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Marco Radice, il baby boomer che investe in BorsadelCredito.it

CFO in pensione con una carriera ultraquarantennale, ha investito una parte del proprio patrimonio in P2P lending: “Un prodotto a basso rischio che nell’ultimo anno mi ha fatto guadagnare il 5%, contro la perdita del 3,5% accumulata in banca”

È stato manager in PwC e ha ricoperto il ruolo di CFO, responsabile finanziario, per aziende piccole e grandi, quotate o non. Dal colosso della chimica Enimont, alla Riello Sistemi nel settore delle macchine industriali, dalla farmaceutica Pierrel, a Liquigas, leader nel mercato del Gpl. Per questa sua esperienza, accumulata in 45 anni di carriera, Marco Radice, pensionato e startupparo (ancora oggi offre servizi consulenziali attraverso la sua Management Consulting) ha fatto volentieri da apripista, rispetto ai suoi amici, per esplorare il mondo degli investimenti nel P2P lending.

Fuochi d’artificio a capodanno: 52 milioni di euro prestati alle PMI di BorsadelCredito.it a fine 2018 (+134% anno su anno)

Una chiusura d’anno con il botto per BorsadelCredito.it. Il primo portale italiano di prestiti alle imprese archivia il 2018 con un erogato complessivo di 52,396 milioni, raggiungendo un nuovo record. Si tratta di una cifra più che doppia rispetto al totale erogato dal marketplace registrato a dicembre 2017 (22,391 milioni di euro, per una variazione del 134%).
Il numero delle aziende supportate a oggi è di 604, rispetto alle 391 di un anno fa, numeri che indicano una crescita importante in termini di volumi ma anche di fiducia che le imprese continuano ad avere nei confronti del P2P lending. 

L’investitore del 2018? Vive al Nord e investe almeno 20mila euro nell’economia reale

Ecco i risultati dell’Osservatorio 2018 di BorsadelCredito.it sui prestatori attivi del suo marketplace

Sorpresa: non sono i Millennial a investire negli strumenti innovativi offerti dal Fintech, ma i 40-60enni. Che non hanno paura di allocare parte del proprio patrimonio nel lending per le imprese. Le donne sono molto poche, ma osano anche di più: quelle che accedono allo strumento lo fanno destinando una somma in media più cospicua rispetto a quella riservata dagli uomini.

Il Fintech piace agli HNWI d’Oltremanica (e non solo)

Parabola di un settore che, dagli investimenti ai gestori, sta per essere travolto dalla disruption

E così anche i paperoni d’Oltremanica si sono accorti del FinTech. Lo annuncia la rivista specializzata Peer2Peer Finance News, secondo cui un quarto degli High Net Worth Individual (HNWI) – coloro che hanno almeno un milione di euro di patrimonio personale – allocano circa un quinto delle proprie risorse in asset alternativi come il P2P lending. Il dato è contenuto all’interno di una ricerca condotta su 120 clienti dalla società di investimenti Connection Capital, secondo cui gli asset alternativi contribuiscono ad ampliare la diversificazione del portafoglio aumentandone la resilienza e i ritorni.

Il lending per le PMI di BorsadelCredito.it chiude novembre sfiorando la soglia dei 50 milioni (+140% anno su anno) ed un rendimento sopra il 5%

Supera i 49 milioni l’erogato di BorsadelCredito.it a fine novembre 2018. Quasi tre milioni prestati all’economia reale nel mese – a ottobre l’erogato era stato di 46,2 milioni – distribuiti su 25 nuovi prestiti. In tutto i prestiti da inception sono 575 rispetto ai 550 del mese di ottobre.

Segnali di crescita: nel 2018 un quarto degli italiani ha usato almeno un servizio FinTech

L’industria della tecnofinanza si consolida, mentre le PMI italiane potrebbero sfruttare di più le forme di finanziamento alternativo: i dati dell’Osservatorio FinTech & InsurTech del Politecnico di Milano inquadrano i trend del settore.

Il FinTech italiano spiega le vele. A dirlo ieri nel corso di un convegno – proprio con questo titolo – è stato il Politecnico di Milano, che con l’occasione ha presentato anche i dati del secondo Osservatorio FinTech & InsurTech della School of Management.

Il prossimo trend del FinTech? I sistemi di riconoscimento biometrico

Nel Regno Unito sono usati per identificare con certezza i clienti e combattere il riciclaggio di denaro “informatico”. In Italia il primo esperimento è una carta di pagamento di Intesa Sanpaolo, ma si tratta di una tendenza destinata a diventare pervasiva…

Obiettivo: sicurezza. È quello che chiedono, con sempre maggiore insistenza, gli investitori britannici che hanno destinato parte del proprio patrimonio al FinTech. Sicurezza non solo in merito all’investimento, in termini di trasparenza e condizioni di sottoscrizione, ma anche da un punto di vista più generale e legato alle nuove logiche di trasmissione dei dati, sempre più dipendenti dalla tecnologia. Un tema che le aziende FinTech sono chiamate ad affrontare in maniera puntuale.
Il trend si dipana dal mercato britannico e pian piano arriverà anche da noi: come si fa a evitare frodi informatiche, oggi, nelle transazioni finanziarie?

La storia di Biagio Tramontana, investitore numero 7 di BorsadelCredito.it

Esperto di project management, docente a contratto alla LUISS Business School, business angel e imprenditore: “Il P2P lending ha mantenuto le promesse di rendimento al 5%, offrendo il valore aggiunto di una vera consulenza”

Come posso guadagnare un extra rendimento su BorsadelCredito.it? Ecco tutte le promozioni disponibili

Ne abbiamo parlato nelle ultime settimane in cinque post dedicati. Questo venerdì vogliamo fare una sintesi, ripercorrendo tutte le nostre promozioni dedicate agli investitori, un giusto premio per chi crede nell’economia reale e la finanzia. Tutte le promozioni sono cumulabili, sono utilizzabili da chi usa il profilo gestito (che consiste nell’avere un portafoglio creato da BorsadelCredito.it con una diversificazione al limite dell’1% – ovvero con almeno 100 titoli diversi all’interno) e si attivano registrandosi ed effettuando un primo versamento.

Il P2P lending in Europa e in USA (grazie anche all’ingresso delle FAANG) cresce più delle attese

Le PMI sono ancora in carenza di ossigeno e spesso non riescono, attraverso i canali tradizionali, a ottenere il credito necessario. Le cose però stanno cambiando velocemente.

Nel terzo trimestre 2018 l’Europa del P2P lending è cresciuta a un ritmo superiore alle aspettative. Il Regno Unito ha infatti registrato un aumento dell’11% rispetto al volume di erogato previsto, mentre l’Europa continentale ha visto un aumento del 10% sullo stesso indicatore. Lo scrive AltFi Data, e prevede che entro fine anno il Regno Unito avrà erogato 6 miliardi di euro e l’Europa 3 miliardi. E si tratta ancora di briciole rispetto alle esigenze di finanziamento delle piccole e medie imprese di questa parte del mondo (che ammontano, solo in Italia a 50 miliardi di euro, secondo KPMG).