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Prestiti bancari alle piccole imprese ancora stagnanti: è lì che il P2P lending cresce e osa

I marketplace prestano alle più piccole (dati Crif) mentre gli istituti di credito tengono il freno tirato nonostante i bilanci migliorino (ma non abbastanza secondo PwC)

Le banche? Continuano a tenere le maglie del credito strette a danno soprattutto delle piccole e piccolissime imprese. E questo nonostante migliorino sul fronte degli NPL – i crediti inesigibili che le fanno finire sulla lista dei cattivi per l’impianto normativo di Basilea. E nonostante la qualità dei prestiti concessi alle imprese sia anche essa in aumento. Insomma, va tutto bene, eccetto l’impatto sull’economia reale. Un cortocircuito che i dati segnalano come un allarme rosso, e che prosegue inesorabile.

Parola d’ordine: PMI

Seconda puntata alla scoperta delle parole di BorsadelCredito.it.

Seconda puntata alla scoperta delle parole di BorsadelCredito.it. Oggi affrontiamo il secondo pilastro della transazione, ovvero le PMI. Piccole e medie imprese, una categoria che secondo l’Unione europea comprende le imprese con meno di 250 dipendenti, con un fatturato inferiore ai 50 milioni o un bilancio che non superi i 43 milioni. Una definizione che l’Europa ha ritenuto di dover coniare per migliorare l’efficacia delle misure a favore di questi soggetti, che costituiscono l’ossatura dell’economia del continente e di fatto ne trainano il PIL. Le PMI europee sono 21 milioni distribuite in 27 Paesi e, secondo Eurostat, circa due terzi della popolazione europea è occupata in microimprese o imprese di piccole e medie dimensioni e le PMI producono il 60% del valore aggiunto nell’UE.

Vintage Garage: la clinica varesina delle auto d’epoca (che diventano hi-tech e green)

Ha lavorato in Volvo, in Italia e in Svezia, e in Ferrari. Poi a un certo punto ha scelto di mettersi in proprio e fondare il suo Vintage Garage, per dare nuova vita alle auto d’epoca. Ma non solo: prototipi creati da zero su richiesta, decorazioni in pellicola sulla carrozzeria, interni in canapa, scocche antiche ed equipaggiamenti con dotazione di bluetooth e wi-fi. Sempre con il pallino dell’innovazione e un occhio al green.

I 5 motivi per cui alle aziende conviene il marketplace lending

Uno studio di architettura del centro che ha bisogno di un software di protezione da incursioni malware dopo la migrazione dei dati sensibili in cloud. Un artigiano che confeziona sandali di cuoio e, per soddisfare le richieste di un cliente tedesco appena acquisito, deve comprare due nuove macchine per cucire il cuoio e rifornirsi di materia prima in grande quantità. Investimenti importantissimi, ma piccolitra i 10mila e i 100mila, troppo piccoli per poter essere presi seriamente in considerazione dalla banca che su cifre di questo tipo non fa margini e ha solo costi.

L’alternativa, ormai i lettori di questo blog lo sanno bene, è il marketplace lending, un posto dove il credito te lo fanno i prestatori in cambio di un interesse che, in media nel mese di ottobre, è stato del 5,68% e che varia in base al merito di credito dell’azienda richiedente. Quali sono i motivi per cui alle piccole aziende conviene il marketplace lending?

Credito digitale: ecco chi è la microimpresa che accede ai prestiti (in tre giorni)

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Piccola, con almeno un anno di attività, dinamica, solida.

Ha queste caratteristiche l’impresa che può trovare credito sulle piattaforme digitali. Un mercato, quello dei marketplace lending, appena nato ma molto promettente. E, senza dubbio, il canale di accesso al credito più rapido in assoluto tra quelli oggi disponibili. A cui possono ambire le imprese, anche individuali, che abbiano un fatturato minimo di 50mila euro e possano produrre almeno un bilancio annuale. Fondamentale per procedere all’esame di affidabilità che viene valutata su parametri quantitativi e anche qualitativi, come la reputazione online, per esempio, o le risposte fornite a un questionario.