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Il processo di scoring: perché quello FinTech può rendere più efficiente il sistema finanziario

La capacità di calcolo dei sistemi di intelligenza artificiale che ne è alla base può aiutare banche e altre istituzioni finanziarie tradizionali a velocizzare i tempi e a valutare più efficacemente le aziende che chiedono credito. Con un beneficio a cascata per tutti gli stakeholder. Ecco come

Avevamo definito il 2020, a inizio anno – quando lo spettro del Covid non era neppure nei nostri peggiori incubi – l’anno zero della finanza 2.0. Complice la PSD2, doveva essere l’anno in cui l’open banking – e l’aumento conseguente della collaborazione tra banche tradizionali e FinTech – i dati e la loro gestione sarebbero diventati cruciali per determinare vincitori e perdenti di un sistema.

L’importanza della regolamentazione (mentre avanzano blockchain e AI)

L’Italia è uno dei Paesi che per primo in Europa si è occupato di normare FinTech e P2P lending (fin dal 2016). Ed è stato pioniere anche nell’introduzione della sandbox per le sperimentazioni delle startup che si occupano di digital banking. Un patrimonio che oggi ci aiuta a proteggere gli utenti dai rischi e ad avere business più efficienti

Man mano che il FinTech evolve e integra tecnologie sempre più complesse, emerge il valore della regolamentazione. Nell’era del digital banking e dell’open banking, in generale, il rischio di violazione dei dati è molto elevato.

Collaborazione e integrazione dei servizi: perché il banking si sta trasformando grazie a questi due trend

Ne parlano tutti, da CapGemini a PwC, al Polimi: nei servizi finanziari il contesto sarà sempre più open. E aumentano anche le partnership tra FinTech per offrire ai clienti – privati e imprese – un’esperienza di uso sempre migliore con servizi più evoluti e vantaggi crescenti in termini di risparmio di tempo e denaro. L’esperienza di BorsadelCredito.it con Qonto

Il FinTech esce dalla nicchia e diventa pervasivo. Lo afferma Mastercard nella sua newsroom, sottolineando che i nuovi player finanziari “continuano a costruire una infrastruttura finanziaria basata sulla tecnologia” e, come in altri settori (vedi la telefonia), prima hanno disaggregato l’offerta degli incumbent per poi impacchettarla ora nuovamente in una gamma finanziaria completamente inedita.

Il valore delle FinTech? Sta nella tecnologia e consentirà l’emersione di un modello di banca as a service

Nel prossimo futuro l’expertise sviluppata dalle startup della finanza sarà il vantaggio competitivo che gli istituti di credito tradizionali potranno acquisire per offrire ai clienti l’esperienza di uso più snella e completamente digitale di cui sono alla ricerca

Il 2020 per il mondo bancario (e per le FinTech) è un anno di svolta. Per varie ragioni, ma tutte afferenti alla tecnologia. Non a caso è stato già definito come l’anno zero della rivoluzione finanziaria, da un lato per l’affermarsi dell’open banking con la PSD2, entrata in vigore in Italia lo scorso 14 settembre, dall’altro per un trend crescente di collaborazione tra i diversi operatori dell’ecosistema.

Il bilancio di Capodanno per il FinTech italiano secondo BorsadelCredito.it

Il primo degli anni Venti vedrà l’Italia consolidare il suo ruolo di hub mediterraneo del settore. Aumentano e si fanno più complesse le forme di collaborazione con le banche mentre nascono nuovi prodotti e servizi che aprono mercati inediti

Entriamo negli anni Venti del nuovo secolo e, in attesa di apprendere dai numeri com’è andato il 2019 per il FinTech italiano, come di consueto BorsadelCredito.it prova a tracciare le traiettorie di sviluppo per l’anno che sta iniziando. Un anno carico di simbolismo numerologico, un anno di cesura e di ingresso in una nuova epoca.

La collaborazione tra FinTech e banche aumenta e si amplia a nuovi attori: i risultati dell’Osservatorio del Polimi

Gli utenti delle 326 startup italiane sono quasi 13 milioni. E anche le PMI (il 64% di quelle che usano i servizi finanziari) preferiscono il digitale. Le banche cercano le startup per avere accesso alle tecnologie e le FinTech ne hanno bisogno per crescere. Tutti i numeri e il commento di BorsadelCredito.it

Con l’open finance sancito dalla Psd2 in vigore ufficialmente da settembre, un nuovo tsunami (con effetti benefici) è pronto ad abbattersi sul mondo dei servizi finanziari. Che sono sempre più digitali, anche in Italia, fruiti da 12,7 milioni di utenti e offerti da 326 startup. Ma anche sempre più interconnessi, grazie alla collaborazione tra operatori tradizionali e innovatori ed estesi anche ad attori di settori molto diversi e distanti da quello bancario originario.

Open banking: i nuovi business valgono solo in Gran Bretagna fino a 2 miliardi di sterline

Il modello si va imponendo più rapidamente in Europa che negli Usa ed è inesorabilmente destinato a cambiare per sempre il rapporto tra banche e FinTech e con i consumatori. Ecco perché è il tema centrale di ogni dibattito sui pagamenti

Si è appena concluso a Milano il Salone dei Pagamenti, il più importante evento italiano di settore. Tema centrale: l’open banking, argomento sempre più mainstream da quando, lo scorso 14 settembre, è entrata in vigore anche in Italia la PSD2.