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Amazon vuole aggredire la Cina offrendo lending ai seller locali

Proprio mentre annuncia la chiusura del marketplace locale, l’e-commerce sceglie strategicamente di fornire capitale circolante attraverso un partner FinTech che consente alle aziende cinesi che vendono all’estero di rimpinguare le scorte e crescere più rapidamente. BorsadelCredito.it offre un servizio simile per l’Italia dallo scorso febbraio.

Quanto costa vendere su Amazon? Sciogliamo ogni dubbio

Negli ultimi anni sono state migliaia le aziende di tutto il mondo a trovare nuove opportunità di vendita tramite il Marketplace Amazon. Tutto questo grazie alla possibilità di sfruttare i servizi di Seller Central di Amazon, che permette di pubblicare il proprio inventario prodotti sui differenti siti di Amazon presenti in oltre 11 paesi.
In questo articolo parleremo in dettaglio dei costi da considerare prima di iniziare a vendere su Amazon.

5 Fattori chiave per vendere con successo su Amazon

1.Differenziazione del prodotto

Negli ultimi anni, il settore della vendita online, sia nazionale che estero si è evoluto molto. Il bisogno da parte delle aziende di differenziare i prodotti per riuscire a venderli al meglio è diventato prioritario. Ogni prodotto ha un ciclo di vita, che diventa breve se i prodotti non vengono apprezzati dai consumatori. Se i prodotti non sono facilmente riconoscibili ancora prima di essere posizionati sul mercato, sarà poi necessario puntare su strategie di prezzo al ribasso o su costose attività pubblicitarie per renderli noti.

Alla conquista della Borsa: il debutto su MTA di Nexi, la maggior IPO globale del 2019

La pioniera assoluta era stata, a fine marzo, Crowdfundme su AIM. La strada che porta al mercato inaugura una nuova era evolutiva per il FinTech italiano

Il FinTech italiano va alla conquista della Borsa. La quotazione di Nexi, che debutta oggi, martedì 16 aprile, a 9 euro per azione, consacra definitivamente il settore. Per almeno due motivi: perché parliamo della quotazione di un’azienda attiva nei servizi e nelle infrastrutture per i pagamenti digitali per banche – una challenger bank; e perché è, al momento, la maggiore IPO del 2019 a livello mondiale. Non un’operazione di nicchia, dunque.

A un anno dal lancio del prodotto dedicato ai “padroncini”, i tempi sono maturi per finanziare nuove filiere

Autotrasporti e GDO nel mirino. Ecco i vantaggi che potrebbero ottenere.

A un anno dal pilota che BorsadelCredito.it aveva lanciato con Italmondo (ne avevamo parlato qui) sul prodotto di supply chain che avrebbe consentito all’hub di trasporti di migliorare e semplificare la gestione dei propri fornitori, siamo pronti a estendere ad altri settori quello che si sta dimostrando un modello vincente per la filiera dei trasporti, dove non è possibile la cessione delle fatture.

Logistica di Amazon: asset strategico per il business

Grazie alla Logistica di Amazon, migliaia di venditori stanno sfruttando il potenziale del servizio di spedizione globale del colosso di Jeff Bezos, che tra i principali vantaggi offre la consegna rapida con il programma PRIME e la vendita semplificata in tutta Europa, America ed Asia. Un secondo vantaggio è la semplicità con cui viene gestita tutta la filiera, dall’acquisto alla consegna. Il seller dovrà solo spedire al centro logistica, Amazon si occuperà di tutto il resto, ovvero stoccaggio, consegna al cliente, assistenza e gestione resi. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Valorizza il tuo brand su Amazon, scopriamo come funziona il Registro Marchi

Vendere su Amazon è per molti commercianti una grossa opportunità. Alcuni anni fa, quando il mercato era meno saturo, tanti sono stati i seller che hanno intrapreso la strada della vendita online, con conseguente crescita positiva del proprio business. Soprattutto se la qualità del prodotto ha trovato l’apprezzamento del pubblico di acquirenti che oltre a comprarlo, ha anche espresso un’opinione tramite recensioni online.

A oggi sono oltre 10mila le aziende italiane che vendono tramite Amazon.

A un anno dalla Roadmap dell’EBA: un bilancio di un percorso che renderà il FinTech maturo

Il modello vincente e made in Europe del FinTech Knowledge Hub a cui partecipano autorità, istituzioni, provider di tecnologia e startup per aumentare la conoscenza e incentivare lo sviluppo del settore

È passato un anno da quando l’EBA, l’autorità bancaria europea, ha pubblicato la Roadmap sul FinTech per il biennio 2018/2019, una pietra miliare per la storia del FinTech europeo. Tra le priorità indicate nel documento c’era la creazione di un FinTech Knowledge Hub che migliorasse la condivisione delle informazioni e che favorisse la neutralità tecnologica negli approcci di regolamentazione e supervisione.

Il futuro del credito è sempre più FinTech: lo dice il Polimi

Il FinTech continua la sua parabola ascendente e a segnalarlo adesso è anche l’Accademia. Oltre al marketplace lending in cui BorsadelCredito.it è leader in Italia, c’è un mondo legato al credito di filiera, o supply chain finance, ovvero “l’insieme delle soluzioni per il finanziamento del capitale circolante che fanno leva sul ruolo delle aziende all’interno della filiera”. In Italia questo mercato vale 530 miliardi di euro, ma è servito solo per il 28%. E non a caso, visto che si attendono in media 77 giorni per l’incasso dei crediti commerciali e sono necessari 91 giorni per il pagamento dei debiti, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano, presentato nei giorni scorsi nel capoluogo lombardo.

Perché ne parliamo? Perché si tratta di soluzioni tecnologiche e di prodotto affini a quelle di BorsadelCredito.it e che vanno nella stessa direzione di contributo alla crescita delle PMI e con esse dell’economia reale.

L’impresa di Saronno che migliora l’operatività dei brand di moda, da Gucci a Furla

RTT è un system integrator ed è specializzata su ERP e CRM che girano con la tecnologia Oracle. Venti anni di storia – durante i quali è stata anche inglobata in Deloitte – e tanta voglia di crescere. Anche grazie alla liquidità di BorsadelCredito.it

Furla, Gucci, Sergio Rossi, CP Company. Sono i maggiori clienti di RTT, azienda di Saronno che opera nella consulenza informatica. «Siamo un system integrator e siamo specializzati in sistemi ERP e Cloud su Oracle, che è il nostro partner di riferimento per la tecnologia. Abbiamo una forte concentrazione sul settore moda, da cui dipende il 60% del nostro fatturato», ci spiega il presidente e fondatore Andrea Ghezzi.