Tag Archives: prestatore

Sognavo di diventare Spock, invece riparo strumenti scientifici

Il ritratto di Fabio Dalla Valle, papà di tre gemelli ad Arluno, che ama la montagna e gli investimenti prudenti. E di BorsadelCredito.it apprezza la trasparenza e l’effetto impacting sull’economia reale

Ho quasi realizzato il mio sogno di bambino, uno dei miei eroi era Spock di Star Trek e ora lavoro con strumenti scientifici. Non sono un astronauta o uno scienziato, ma sono riuscito a rimanere nel campo”. Fabio Dalla Valle, 46 anni è uno specialista di assistenza per strumenti di laboratorio: ripara e garantisce il buon funzionamento di macchine complesse e, quando lavora, si sente ancora un po’ come a sei anni, come se fosse alla guida di una navicella spaziale.

Voleva la luna, ha avuto una scrivania in banca. Ma sceglie il lending per i suoi investimenti

Michela Rana, 34 anni, milanese, un lavoro in banca, era un’investitrice prudente e con BorsadelCredito.it non ha tradito la sua natura

Voleva andare sulla luna, invece lavora in banca. Ma, forse anche perché è una Millenial, è stata attratta dal FinTech come possibilità di investimento, un modo per diversificare un portafoglio prudente.

Pietro Renzi, il professore che voleva aiutare le persone (e invece aiuta l’economia reale)

Dopo l’incontro con BorsadelCredito.it a un convegno ospitato nell’Università di San Marino in cui insegna, Renzi ha scelto di diventare prestatore. Da investitore prudente a innovatore: “La trasparenza è il maggior punto di forza del sistema”

Da bambino ho sempre sognato di fare il camionista. Poi ho pensato che sarebbe stato meglio studiare medicina, per aiutare gli altri. Ma durante l’ultimo anno del liceo sono stato folgorato sulla via di Damasco dal mondo delle telecomunicazioni. E così sono diventato un professore universitario”. Non si può dire che non amasse sperimentare, fin da piccolo, Pietro Renzi, 41 anni, di San Marino. E sperimentando anche sul fronte degli investimenti un giorno si è imbattuto in BorsadelCredito.it, credendoci. Per un quarantenne – non abbastanza giovane per essere un nativo digitale, non abbastanza maturo per guardare con sospetto alla tecnologia – una scelta quasi naturale, che ha portato buoni frutti, come vedremo.

Lo sviluppatore Gen X ferito dalla bolla di Internet che è tornato a investire con BorsadelCredito.it

“Ottimo rendimento con un meccanismo sofisticato e affascinante di controllo del rischio. Ma se ne parlo con parenti e amici cascano dal pero: facciamo più informazione!”. Parola di Franco De Stefano, che vive ad Abbiategrasso (Milano) e fa consulenze per la realizzazione di siti web e database.

Quando ero giovane ho vissuto la bolla delle dot.com, o meglio ne sono stato vittima insieme alla gran parte degli investitori. Però devo dire che erano anni in cui senza nessuna conoscenza si acquistava con la speranza di riuscire a speculare, solo per sentito dire. Successivamente non ho fatto molti investimenti, ho solo, sporadicamente aderito alle diverse proposte che mi arrivavano dalle banche”.

L’investitore del 2018? Vive al Nord e investe almeno 20mila euro nell’economia reale

Ecco i risultati dell’Osservatorio 2018 di BorsadelCredito.it sui prestatori attivi del suo marketplace

Sorpresa: non sono i Millennial a investire negli strumenti innovativi offerti dal Fintech, ma i 40-60enni. Che non hanno paura di allocare parte del proprio patrimonio nel lending per le imprese. Le donne sono molto poche, ma osano anche di più: quelle che accedono allo strumento lo fanno destinando una somma in media più cospicua rispetto a quella riservata dagli uomini.

La storia di Biagio Tramontana, investitore numero 7 di BorsadelCredito.it

Esperto di project management, docente a contratto alla LUISS Business School, business angel e imprenditore: “Il P2P lending ha mantenuto le promesse di rendimento al 5%, offrendo il valore aggiunto di una vera consulenza”

Le parole di BorsadelCredito.it: “protezione”

Come ogni investimento, anche il P2P lending non è esente da rischi. Il principale – è bene dirlo – è che le imprese a cui prestiamo denaro non lo restituiscano, un pericolo che esiste sempre quando si ha che fare con strumenti di debito quali sono, per esempio, anche i corporate bond. Tuttavia cerchiamo di abbassare il più possibile il rischio utilizzando almeno tre strumenti di mitigazione della rischiosità che offrono al prestatore a tutti gli effetti una “protezione”, oggetto di questa ultima puntata della nostra rubrica sulle parole di BorsadelCredito.it.  

Le parole di BorsadelCredito.it: il “prestatore”

Con questo post inauguriamo una nuova rubrica che ci terrà compagnia per tutta l’estate. L’abbiamo intitolata “le parole di BorsadelCredito.it”.

Scegliere con cura le parole giuste è importante per mettere a fuoco come cambia il mondo, in questo caso il nostro. In ogni nuovo post di questa serie sceglieremo una parola chiave che descrive una peculiarità del nostro lavoro e la approfondiremo. Pillole di conoscenza per avvicinare i nostri lettori in maniera lieve e snella al mondo del P2P lending. La parola di oggi è: PRESTATORE.

Il processo di selezione delle aziende e gli altri strumenti di mitigazione del rischio

Ognuno di noi, quando si appresta a valutare un nuovo investimento, fa un’analisi su come funziona lo strumento e soprattutto pesa il rapporto rendimento-rischio. Sì, perché ogni investimento comporta un rischio, che può essere maggiore o minore, così come per il rendimento. Sta alla propensione dell’investitore decidere di puntare su certi tipi di strumenti.

Come ogni investimento, anche nel P2P lending, a fronte di rendimenti spesso più interessanti degli strumenti più comuni del mercato, c’è un rischio, ovvero che le imprese a cui prestiamo denaro non lo restituiscano – un rischio che esiste sempre quando si ha che fare con strumenti di debito quali sono, per esempio, anche i corporate bond.

BorsadelCredito.it versus conti deposito: chi vince la sfida?

Analisi dei pro e dei contro dei due strumenti di investimento

Ogni mese con le statistiche sui rendimenti di BorsadelCredito.it mettiamo a confronto il valore che riesce a garantire a un investitore il P2P lending rispetto a quello di conti deposito, fondi corporate e titoli di Stato. Da inception, ovvero dall’inizio della nostra attività, il prodotto del nostro marketplace si è sempre dimostrato il migliore e di gran lunga, con un tasso costantemente attorno al 5% che, anche in presenza della tassazione penalizzante ad aliquota Irpef in vigore fino al 2017, al netto risultava più redditizio degli altri strumenti.