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Staccare una cedola? Anche nel P2P lending si può, come con un’obbligazione

In queste settimane vi stiamo raccontando tutti i vantaggi extra che diamo ai prestatori (oltre 3500) della nostra community. Oltre a un rendimento medio del 5% è possibile non pagare le commissioni, vedersi rimborsate completamente le tasse e ottenere una remunerazione anche sulle somme libere e non ancora prestate.

Sembra già molto, ma non è tutto. Molti dei nostri prestatori investono anche in obbligazioni, e sarebbe stato molto interessante creare un meccanismo che consentisse ai prestatori di “staccare una cedola”, monetizzando gli interessi generati dall’attività di prestito.

Social lending made in Italy: tutte le sfaccettature di un mercato ben regolamentato

Il FinTech è entrato nel dibattito pubblico. Tutti sanno di cosa stiamo parlando, ma quanti conoscono le norme e i livelli di controllo del prestito tra privati? Ve le spieghiamo noi

Benvenuti nell’Italia del social lending, la terra dove la regolamentazione non rimane indietro in termini di sviluppo del mercato, che è quindi il più sicuro e controllato.

Il rendimento del P2P lending? Con RendiPiù guadagni anche sulle somme libere

L’investimento in P2P lending ha un ciclo di vita durante il quale il rendimento varia e all’interno del quale non tutti i soldi investiti inizialmente vengono prestati immediatamente, ma ci mettono dai 6 ai 12 mesi per essere interamente associati ad aziende richiedenti. “Ma se guadagno solo sulle somme prestate, le somme libere valgono zero per mesi?”. La logica porterebbe a questa domanda, tuttavia la risposta è tutt’altro che scontata… Ma andiamo per ordine. Perché non investiamo tutto subito? Principalmente per proteggere l’investimento diversificandolo in maniera estrema.

Prestiti bancari alle piccole imprese ancora stagnanti: è lì che il P2P lending cresce e osa

I marketplace prestano alle più piccole (dati Crif) mentre gli istituti di credito tengono il freno tirato nonostante i bilanci migliorino (ma non abbastanza secondo PwC)

Le banche? Continuano a tenere le maglie del credito strette a danno soprattutto delle piccole e piccolissime imprese. E questo nonostante migliorino sul fronte degli NPL – i crediti inesigibili che le fanno finire sulla lista dei cattivi per l’impianto normativo di Basilea. E nonostante la qualità dei prestiti concessi alle imprese sia anche essa in aumento. Insomma, va tutto bene, eccetto l’impatto sull’economia reale. Un cortocircuito che i dati segnalano come un allarme rosso, e che prosegue inesorabile.

Con BorsadelCredito.it, Livotti vuole cambiare il mondo della logistica facendola andare verso la personalizzazione

Maurizio Foglia, fondatore della società di Milano racconta perché tecnologie e risorse umane (che non si trovano) siano il vero game changer

“Il nome deriva dal mio, è assonante con “leaf”, come mi chiamavano goliardicamente all’università”, Maurizio Foglia, patron della Livotti, esordisce scherzandoci su. Poi si fa subito serio: “siamo uno spedizioniere, o per dirla usando un linguaggio più adatto ai tempi, un 4PL (Fourth Party Logistic Service Provider). Ovvero un fornitore di servizi logistici integrati in modalità partnership con l’azienda cliente.

Epipoli, il re italiano delle gift card va alla conquista di Aliexpress

Il ceo Giannetto: “Con BorsadelCredito.it addio ai problemi di cassa dovuti ai tempi di pagamento dei fornitori”

“Ho fatto l’ufficiale dell’esercito, assegnato alla Nato, ho preso il brevetto di pilota di carri armati e poi ho lavorato in P&G a Milano, e ancora per Pernord Ricard”. A raccontarlo a BorsadelCredito.it è Gaetano Giannetto, fondatore e deus ex machina di Epipoli. Un imprenditore poliedrico con più vite alle spalle e che, senza dubbio, non si fa spaventare da quello che appare nuovo e sconosciuto.

La parola della settimana: comodità

Una delle caratteristiche fondanti del FinTech è la disintermediazione. Nel nostro contesto, quello del marketplace lending, prestatori e aziende vengono connessi direttamente attraverso la piattaforma e attraverso questa vengono svolte interamente le procedure necessarie per accedere al finanziamento. Senza limiti di orari e vincoli di presenza fisica in un luogo, senza necessità di stampare nemmeno un foglio di carta. Si tratta dunque di un’esperienza molto comoda per una PMI abituata ad avere a che fare con lo sportello bancario e a tutto ciò che ne consegue in termini di adempimenti. “Comodità” è la parola chiave di questa settimana.

Associazioni industriali: partnership con il FinTech per proiettare le PMI nel futuro del credito

Una proposta di convezione per servire le rappresentate con una allure di modernità (a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti)

Di FinTech le Confindustrie locali, da Como a Salerno, da Nord a Sud, iniziano quantomeno a parlare. Un trend molto recente e sollecitato dal grande salto che nel 2018 ha fatto il nostro settore, come testimoniano i numeri: secondo i dati più aggiornati di P2P Lending Italia, a fine giugno 2018 i prestiti alle imprese (a medio e lungo termine) registrano volumi totali per 57,3 milioni di euro (la rilevazione include BorsadelCredito.it, che ha raggiunto un erogato record di oltre 37 milioni a fine giugno, oltre 40 a fine luglio). Parliamo di tassi di crescita del 300%, che segnalano il catalizzarsi di forte interesse intorno a questo nuovo ecosistema di servizi alle imprese.

Le parole di BorsadelCredito.it: diversificazione

Uno dei mantra del risparmio gestito, una tecnica usata e consigliata da gestori e consulenti per tenere sotto controllo il rischio, è anche la regola aurea che determina come si investe nel P2P lending. Parliamo della diversificazione, che consiste nel costruire i portafogli facendo in modo che le risorse siano distribuite su un numero elevato di asset con caratteristiche di rendimento diverse: in questo modo il portafoglio diventa più solido, si bilancia il rischio che è insito e imprescindibile in qualsiasi investimento e si ottimizzano i profitti.

“Ma io già lo faccio con la banca”: i numeri che scardinano la diffidenza degli imprenditori verso il FinTech

Prestiti e anticipo fatture sono servizi offerti anche dagli istituti di credito tradizionali, ma con vincoli che li rendono spesso troppo onerosi, se non inutili

Prestiti e anticipo fatture sono servizi che le banche offrono, con molti vincoli, da sempre. Così capita spesso che gli imprenditori ai quali vengano proposti servizi simili ma in maniera disintermediata, attraverso le realtà del FinTech come BorsadelCredito.it, rispondano: “No, grazie, già lo faccio con la banca”.