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La storia di Biagio Tramontana, investitore numero 7 di BorsadelCredito.it

Esperto di project management, docente a contratto alla LUISS Business School, business angel e imprenditore: “Il P2P lending ha mantenuto le promesse di rendimento al 5%, offrendo il valore aggiunto di una vera consulenza”

La parola chiave di oggi è “rendimento”

BorsadelCredito.it ha archiviato il mese di luglio con un erogato superiore ai 40 milioni di euro. Continuiamo a crescere, avendo quasi triplicato il valore dei prestiti concessi anno su anno. Ma c’è un dato che ci rende particolarmente orgogliosi: il rendimento offerto ai prestatori, coloro che credono e investono nell’economia reale.

Il processo di selezione delle aziende e gli altri strumenti di mitigazione del rischio

Ognuno di noi, quando si appresta a valutare un nuovo investimento, fa un’analisi su come funziona lo strumento e soprattutto pesa il rapporto rendimento-rischio. Sì, perché ogni investimento comporta un rischio, che può essere maggiore o minore, così come per il rendimento. Sta alla propensione dell’investitore decidere di puntare su certi tipi di strumenti.

Come ogni investimento, anche nel P2P lending, a fronte di rendimenti spesso più interessanti degli strumenti più comuni del mercato, c’è un rischio, ovvero che le imprese a cui prestiamo denaro non lo restituiscano – un rischio che esiste sempre quando si ha che fare con strumenti di debito quali sono, per esempio, anche i corporate bond.

Aprile da 11 milioni per BorsadelCredito.it

BorsadelCredito.it chiude il mese di aprile con un bilancio molto positivo: ha finanziato le micro-imprese italiane con 1.003.301 euro in 11 nuovi prestiti.

Vediamo i dettagli. In totale il numero delle imprese supportate a oggi dal nostro portale dall’avvio delle attività è di 303 (+11 rispetto a marzo) e l’ammontare complessivo erogato di 11,203 milioni di euro. Il tasso medio di rendimento per i prestatori si è attestato a 5,44% lordo, superiore a quello medio delle principali piattaforme britanniche che ha segnato a fine mese un valore del 5,04%, in base al Liberum AltFi Returns Index.

Il rischio nel marketplace lending: in cosa consiste e come lo affrontiamo

Come ogni forma di investimento, anche quelle della finanza alternativa hanno un ineliminabile livello di incertezza. Vi spieghiamo qual è nei prestiti alle pmi e come lo abbattiamo

Sono piene le cronache, anche di questi giorni, di investimenti rischiosi, il cui pericolo, occultato in fase di collocamento di certi prodotti, si è rivelato solo ex post ai danni di risparmiatori ignari (e spesso corresponsabili per non essersi adeguatamente informati). D’altronde, è fatto noto, l’Italia si colloca sempre in fondo alle classifiche sulla cultura finanziaria, come afferma, per esempio, questo studio che la pone dietro a Paesi come Senegal, Benin, Togo, Zambia e Madagascar.

Senza andare troppo indietro nel tempo, basti ricordare i subordinati piazzati dalle Popolari del centro Italia che un anno fa sono state risolte con tanti saluti a chi aveva in portafoglio i titoli – che ha perso tutto – e l’affaire Mps ancora in corso, in cui sarebbero coinvolti 40mila piccoli risparmiatori, a cui erano stati venduti subordinati Tier1 – bond rimborsabili solo a certe condizioni patrimoniali della banca – con tagli minimi da istituzionali (e anche rischi da grandi investitori).

Btp, corporate, conti deposito: la finanza alternativa batte tutti sui rendimenti

Nel mondo a tassi zero la ricerca di alpha è sempre più complessa. Ecco dove trovarla, senza rischiare troppo

Economisti, gestori del risparmio, strategist e accademici lo hanno definito il mondo a tassi zero. È il mondo di oggi – e con ragionevole certezza di domani – in cui le principali banche centrali hanno adottato politiche monetarie super-espansive per inondare il mercato di liquidità e ridare fiato all’economia. Lo ha fatto la Bce con un programma di acquisti da 80 miliardi di euro al mese, prima dedicato ai titoli di Stato, poi esteso anche alle obbligazioni corporate. Si è accodata la Bank of England, che ha abbandonato tempestivamente il suo approccio rialzista, dopo l’esito inaspettato della Brexit che ha decretato la vittoria dei Leave gettando i mercati nel panico. È la scelta di lungo termine della Banca del Giappone e anche la Fed – che però da dicembre potrebbe correggere il tiro – ha continuato a volare basso per poca fiducia in una ripresa solida.