Tag Archives: PMI

La storia di Biagio Tramontana, investitore numero 7 di BorsadelCredito.it

Esperto di project management, docente a contratto alla LUISS Business School, business angel e imprenditore: “Il P2P lending ha mantenuto le promesse di rendimento al 5%, offrendo il valore aggiunto di una vera consulenza”

Come posso guadagnare un extra rendimento su BorsadelCredito.it? Ecco tutte le promozioni disponibili

Ne abbiamo parlato nelle ultime settimane in cinque post dedicati. Questo venerdì vogliamo fare una sintesi, ripercorrendo tutte le nostre promozioni dedicate agli investitori, un giusto premio per chi crede nell’economia reale e la finanzia. Tutte le promozioni sono cumulabili, sono utilizzabili da chi usa il profilo gestito (che consiste nell’avere un portafoglio creato da BorsadelCredito.it con una diversificazione al limite dell’1% – ovvero con almeno 100 titoli diversi all’interno) e si attivano registrandosi ed effettuando un primo versamento.

Il P2P lending in Europa e in USA (grazie anche all’ingresso delle FAANG) cresce più delle attese

Le PMI sono ancora in carenza di ossigeno e spesso non riescono, attraverso i canali tradizionali, a ottenere il credito necessario. Le cose però stanno cambiando velocemente.

Nel terzo trimestre 2018 l’Europa del P2P lending è cresciuta a un ritmo superiore alle aspettative. Il Regno Unito ha infatti registrato un aumento dell’11% rispetto al volume di erogato previsto, mentre l’Europa continentale ha visto un aumento del 10% sullo stesso indicatore. Lo scrive AltFi Data, e prevede che entro fine anno il Regno Unito avrà erogato 6 miliardi di euro e l’Europa 3 miliardi. E si tratta ancora di briciole rispetto alle esigenze di finanziamento delle piccole e medie imprese di questa parte del mondo (che ammontano, solo in Italia a 50 miliardi di euro, secondo KPMG).

Ora Zopa, uno dei pionieri globali del P2P lending, vuole fare la banca…

Il FinTech è pronto a dare vita a un nuovo paradigma. E gli istituti di credito tradizionali, che nel frattempo non si stanno preparando per competere nel mercato attuale, che ruolo avranno?

In principio, la reazione delle banche fu di scontro. Poi, soprattutto in USA e Regno Unito, gli istituti di credito hanno iniziato a guardare con interesse al FinTech, attuando forme diverse di collaborazione. Oggi succede qualcosa di nuovo e inimmaginabile fino a solo un anno fa: Zopa, uno dei leader britannici del P2P lending per i privati, vuole diventare una banca. Anzi, la prima “banca della prossima generazione”. E per raggiungere il suo obiettivo ha finora raccolto 60 milioni di sterline di nuovo capitale (di cui 44 già ottenuti lo scorso agosto, mentre 16 milioni sono stati annunciati qualche giorno fa).

“Porta un amico”: i vantaggi del programma referral per i prestatori

In Gran Bretagna, dall’inizio del 2017, è in vigore un referral scheme, che prevede che ogni richiesta di finanziamento, fatta da una PMI e non gestita dalla banca, debba essere segnalata alle piattaforme che possono offrire un servizio alternativo. Si tratta di un modo utile anche alla banca per mantenere viva e soddisfacente una relazione, per non lasciar scappare un cliente e consigliargli, invece, qualcosa di adatto alla sua esigenza.

Panico nel P2P lending cinese, ma non è la caduta dell’Impero

Il governo ha scelto una via brusca per rendere il mercato più efficiente e meno rischioso: inasprire le regole (che prima praticamente non c’erano) d’emblée. Ora gli analisti attendono la chiusura del 90% delle 2mila piattaforme locali. E dopo, un mercato più sano. Ecco perché l’Italia non corre lo stesso rischio  

“Investire con BorsadelCredito.it? Rischio controllato, rendimento, trasparenza. L’importante è avere pazienza”

Queste sono le parole di Lorenzo Petronio, uno degli investitori in P2P lending della prima ora: è lui il protagonista della prima “storia di successo” dei nostri prestatori

Con questo post, BorsadelCredito.it inaugura una nuova rubrica dedicata alle storie di successo. Che non sono solo quelle delle aziende a cui diamo credito, ma anche quelle dei prestatori che le finanziano. Magari all’inizio un po’ cauti, viste le caratteristiche innovative del P2P lending, non ancora del tutto introiettato nella cultura del piccolo risparmiatore italiano, ma poi conquistati proprio dalla novità dello strumento e dalla possibilità che offre: da un lato avere un rendimento interessante con un profilo di rischio contenuto, dall’altro contribuire allo sviluppo della nostra economia reale. E dunque entusiasti di poter destinare una parte del proprio patrimonio al FinTech: non a caso, da quando abbiamo cominciato questa avventura, la comunità di prestatori è arrivata quasi a 4.000 unità.

Buona lettura!

Staccare una cedola? Anche nel P2P lending si può, come con un’obbligazione

In queste settimane vi stiamo raccontando tutti i vantaggi extra che diamo ai prestatori (oltre 3500) della nostra community. Oltre a un rendimento medio del 5% è possibile non pagare le commissioni, vedersi rimborsate completamente le tasse e ottenere una remunerazione anche sulle somme libere e non ancora prestate.

Sembra già molto, ma non è tutto. Molti dei nostri prestatori investono anche in obbligazioni, e sarebbe stato molto interessante creare un meccanismo che consentisse ai prestatori di “staccare una cedola”, monetizzando gli interessi generati dall’attività di prestito.

Social lending made in Italy: tutte le sfaccettature di un mercato ben regolamentato

Il FinTech è entrato nel dibattito pubblico. Tutti sanno di cosa stiamo parlando, ma quanti conoscono le norme e i livelli di controllo del prestito tra privati? Ve le spieghiamo noi

Benvenuti nell’Italia del social lending, la terra dove la regolamentazione non rimane indietro in termini di sviluppo del mercato, che è quindi il più sicuro e controllato.

Il rendimento del P2P lending? Con RendiPiù guadagni anche sulle somme libere

L’investimento in P2P lending ha un ciclo di vita durante il quale il rendimento varia e all’interno del quale non tutti i soldi investiti inizialmente vengono prestati immediatamente, ma ci mettono dai 6 ai 12 mesi per essere interamente associati ad aziende richiedenti. “Ma se guadagno solo sulle somme prestate, le somme libere valgono zero per mesi?”. La logica porterebbe a questa domanda, tuttavia la risposta è tutt’altro che scontata… Ma andiamo per ordine. Perché non investiamo tutto subito? Principalmente per proteggere l’investimento diversificandolo in maniera estrema.