaggio di un prestito con BorsadelCredito.it? La velocità

Il tempo di erogazione così rapido è ciò che le aziende richiedenti apprezzano di più: ecco le voci degli imprenditori che ci hanno testati sul campo

“Glielo spiego con una battuta: a una banca di cui sono socio, cliente, fornitore, ho chiesto una pratica di rinnovo. Il giorno che l’ho firmata il commerciale mi ha detto che era diventato padre per la quarta volta e rideva mentre me lo comunicava. Gli ho chiesto se fosse più felice delle altre volte. Lui mi ha risposto che la ragione della sua ilarità stava nel fatto che ricordava nitidamente che il giorno in cui gli avevo fatto la prima richiesta, tornando a casa, la moglie gli aveva comunicato di essere incinta… La velocità di risposta per un imprenditore è fondamentale.”

Il governo del cambiamento? Per ora non parla di Fintech

Tra emergenza immigrazione e mercati turbolenti, il tema dell’innovazione non ha ancora conquistato la giusta priorità

Con un presidente del Consiglio strappato all’Accademia, senza un ministro per l’Innovazione, con il leader dei 5 Stelle Luigi Di Maio che ha accentrato su di sé i dicasteri di Sviluppo economico e Lavoro e infine con un tecnico all’Economia, ha iniziato il suo lavoro il “governo del cambiamento”. Frutto di un contratto stilato tra i già citati cinque stelle e la Lega, come affronterà (se li affronterà) questo esecutivo controverso i temi che ci stanno a cuore? Attuerà politiche efficaci per il Fintech, misure a favore del P2P lending o nella finanza alternativa in generale?

Nasce ItaliaFintech e prende forma l’idea di Milano come hub europeo del settore

Che cresce esponenzialmente in quantità e in qualità

 Un anno dopo gli appelli di Guido Rosa, il presidente dell’associazione italiana delle banche estere, e del  presidente della Consob Giuseppe Vegas affinché Milano strappasse a Londra il ruolo di capitale europea della Finanza, è il Fintech a tirare la volata e a gettare le basi perché dai proclami si passi alla realtà. Da qualche giorno è nata ItaliaFintech, un gruppo di lavoro che riunisce i principali attori del comparto operanti nel Paese che, insieme, hanno l’obiettivo di agevolare l’accesso di imprese e privati ai propri servizi Fintech semplificandone la comprensione e fruizione. Contribuendo al contempo ad alimentare il dialogo con Istituzioni e operatori tradizionali al fine di tradurre il potenziale di crescita del mercato in trend concreti di sviluppo.

Fintech e P2P lending: dove sono nell’agenda del prossimo governo?

Breve analisi dei principali programmi alla ricerca delle misure in tema di disintermediazione finanziaria 

Si avvicina a passi da gigante il 27 marzo, data per l’elezione dei presidenti delle Camere, in cui si capirà forse qualcosa di più circa il colore che avrà il prossimo governo italiano. In che punto dell’agenda politica questo governo collocherà i temi che ci sono cari, ovvero tecnologia e innovazione? Chi farà politiche efficaci per il Fintech e spingerà sul fronte della disintermediazione, potenziale motore della crescita, di gran lunga sottovalutato in campagna elettorale e nel dibattito pubblico finora? Ci saranno misure a favore del P2P lending o nella finanza alternativa in generale?

Il Fintech è una minaccia per il sistema?

Alcune banche sventolano la bandiera della minaccia…e hanno ragione: se non sanno innovare in un mercato che cambia e tende alla disintermediazione rischiano grosso loro ma non il sistema

Le banche hanno paura del FinTech. Ad affermarlo è il Financial Times, in un articolo recente in cui fa parlare i vertici di alcuni primari istituti finanziari europei, e non certo poco avvezzi al mondo di Internet, tra cui la spagnola BBVA e l’olandese ING.