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Gli sviluppi del mercato europeo della finanza alternativa: più grande, più regolato, con prodotti sempre più innovativi

L’Italia è nella top-four per volume ma a fondo classifica per erogato pro capite, il che indica ampio spazio di crescita. Inoltre, nel nostro Paese è appena iniziato l’investimento di stampo istituzionale che negli altri Paesi invece arretra. Il quadro del settore secondo le Università di Agder e Cambridge

Un mercato altamente diversificato in uno spazio relativamente piccolo e nello stesso tempo complessivamente più dinamico di qualsiasi altra economia nel mondo. Parliamo del FinTech europeo, che sta cambiando passo.

“Ma io già lo faccio con la banca”: i numeri che scardinano la diffidenza degli imprenditori verso il FinTech

Prestiti e anticipo fatture sono servizi offerti anche dagli istituti di credito tradizionali, ma con vincoli che li rendono spesso troppo onerosi, se non inutili

Prestiti e anticipo fatture sono servizi che le banche offrono, con molti vincoli, da sempre. Così capita spesso che gli imprenditori ai quali vengano proposti servizi simili ma in maniera disintermediata, attraverso le realtà del FinTech come BorsadelCredito.it, rispondano: “No, grazie, già lo faccio con la banca”.

Crediti alle imprese: non c’è solo la banca (che ancora pesa per l’85% dei finanziamenti totali)

Minibond, quotazione in Borsa, e le frontiere del Fintech, ovvero marketplace lending e invoice trading. Una bussola per orientarsi nel mondo dei prestiti alternativi.

Un nuovo macchinario, un’assunzione, lo sviluppo di un ramo d’azienda per diversificare o internazionalizzarsi, un progetto che contribuisca allo sviluppo del business, o la semplice esigenza di pagare gli stipendi in attesa che i clienti saldino le fatture. Problemi quotidiani per le aziende, che ancora vengono affrontati, per l’85% dei crediti necessari, secondo Crif, attraverso la banca. Il che crea per le nostre PMI una situazione di dipendenza penalizzante per lo sviluppo.

Il Polimi racconta il crowdinvesting: un mercato che nell’ultimo anno ha raccolto 138,6 milioni dei 190 che vale in totale

Tutti i numeri del finanziamento alle imprese dalla folla e quello che ancora manca, secondo BorsadelCredito.it

Nell’ultimo anno, tra il primo luglio 2016 e il 30 giugno 2017 sono stati raccolti in Italia 138,6 milioni di euro sulle piattaforme di crowd investing: così oggi il mercato totale vale 189,2 milioni. I numeri sono dell’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano e sono quelli del secondo Report italiano sul fenomeno.

Leggi chiare, tassazione equa e buone pratiche dalle piattaforme: ecco le tre regole per far crescere il p2p lending

Le rivela Giancarlo Giudici, professore del Politecnico di Milano e direttore dell’Osservatorio sul crowdfunding, che ci ha spiegato cosa servirebbe per dare una spinta al settore

Vale 32 milioni di euro e cresce del 300% all’anno: ma quali sono i possibili sviluppi del social lending italiano, sia in termini di volume che in tipologia di servizi e prodotti? Lo abbiamo chiesto a Giancarlo Giudici, professore di Finanza Aziendale e direttore dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, uno dei massimi esperti italiani di finanza alternativa.

L’Italia del social lending: operatori, regole e numeri di un mercato nascente

Chi sono i pionieri dei prestiti digitali, tra vincoli troppo stringenti e innovazione hi-tech

È un mercato ancora piccolo, che cresce a ritmi esponenziali. Il social lending italiano vale 32 milioni di euro (+287% anno su anno), meno che in Spagna, un ottavo del volume tedesco, un decimo di quello francese e una briciola dei cugini britannici che hanno mosso al 2015 circa 5 miliardi.

Il valore potenziale è di una cinquantina di miliardi, secondo una ricerca di KPMG: a tanto ammonta il credito che le aziende micro e piccole chiederebbero alle banche, in tagli tra i 30 e i 100mila euro, ma che le banche ignorano perché si tratta di valori con margini pari o inferiori ai costi di gestione.