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Le parole di BorsadelCredito.it: il “prestatore”

Con questo post inauguriamo una nuova rubrica che ci terrà compagnia per tutta l’estate. L’abbiamo intitolata “le parole di BorsadelCredito.it”.

Scegliere con cura le parole giuste è importante per mettere a fuoco come cambia il mondo, in questo caso il nostro. In ogni nuovo post di questa serie sceglieremo una parola chiave che descrive una peculiarità del nostro lavoro e la approfondiremo. Pillole di conoscenza per avvicinare i nostri lettori in maniera lieve e snella al mondo del P2P lending. La parola di oggi è: PRESTATORE.

Il processo di selezione delle aziende e gli altri strumenti di mitigazione del rischio

Ognuno di noi, quando si appresta a valutare un nuovo investimento, fa un’analisi su come funziona lo strumento e soprattutto pesa il rapporto rendimento-rischio. Sì, perché ogni investimento comporta un rischio, che può essere maggiore o minore, così come per il rendimento. Sta alla propensione dell’investitore decidere di puntare su certi tipi di strumenti.

Come ogni investimento, anche nel P2P lending, a fronte di rendimenti spesso più interessanti degli strumenti più comuni del mercato, c’è un rischio, ovvero che le imprese a cui prestiamo denaro non lo restituiscano – un rischio che esiste sempre quando si ha che fare con strumenti di debito quali sono, per esempio, anche i corporate bond.

BorsadelCredito.it versus conti deposito: chi vince la sfida?

Analisi dei pro e dei contro dei due strumenti di investimento

Ogni mese con le statistiche sui rendimenti di BorsadelCredito.it mettiamo a confronto il valore che riesce a garantire a un investitore il P2P lending rispetto a quello di conti deposito, fondi corporate e titoli di Stato. Da inception, ovvero dall’inizio della nostra attività, il prodotto del nostro marketplace si è sempre dimostrato il migliore e di gran lunga, con un tasso costantemente attorno al 5% che, anche in presenza della tassazione penalizzante ad aliquota Irpef in vigore fino al 2017, al netto risultava più redditizio degli altri strumenti.

Cosa ci vuole per un rendimento del 5%? Un periodo di investimento che punti alla qualità

La parola d’ordine dell’investimento in prestiti alle imprese? Pazienza. Pazienza necessaria perché le imprese realizzino i loro piani, grazie ai finanziamenti, pazienza per l’investitore perché si produca il rendimento atteso.

Il marketplace lending ha un funzionamento semplice, basato su una legge “aurea” dell’economia, quella della domanda e dell’offerta. Da un lato ci sono le imprese che richiedono credito, dall’altro i finanziatori che decidono di investire i propri risparmi nell’economia reale. I due soggetti si incontrano all’interno del marketplace, che funziona ed è in equilibrio quando domanda e offerta coincidono.

Il ciclo di vita dell’investimento con il P2P lending

Chi investe nel P2P lending, come per la maggior parte degli investimenti, vede il rendimento variare nel tempo, ma sa che non si tratta di un investimento imprevedibile, anzi. Le azioni in Borsa hanno un prezzo che cambia in base alla domanda e offerta – o denaro lettera per dirla in gergo, le obbligazioni hanno un rendimento che varia al variare del prezzo in base a diversi fattori, non ultimi i tassi di interesse fissati dalle banche centrali. In generale cause esogene di diversa natura influenzano gli andamenti di tutte le asset class: pensiamo ai conflitti geopolitici o alle elezioni, solo per fare qualche esempio. Un investimento su una piattaforma di P2P lending, a differenza di azioni e bond, muta ma lo fa secondo uno schema più o meno fisso e ha quindi un andamento piuttosto pronosticabile.

Se state pensando di cominciare a investire sulle aziende e nel P2P lending, vi raccontiamo cosa aspettarsi dal ciclo di vita di un investimento tramite BorsadelCredito.it.

Estate 2017: niente spese di gestione e tasse in caduta libera per tutti i prestatori!

Aspiranti prestatori di BorsadelCredito.it drizzate le orecchie: è il momento giusto per entrare a far parte del club di chi finanzia l’economia reale italiana. BorsadelCredito.it ha attivato la promozione “Estate 2017”. Tutti coloro che si iscriveranno al portale (con un procedimento semplice, che descriviamo qui) o anche quelli che hanno già effettuato l’iscrizione ma ancora non sono entrati nel circuito degli investitori, se faranno il loro primo versamento di almeno 10mila euro entro il 3 settembre avranno un anno intero di sconti. Grazie a quest’offerta estiva il rendimento lordo che BosadelCredito.it offre (per il mese di giugno al 5,35%) diventerà praticamente netto.

Quanto vale il 5% lordo di rendimento di BorsadelCredito.it? 5%!

Prestatori, attenzione! Questo post del blog è dedicato a voi e alle molte domande che ci fate ogni giorno in merito a una cosa che vi sta particolarmente a cuore: il rendimento dell’investimento nel P2P lending per le PMI. La domanda chiave a cui troverete la risposta alla fine dell’articolo è: quanto guadagna al netto di tutti i costi un prestatore di BorsadelCredito.it?

Chi presta il denaro nel mercato virtuale del credito all’impresa

Uomo, poco più che quarantenne, nato al Nord. L’identità del prestatore tipo, che sceglie di investire nell’economia reale del BelPaese, è grosso modo questa.

Ben il 92% di coloro che finanziano le piccole imprese su piattaforma digitale è maschio e ha un’età media di 44 anni, con uno scarto tra il più giovane (19 anni) e il più vecchio (88) di quasi settant’anni. Trasversale anche la distribuzione geografica: il 22% dei prestatori è lombardo, il 10% veneto. Al terzo posto (con il 9%) si piazza il Lazio e, a seguire, Puglia ed Emilia Romagna. Infine, la stragrande maggioranza dei prestatori (il 91%) sceglie il profilo gestito, ovvero si lascia guidare nella costruzione del portafoglio piuttosto che fare da sé.

Nel mercato italiano appena nato del marketplace lending gli investitori sono esclusivamente privati (Persone Fisiche, per la maggior parte, ma anche Giuridiche), ma l’esperienza europea insegna che questa forma di investimento è adatta e piace anche agli istituzionali, come i fondi, le assicurazioni o banche; e i qualificati, come i retail con grossi patrimoni.