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Regali di Natale per BorsadelCredito.it (e per chi ha creduto in noi)

Grandi successi in vista per il Fintech italiano. Nella notte tra lunedì 18 e martedì 19 la Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento a firma di Sebastiano Barbanti (PD), membro della Commissione Finanze, che proponeva l’equiparazione della tassazione sui rendimenti derivanti dal P2P lending a quella degli altri strumenti di investimento. L’emendamento è stato incluso nella legge di bilancio che il Governo dovrebbe approvare in questi giorni. Se la legge viene approvata, si realizzerà la prospettiva che noi e chi presta su BorsadelCredito.it auspichiamo da tempo: si abbasserà di fatto la tassazione per i nostri prestatori, che fino ad ora sono stati soggetti ad aliquota marginale: dal 23% per i redditi sotto i 15mila euro al 43% per quelli superiori ai 75mila euro. Il prelievo sarà, in tal caso, per tutti al 26%, come per chi guadagna comprando fondi comuni. Il testo della discussione e il suo esito lo potete trovare qui (in particolare, a pag. 59).

Perché i PIR hanno bisogno del Fintech

Cosa sono i PIR? Piani individuali di risparmio, lanciati in Italia a inizio 2017: panieri di investimento che, almeno sulla carta, puntano sull’economia reale. Da inizio anno hanno raccolto, secondo le stime, 10 miliardi di euro, compiendo il percorso atteso per un quinquennio. Un vero e proprio boom, che dovrebbe far riflettere e che rafforza in noi l’idea che siano monchi, se non accolgono al loro interno forme di investimento alternativo come il P2P lending, cosa che peraltro avviene in mercati più evoluti come quello del Regno Unito. Proviamo a spiegarvi perché è così, dal nostro punto di vista. E lo facciamo dalla stessa definizione di PIR.

Velocità, movimento e risparmio: ecco le tre ragioni per cui gli italiani scelgono sempre più il Fintech (con i numeri di Abi e Bankitalia)

Gli italiani si convertono al Fintech. C’era una volta il popolo che aveva paura delle carte di credito e del denaro immateriale ora (quasi) non c’è più. E, ironia della sorte, a dirlo è l’Abi, l’Associazione delle banche italiane, che ha svolto un’indagine sui comportamenti degli utenti rivelando che l’esigenza di operare velocemente e in movimento ha fatto aumentare esponenzialmente le operazioni digitali: lo sono due su tre, mentre l’uso dello smartphone per entrare in contatto con la banca è quadruplicato dal 2012 al 2016.

BorsadelCredito.it in audizione alla Camera: “Tassazione e carenza di istituzionali possono frenare lo sviluppo del P2P lending in Italia”

Nelle stanze dei bottoni il P2Plending inizia a far parlare di sé. Questa settimana siamo stati in Audizione in Commissione Finanze alla Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’impatto della tecnologia nel settore finanziario, creditizio e assicurativo e ci siamo raccontati. Potete seguire il nostro intervento qui, dal minuto 34:30. Intanto vi anticipiamo quello che abbiamo detto in questo post.

Cos’è (una definizione tecnica) e quanto vale il p2p lending in Italia

Il p2p lending è una tipologia di crowdinvesting: ovvero una forma di crowdfunding, in cui a fronte della raccolta di risorse finanziarie da parte di un’impresa (o di una persona fisica) viene prospettata all’investitore una remunerazione del capitale (questa è la definizione che ne dà l’Osservatorio sul Crowdinvesting del Politecnico di Milano).

Elemento chiave è la presenza di una piattaforma abilitante che attraverso Internet è in grado di non solo di mettere in contatto impresa e investitore, ma anche di finalizzare l’investimento. Oltre al p2p lending, sono forme di crowdinvesting l’equity crowdfunding (ovvero la raccolta di danaro attraverso la sottoscrizione diretta sul web di titoli partecipativi del capitale di una società) e l’invoice trading (la cessione di una fattura commerciale attraverso un portale Internet che seleziona le opportunità e sostituisce il tradizionale ‘sconto’ della fattura attuato dalle banche per supportare il capitale circolante. Gli investitori anticipano l’importo della fattura, al netto della remunerazione richiesta).

Una finanza senza banche? Ora la vede anche Bankitalia

Nel futuro ci saranno sempre più canali di finanziamento alternativi a quello bancario. Anche nel nostro Paese: noi lo sappiamo, in quanto startupper in un settore che fa del credito alternativo alle imprese la sua missione. Ci sono inoltre dati evidenti di quanto la diversificazione delle fonti di credito possa funzionare come stimolo alla crescita delle imprese. A maggior ragione in un contesto come quello italiano, dominato da micro-aziende che si finanziano per l’85% attraverso le banche e in cui fanno fatica ad attecchire anche formule come quella dei minibond. Ma assume tutto un altro valore se ad affermare che nel futuro ci sarà meno banca nel credito alle imprese è il direttore generale di Bankitalia Salvatore Rossi.

BorsadelCredito.it a Smau: un’occasione per conoscerci dal vivo (e il biglietto te lo regaliamo noi)

BorsadelCredito.it partecipa a Smau 2017, l’evento milanese dedicato all’innovazione. Smau, in 50 anni di vita, si è guadagnato sul campo il titolo di luogo di incontro privilegiato per imprenditori, manager, aziende e pubbliche amministrazioni che vogliono crescere e aggiornarsi su tecnologia e ICT. E che è mutato da mero roadshow nazionale di eventi a piattaforma di business matching per tutte le imprese e gli attori pubblici alla ricerca di sviluppo attraverso le nuove tecnologie offerte dal mondo digital e dalle startup.

Con la Psd2 per le banche la svolta è Fintech (o sarà la resa dei conti)

Banche che a tendere diventeranno mere casseforti low cost, se non cambiano pelle. La strada della rivoluzione Fintech è segnata: il Consiglio dei Ministri, il 15 settembre, ha approvato in esame preliminare il Decreto Legislativo di recepimento della direttiva 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno (la cosiddetta PSD2). Il decreto, che dovrà essere approvato in via definitiva, sentiti i pareri della Commissione Finanze, Politiche dell’Unione Europea e Bilancio entro il 26 Ottobre 2017, contiene anche le regole attuative del regolamento (UE) n. 751/2015 del Parlamento europeo sulle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (gli IFR). Ma è sulla PSD2 che dovrebbe concentrarsi l’attenzione. Non è una normativa che riguarda direttamente il P2P lending, ma ci interessa molto perché segna una direzione.

Goldman a tutta dritta sul Fintech: ora vuole insidiare il primato di Zopa e Funding Circle in UK

Goldman Sachs accelera sul p2p lending e punta sull’Europa. La più potente e redditizia banca d’affari Usa, che invero presidia ogni mercato dove il denaro si moltiplica, mostra un interesse sempre più forte per il Fintech e vuole conquistare anche il mercato britannico, dopo aver costruito una base forte nel Paese di origine (USA). Interesse che si è concretizzato in tre mosse, tutte annunciate nel corso dell’ultima settimana. Una notizia che dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto la disintermediazione sia la strada maestra nella finanza, da cui non si torna indietro. Che sia la più importante banca globale a scegliere questa via ne è la prova lampante.

Un mercato del credito alternativo per le PMI? Fa crescere l’economia

Ben 10 ragioni per cui è un bene sostenerne lo sviluppo

Il P2P lending ridà fiato ai business delle micro imprese che, sempre meno, trovano credito in banca. Mentre l’erogazione di prestiti alle imprese a livello di sistema è finalmente in aumento, le aziende più piccole vedono un ulteriore calo del 2%: qui abbiamo spiegato quello che sta succedendo e come dal fronte istituzionale si cercano modi per dare nuovo impulso ai finanziamenti alle imprese con esigenze di cassa di piccolo taglio. Il P2P lending è il loro mondo, visto che per le banche i prestiti sotto i 100mila euro non sono convenienti, perché sono un costo che non offre alcun margine. Ma nel corso della nostra attività – lo sapete che BorsadelCredito.it è la prima piattaforma di P2P lending alle aziende e che eroga finanziamenti da 2 anni? – ci siamo resi conti che anche qualche azienda medio-grande si rivolgeva a noi. Perché? Perché risolviamo un’esigenza che la banca con i suoi prodotti standard non è in grado di risolvere, perché siamo veloci, perché rappresentiamo una fonte di diversificazione dei finanziamenti e un’esperienza unica e moderna di accesso al credito.