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BorsadelCredito.it: la strada percorsa fin qui e i progetti per il 2019

A dialogo con il nostro network: 3600 prestatori attivi e oltre 600 aziende che hanno sviluppato il business con il nostro supporto

Investitori e imprese richiedenti: la rete attraverso la quale ci espandiamo è fatta da voi. Oltre 3600 i primi – quelli iscritti alla piattaforma – oltre 600 le seconde che hanno ottenuto un prestito. Una community che è alla base del nostro successo.
I nostri prestatori retail hanno effettuato in media, da inception, ovvero in un arco temporale di 3 anni, versamenti per un ammontare unitario medio di 20 mila euro, su cui hanno ottenuto un rendimento superiore al 5%.

La storia di Biagio Tramontana, investitore numero 7 di BorsadelCredito.it

Esperto di project management, docente a contratto alla LUISS Business School, business angel e imprenditore: “Il P2P lending ha mantenuto le promesse di rendimento al 5%, offrendo il valore aggiunto di una vera consulenza”

Come posso guadagnare un extra rendimento su BorsadelCredito.it? Ecco tutte le promozioni disponibili

Ne abbiamo parlato nelle ultime settimane in cinque post dedicati. Questo venerdì vogliamo fare una sintesi, ripercorrendo tutte le nostre promozioni dedicate agli investitori, un giusto premio per chi crede nell’economia reale e la finanzia. Tutte le promozioni sono cumulabili, sono utilizzabili da chi usa il profilo gestito (che consiste nell’avere un portafoglio creato da BorsadelCredito.it con una diversificazione al limite dell’1% – ovvero con almeno 100 titoli diversi all’interno) e si attivano registrandosi ed effettuando un primo versamento.

Cosa finanziare con BorsadelCredito.it: gli investimenti

L’acquisto di nuove macchine, lo sviluppo di un progetto, un’assunzione: tutti motivi per cui è necessario ottenere credito. Ecco perché alle imprese conviene 

Nuovi investimenti, lo sviluppo di un progetto o di un ramo di azienda ma anche l’acquisto di un macchinario per avvicinarsi al 4.0, la ristrutturazione dei locali di produzione, oppure un’iniziativa per attrarre nuovi talenti o rafforzare la presenza sul mercato con una campagna di marketing mirata. Sono alcuni degli obiettivi di crescita che un imprenditore può raggiungere investendo nuovi capitali, per cui quasi sempre è necessario un finanziamento. Fondamentalmente sono due le ragioni per cui si può chiedere e ottenere un finanziamento: investimenti e liquidità.

BorsadelCredito.it vs titoli di Stato: due modi di “prestare” a confronto

Seconda tappa del viaggio tra gli strumenti di investimento comparabili al P2P lending

Seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta di pro e contro del marketplace lending in confronto agli strumenti di investimento comparabili. Oggi oggetto dell’analisi saranno i titoli di Stato, destinatari di fedele amore da parte degli italiani, non a caso conosciuti anche come i Bot-people nel loro ruolo di investitori.

Le tasse che impediscono al P2P lending di spiccare il volo (suggerimenti per il legislatore)

Investire nell’economia reale è di gran moda… quantomeno a parole.

Lo dimostra la raccolta monstre dei PIR, i piani individuali di risparmio che contengono al loro interno per almeno il 70% azioni e obbligazioni di società quotate o non quotate con stabile organizzazione in Italia e per almeno il 21% titoli di aziende che sono fuori dal Ftse/Mib (non i soliti noti, insomma). Le proiezioni basate sul percorso compiuto da questi prodotti nei primi mesi di vita mostrano un incasso di dieci miliardi solo nel 2017, contro aspettative iniziali di raggiungere quella cifra in cinque anni.

Primavera di novità per i prestatori di BorsadelCredito.it: a regime le nuove regole

Le novità per i prestatori annunciate a febbraio sono a regime dal 17 aprile scorso per tutti, anche per i pionieri del finanziamento digitale alle imprese: i nostri clienti più antichi e fedeli che fin dal lancio della piattaforma hanno deciso di investire nelle imprese dell’economia reale che BorsadelCredito.it finanzia.

Un anno d’oro per investire, grazie agli incentivi: ma il credito alle micro imprese è in calo

È l’anno d’oro per chi vuole investire, grazie agli incentivi. Che però rischiano di essere una chimera per le microimprese: per quelle con meno di 20 dipendenti, secondo le rilevazioni di Confartigianato, il credito continua a calare (-2% anno su anno a novembre 2016), mentre per le altre è in timida ripresa.

Le banche, cioè, prestano sempre meno per i richiedenti con dimensioni contenute, e allora, per investire, le PMI devono trovare alternative al canale tradizionale: una è il marketplace lending, come quello offerto da BorsadelCredito.it, che peraltro ha il vantaggio di garantire tempi risposta ben più rapidi di quelli bancari (3 giorni invece di 30 di media). Un quid che potrebbe fare la differenza, anche perché rimandare gli investimenti oggi significherebbe perdere l’occasione di migliorare efficienza e redditività del proprio business a un costo così basso da essere probabilmente irripetibile.

Funding Circle Sme Income: quanto rende il primo fondo quotato di p2p lending a un anno dal lancio

In Italia è affare per soli privati, mentre nel Regno Unito e nel resto d’Europa il marketplace lending è una risorsa accessibile anche a investitori istituzionali e qualificati che la rendono liquida e fanno massa critica. L’attuale impossibilità di investire per i professionali funziona da freno, nel nostro Paese, a uno sviluppo del mercato in base alle sue reali potenzialità.

Nel frattempo, nel Regno Unito, che possiede il più vasto e avanzato modello di Fintech al mondo, ha visto la luce il primo fondo quotato di p2p lending per le pmi. Approdato un anno fa sul London Stock Exchange, il Funding Circle SME Income ha raccolto in fase di collocamento 150 milioni di sterline (168 milioni di euro al cambio attuale) a una sterlina per quota.

Btp, corporate, conti deposito: la finanza alternativa batte tutti sui rendimenti

Nel mondo a tassi zero la ricerca di alpha è sempre più complessa. Ecco dove trovarla, senza rischiare troppo

Economisti, gestori del risparmio, strategist e accademici lo hanno definito il mondo a tassi zero. È il mondo di oggi – e con ragionevole certezza di domani – in cui le principali banche centrali hanno adottato politiche monetarie super-espansive per inondare il mercato di liquidità e ridare fiato all’economia. Lo ha fatto la Bce con un programma di acquisti da 80 miliardi di euro al mese, prima dedicato ai titoli di Stato, poi esteso anche alle obbligazioni corporate. Si è accodata la Bank of England, che ha abbandonato tempestivamente il suo approccio rialzista, dopo l’esito inaspettato della Brexit che ha decretato la vittoria dei Leave gettando i mercati nel panico. È la scelta di lungo termine della Banca del Giappone e anche la Fed – che però da dicembre potrebbe correggere il tiro – ha continuato a volare basso per poca fiducia in una ripresa solida.