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L’investitore del 2018? Vive al Nord e investe almeno 20mila euro nell’economia reale

Ecco i risultati dell’Osservatorio 2018 di BorsadelCredito.it sui prestatori attivi del suo marketplace

Sorpresa: non sono i Millennial a investire negli strumenti innovativi offerti dal Fintech, ma i 40-60enni. Che non hanno paura di allocare parte del proprio patrimonio nel lending per le imprese. Le donne sono molto poche, ma osano anche di più: quelle che accedono allo strumento lo fanno destinando una somma in media più cospicua rispetto a quella riservata dagli uomini.

Con BorsadelCredito.it, Livotti vuole cambiare il mondo della logistica facendola andare verso la personalizzazione

Maurizio Foglia, fondatore della società di Milano racconta perché tecnologie e risorse umane (che non si trovano) siano il vero game changer

“Il nome deriva dal mio, è assonante con “leaf”, come mi chiamavano goliardicamente all’università”, Maurizio Foglia, patron della Livotti, esordisce scherzandoci su. Poi si fa subito serio: “siamo uno spedizioniere, o per dirla usando un linguaggio più adatto ai tempi, un 4PL (Fourth Party Logistic Service Provider). Ovvero un fornitore di servizi logistici integrati in modalità partnership con l’azienda cliente.

PEER: il PIR di BorsadelCredito.it, si presta senza l’impatto delle tasse

In attesa che chi legifera equipari dal punto di vista del trattamento fiscale gli strumenti di investimento FinTech a quelli tradizionali, BorsadelCredito.it ha deciso di anticipare i tempi e dare vita al suo personale PIR. Si scrive PEER e si legge seguendo le regole della fonetica inglese, perché ispirati dal modello inglese degli Ifisa. Gli Ifisa sono i piani individuali di risparmio britannici: in tutto simili a quelli italiani, ma con in più la possibilità di introdurre nel paniere strumenti Fintech, che sono esentasse come il resto del portafoglio.

Le parole di BorsadelCredito.it: diversificazione

Uno dei mantra del risparmio gestito, una tecnica usata e consigliata da gestori e consulenti per tenere sotto controllo il rischio, è anche la regola aurea che determina come si investe nel P2P lending. Parliamo della diversificazione, che consiste nel costruire i portafogli facendo in modo che le risorse siano distribuite su un numero elevato di asset con caratteristiche di rendimento diverse: in questo modo il portafoglio diventa più solido, si bilancia il rischio che è insito e imprescindibile in qualsiasi investimento e si ottimizzano i profitti.

“Ma io già lo faccio con la banca”: i numeri che scardinano la diffidenza degli imprenditori verso il FinTech

Prestiti e anticipo fatture sono servizi offerti anche dagli istituti di credito tradizionali, ma con vincoli che li rendono spesso troppo onerosi, se non inutili

Prestiti e anticipo fatture sono servizi che le banche offrono, con molti vincoli, da sempre. Così capita spesso che gli imprenditori ai quali vengano proposti servizi simili ma in maniera disintermediata, attraverso le realtà del FinTech come BorsadelCredito.it, rispondano: “No, grazie, già lo faccio con la banca”.

Le parole di BorsadelCredito.it: velocità

Quando ci confrontiamo con gli imprenditori a cui abbiamo erogato un prestito tramite la nostra piattaforma e chiediamo loro qual è il maggior valore aggiunto offerto dal nostro prodotto, la prima risposta che otteniamo è sempre la stessa: la velocità. Questa è la parola chiave che caratterizza al meglio il nostro business.

Quanto siamo veloci? I tempi di risposta di una piattaforma di P2P lending come la nostra sono di 24 ore per l’esito della richiesta e di pochi giorni, da 3 a 15, perché il credito sia erogato fisicamente sul conto del richiedente. Si tratta di intervalli incredibili per chi è abituato al canale bancario che, secondo le statistiche, ha reazioni che variano dalle 8 alle 12 settimane.

Le Parole di BorsadelCredito.it: l’economia reale

Di economia reale si è parlato con toni di apprezzamento sempre maggiori a partire dalla crisi dei mutui subprime che ha avuto il suo culmine nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers, simbolo di un’epoca che a dieci anni di distanza ancora si fa fatica a lasciarsi alle spalle. L’economia reale, protagonista di questo nuovo post della rubrica dedicata alle nostre parole si contrappone all’economia finanziaria, da cui quella crisi è scaturita. L’economia finanziaria non produce nulla ma è funzionale al reperimento delle risorse necessarie a far funzionare un’attività economica reale. Si tratta dunque di due facce della stessa medaglia: una serve all’altra per esistere. Da un lato l’economia finanziaria, dunque la moneta, la Borsa, il mercato dei capitali, dall’altro l’economia reale, ovvero industrie, agricoltura, servizi.

Cosa finanziare con BorsadelCredito.it: gli investimenti

L’acquisto di nuove macchine, lo sviluppo di un progetto, un’assunzione: tutti motivi per cui è necessario ottenere credito. Ecco perché alle imprese conviene 

Nuovi investimenti, lo sviluppo di un progetto o di un ramo di azienda ma anche l’acquisto di un macchinario per avvicinarsi al 4.0, la ristrutturazione dei locali di produzione, oppure un’iniziativa per attrarre nuovi talenti o rafforzare la presenza sul mercato con una campagna di marketing mirata. Sono alcuni degli obiettivi di crescita che un imprenditore può raggiungere investendo nuovi capitali, per cui quasi sempre è necessario un finanziamento. Fondamentalmente sono due le ragioni per cui si può chiedere e ottenere un finanziamento: investimenti e liquidità.

BorsadelCredito.it vs banca: i due pianeti del credito a confronto

Velocità, trasparenza, trasversalità. Se dovessimo sintetizzare in tre parole chiave l’esperienza dell’imprenditore che chiede credito a BorsadelCredito.it, useremmo quelle in attacco.

La forza dirompente del P2P lending sta innanzitutto in un nuovo modello di offerta, che si differenzia in maniera netta da quello della banca e che rappresenta un superamento di tutti i maggiori limiti di quest’ultimo.

Il processo di selezione delle aziende e gli altri strumenti di mitigazione del rischio

Ognuno di noi, quando si appresta a valutare un nuovo investimento, fa un’analisi su come funziona lo strumento e soprattutto pesa il rapporto rendimento-rischio. Sì, perché ogni investimento comporta un rischio, che può essere maggiore o minore, così come per il rendimento. Sta alla propensione dell’investitore decidere di puntare su certi tipi di strumenti.

Come ogni investimento, anche nel P2P lending, a fronte di rendimenti spesso più interessanti degli strumenti più comuni del mercato, c’è un rischio, ovvero che le imprese a cui prestiamo denaro non lo restituiscano – un rischio che esiste sempre quando si ha che fare con strumenti di debito quali sono, per esempio, anche i corporate bond.