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Gli investimenti? Piacciono di più se hanno un impatto positivo su ambiente e società

Ci sono i fondi ESG che crescono a tre cifre in Italia e in Europa, e ci sono investimenti che hanno un impatto diretto sull’economia reale, come il direct lending e il marketplace lending che attraggono sempre di più gli istituzionali. Ecco perché

La sostenibilità è in cima alle agende di tutti i governi. In particolare in Europa, dove il Green Deal traccia la strada per trasformare il nostro continente nel primo a emissioni zero. Ma l’ambiente è solo un aspetto della sostenibilità: un’economia sostenibile è un’economia circolare, che non spreca ma riesce anche a produrre un impatto positivo sulla società.

Il FinTech? È ancora la scommessa vincente del Venture Capital

Nel 2020 i deal hanno segnato un inevitabile rallentamento, ma la digitalizzazione dei servizi finanziari diventa sempre più centrale. È stato reso evidente con i prestiti garantiti del Decreto Rilancio in Italia e con il Paycheck Protection Program USA: entrambi finiti contro il muro delle obsolete procedure bancarie tradizionali. Che il FinTech può rendere più efficienti

Il Venture Capital continua a puntare sul FinTech. È un segnale della grande opportunità, nell’era post pandemica, di fronte a cui si trovano le startup che hanno contribuito a cambiare la customer experience dei clienti finanziari, traslandola sul canale digitale. È dalla grande crisi finanziaria del 2008 che il settore è tra i più finanziati e in rapida crescita tra le tecnologie emergenti. Un dato che ha fatto sì che si trovasse in una condizione di forza quando il Covid-19 ha reso necessario il distanziamento sociale. 

Perché è l’ora degli investimenti nell’economia reale

Nell’eterna battaglia tra finanza ed economia, è chiaro che è il momento di deporre le armi: Wall Street ha perso e ha senso solo se funziona da supporto a Main Street. La lezione delle crisi

Wall Street contro Main Street. Gli ultimi sei mesi, con il susseguirsi di eventi tragici, le perdite umane, i lockdown a catena, i valori delle Borse dimezzate, le stime di crollo del PIL globale pesantemente a doppia cifra, ci hanno riproiettato con forza in un mondo dove la finanza da sola non produce alcune valore. Era già successo, nel 2008, quando la bolla dei mutui insolvibili USA aveva spazzato via solo nel primo anno 26,4mila miliardi di dollari di capitalizzazione di Borsa e 4,7 miliardi di dollari di PIL.

Boom private market: ecco perché se istituzionali e family office italiani puntano su di essi l’Italia può ripartire

Immobili, infrastrutture, PE, VC e private debt: un mondo variegato che attira sempre più l’attenzione e un mercato che nel 2019 valeva 6,5 mila miliardi di dollari. Ma in Italia gli investimenti, soprattutto professionali, sono ancora molto ridotti. Ecco perché incentivarli può funzionare da volano per l’economia reale

I private market, meno sensibili alle oscillazioni di breve periodo e in alcuni casi capaci di avvantaggiarsi delle situazioni di difficoltà che molte aziende attraverseranno nei prossimi mesi, sono sulla cresta dell’onda.

4thWay: la società britannica di ricerca spiega perché il nostro settore offre investimenti più fair di quelli tradizionali

Il Coronavirus mette in luce il valore aggiunto del FinTech e in particolare del marketplace dei prestiti, sia sul fronte del debitore che su quello del creditore: ecco il perché nell’opinione di un player internazionale 

Qual è l’impatto del Covid-19 sull’industria del P2P lending? Una cosa è certa: dalla crisi economica che ne consegue e che non appare avere precedenti nell’ultimo secolo, nessun settore uscirà indenne. Qualcuno si è visto il fatturato azzerato (turismo, trasporti, ristorazione), l’industria di produzione sta sperimentando diminuzioni tra il 40 e il 70%, i servizi stanno continuando a lavorare (perché possono farlo da remoto), mentre pharma e tecnologia – il primo per ovvie ragioni di ordine sanitario, il secondo per l’esigenza di poter comunicare senza muoversi – stanno avendo impatti positivi. Tutti, indiscriminatamente, dovranno cambiare.

Non scappare! L’attesa è il miglior alleato dell’investitore quando il mercato crolla

Dismettere gli investimenti sui minimi equivale a incassare una perdita sicura: meglio seguire il flusso delle notizie e aspettare tempi migliori (che arriveranno). E per chi ha un portafoglio in P2P lending, la protezione dipende dalla diversificazione estrema oltre che dalla completa decorrelazione rispetto a equity e bond (che vale per i movimenti repentini sulle notizie ma anche nel lungo periodo). Ecco le cinque regole dell’investitore secondo BorsadelCredito.it

Effetto Coronavirus: scocca l’ora degli investimenti alternativi

Il P2P lending offre diversificazione, protezione e rendimento. Ecco tutti i motivi per cui inserire i prestiti alle PMI in portafoglio

L’effetto Coronavirus sulle Borse? Genera incertezza e scatena una volatilità estrema. Così se la settimana sui mercati globali è partita in deciso rialzo, da Wall Street all’Europa, l’ultima ottava di febbraio ha invece archiviato la peggior performance dai tempi di Lehman Brothers: -12% per l’Euro Stoxx 600, il titolo dei principali titoli quotati in Europa; -11% per l’S&P 500 e -13% per il Dow Jones in Usa.

Il FinTech è uno dei settori in cui si investe di più e lo sarà anche nel 2019

Secondo l’ultimo aggiornamento di The Pulse of FinTech di KPMG gli investimenti nel comparto sono raddoppiati nel 2018 versus il 2017. È raddoppiata anche la dimensione media dei deal, mentre l’M&A è il trend più diffuso in tutto il mondo. Segnali che siamo entrati nella fase due dello sviluppo FinTech

Dai 50 miliardi del 2017 ai quasi 112 del 2018. Sono più che raddoppiati gli investimenti in società FinTech nel mondo, soprattutto per effetto di un consolidamento crescente del settore che ha aumentato la scala dimensionale dei deal. E il 2019 sta dimostrando quanto il trend sia solido. Lo afferma l’ultimo aggiornamento del report semestrale di KPMG, The Pulse of Fintech.

BorsadelCredito.it: la strada percorsa fin qui e i progetti per il 2019

A dialogo con il nostro network: 3600 prestatori attivi e oltre 600 aziende che hanno sviluppato il business con il nostro supporto

Investitori e imprese richiedenti: la rete attraverso la quale ci espandiamo è fatta da voi. Oltre 3600 i primi – quelli iscritti alla piattaforma – oltre 600 le seconde che hanno ottenuto un prestito. Una community che è alla base del nostro successo.
I nostri prestatori retail hanno effettuato in media, da inception, ovvero in un arco temporale di 3 anni, versamenti per un ammontare unitario medio di 20 mila euro, su cui hanno ottenuto un rendimento superiore al 5%.

La storia di Biagio Tramontana, investitore numero 7 di BorsadelCredito.it

Esperto di project management, docente a contratto alla LUISS Business School, business angel e imprenditore: “Il P2P lending ha mantenuto le promesse di rendimento al 5%, offrendo il valore aggiunto di una vera consulenza”