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Non solo Milano: le imprese campane scoprono il FinTech e fanno della regione il secondo mercato per erogato di BorsadelCredito.it

La Campania è il secondo mercato regionale per erogato alle imprese da parte di BorsadelCredito.it. Vale oltre un quinto (21%) del totale di 63 milioni ed è seconda solo alla Lombardia. L’ammontare medio dei prestiti erogati è di 101.700 euro, con un minimo di 10.384 e un massimo di 558.658 euro. La durata media dei finanziamenti è di 29 mesi. Sono i principali risultati dell’Osservatorio Regionale P2P Lending di BorsadelCredito.it.

Gli sviluppi del mercato europeo della finanza alternativa: più grande, più regolato, con prodotti sempre più innovativi

L’Italia è nella top-four per volume ma a fondo classifica per erogato pro capite, il che indica ampio spazio di crescita. Inoltre, nel nostro Paese è appena iniziato l’investimento di stampo istituzionale che negli altri Paesi invece arretra. Il quadro del settore secondo le Università di Agder e Cambridge

Un mercato altamente diversificato in uno spazio relativamente piccolo e nello stesso tempo complessivamente più dinamico di qualsiasi altra economia nel mondo. Parliamo del FinTech europeo, che sta cambiando passo.

La Bank of England vuole una piattaforma nazionale per archiviare i dati delle PMI (e agevolare l’accesso al credito)

Ancora notizie “disruptive” dal Regno Unito. La Banca d’Inghilterra (BoE) ha annunciato che si impegnerà per lo sviluppo di una piattaforma dati che archivierà tutte le informazioni finanziarie relative alle PMI, aiutandole ad accedere ai finanziamenti.

L’annuncio è arrivato dalla viva voce del governatore della BoE, Mark Carney, secondo cui le metriche tradizionali per valutare le piccole imprese sono “sempre più inefficaci” quando si parla di prestiti e che una piattaforma finanziaria nazionale potrebbe contribuire a colmare il gap di finanziamento che oggi ammonta a 22 miliardi di sterline. “Non è compito della Bank of England costruire questa piattaforma, ma possiamo aiutare a gettarne delle basi“, ha detto Carney.

Il P2P lending italiano? Potrebbe erogare 38 miliardi di euro nel 2028. Parola di PwC

Secondo Emanuele Egidio, Associate Partner PwC Deals, questo sarebbe il risultato se il settore seguisse lo sviluppo del mercato britannico (atteso valere il 40% del mercato dei prestiti nel 2030). Ma in Italia siamo ancora indietro nello sviluppo dei modelli di business collaborativi e mancano gli investitori istituzionali

Lo SME lending, ovvero il settore dei prestiti alle imprese attraverso piattaforme FinTech, rappresenta il 10% della market share del Regno Unito, ma si potrebbe attestare al 37% del mercato nel 2030, con una stima di ricavi pari a 4,1 miliardi di sterline. La previsione è contenuta nel report PwC “Harnessing the power of disruption”.

Il FinTech è uno dei settori in cui si investe di più e lo sarà anche nel 2019

Secondo l’ultimo aggiornamento di The Pulse of FinTech di KPMG gli investimenti nel comparto sono raddoppiati nel 2018 versus il 2017. È raddoppiata anche la dimensione media dei deal, mentre l’M&A è il trend più diffuso in tutto il mondo. Segnali che siamo entrati nella fase due dello sviluppo FinTech

Dai 50 miliardi del 2017 ai quasi 112 del 2018. Sono più che raddoppiati gli investimenti in società FinTech nel mondo, soprattutto per effetto di un consolidamento crescente del settore che ha aumentato la scala dimensionale dei deal. E il 2019 sta dimostrando quanto il trend sia solido. Lo afferma l’ultimo aggiornamento del report semestrale di KPMG, The Pulse of Fintech.

Il concetto di rischio nel P2P lending 

Quanto è conosciuto il P2P lending come asset class? A leggere questo commento pubblicato di recente, sembrerebbe poco persino da FCA, l’autorità di vigilanza del Regno Unito, il Paese più avanti al mondo nel FinTech.

Il commento potrebbe sembrare di parte, in quanto a firma di Neil Faulkner, Chief Executive Officer di 4th Way (società di ricerca specializzata sul P2P lending). Ma il ragionamento è più che sensato e parte da un breve comunicato apparso sul sito di FCA che sottolinea la differenza tra gli ISA (i PIR britannici senza FinTech) e gli IFISA, la versione innovativa, che viene definita “generalmente ad alto rischio”.

Collaborazione e specializzazione: i mantra del FinTech sono anche i trend dell’industria finanziaria (report Capgemini)

Secondo lo studio si apre lo scenario dell’Open X che va oltre l’Open Banking e creerà un mercato integrato, con ruoli specializzati per ogni player che consentirà uno scambio continuo di dati e servizi, migliorando l’esperienza del cliente e accelerando l’innovazione di prodotto

Collaborazione e specializzazione. I due trend principali che BorsadelCredito.it sta indicando da mesi (ne abbiamo parlato per esempio qui e qui) sono anche quelli che caratterizzeranno il futuro dei servizi finanziari secondo l’edizione 2019 del World FinTech Report (WFTR), pubblicata a inizio giugno da Capgemini e Efma.

Decollano gli IFISA britannici in termini di raccolta, mentre l’Italia si appresta a lanciare i PIR 2.0

Se gli strumenti d’Oltremanica, garantiti ed esentasse, iniziano a raccogliere fiducia e capitali, i nostri piani di risparmio, seppure evoluti, lasciano ancora fuori dal radar il P2P lending.

Mentre l’Italia ha da poco definito i suoi PIR 2.0, introducendo l’obbligo di investire in Venture Capital (e lasciando ancora fuori il P2P lending), nel Regno Unito gli IFISA prendono il volo.

La garanzia governativa per i prestiti alle PMI ampliata anche per il P2P lending nel Regno Unito

Una buona nuova potenzialmente rivoluzionaria in arrivo dal FinTech made in UK. La British Business Bank ha aperto il suo programma di garanzia ENABLE anche ai lender non bancari, incluse le piattaforme. In base al programma, il governo britannico si assume, in cambio di una commissione, una fetta del rischio di credito dei portafogli di prestiti alle piccole e micro imprese. Sotto il programma ci sono 900 milioni di sterline di prestiti, ma finora erano eleggibili solo le banche, britanniche o internazionali, che avessero una filiale nel Paese.

Secondo uno studio ABI la collaborazione con il FinTech è vantaggiosa per le banche: una consacrazione

Le banche italiane si sono accorte del P2P lending. Una ricerca dal titolo P2P Lending Market dell’Osservatorio FinTech Innovation di ABI Lab (il Centro di Ricerca e Innovazione per la banca promosso dall’Associazione Bancaria Italiana) in collaborazione con Medici (piattaforma indipendente di analisi delle società FinTech), prevede un’ulteriore crescita anche nel 2019 del mercato italiano che a fine 2018 aveva visto “10 piattaforme erogare 763 milioni – un aumento del 125% rispetto ai 340 milioni nel 2017”.