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Le banche italiane che non si digitalizzano sono destinate a restare indietro

Secondo l’ultimo report pubblicato da S&P Global Ratings le banche tradizionali dovranno inevitabilmente puntare sull’innovazione per far fronte alla crescente concorrenza portata dalla digitalizzazione

Non è una novità: chi si occupa di FinTech lo afferma da tempo e in epoca di PSD2 è diventata norma.

Collaborazione e integrazione dei servizi: perché il banking si sta trasformando grazie a questi due trend

Ne parlano tutti, da CapGemini a PwC, al Polimi: nei servizi finanziari il contesto sarà sempre più open. E aumentano anche le partnership tra FinTech per offrire ai clienti – privati e imprese – un’esperienza di uso sempre migliore con servizi più evoluti e vantaggi crescenti in termini di risparmio di tempo e denaro. L’esperienza di BorsadelCredito.it con Qonto

Il FinTech esce dalla nicchia e diventa pervasivo. Lo afferma Mastercard nella sua newsroom, sottolineando che i nuovi player finanziari “continuano a costruire una infrastruttura finanziaria basata sulla tecnologia” e, come in altri settori (vedi la telefonia), prima hanno disaggregato l’offerta degli incumbent per poi impacchettarla ora nuovamente in una gamma finanziaria completamente inedita.

Il valore delle FinTech? Sta nella tecnologia e consentirà l’emersione di un modello di banca as a service

Nel prossimo futuro l’expertise sviluppata dalle startup della finanza sarà il vantaggio competitivo che gli istituti di credito tradizionali potranno acquisire per offrire ai clienti l’esperienza di uso più snella e completamente digitale di cui sono alla ricerca

Il 2020 per il mondo bancario (e per le FinTech) è un anno di svolta. Per varie ragioni, ma tutte afferenti alla tecnologia. Non a caso è stato già definito come l’anno zero della rivoluzione finanziaria, da un lato per l’affermarsi dell’open banking con la PSD2, entrata in vigore in Italia lo scorso 14 settembre, dall’altro per un trend crescente di collaborazione tra i diversi operatori dell’ecosistema.

Open banking: i nuovi business valgono solo in Gran Bretagna fino a 2 miliardi di sterline

Il modello si va imponendo più rapidamente in Europa che negli Usa ed è inesorabilmente destinato a cambiare per sempre il rapporto tra banche e FinTech e con i consumatori. Ecco perché è il tema centrale di ogni dibattito sui pagamenti

Si è appena concluso a Milano il Salone dei Pagamenti, il più importante evento italiano di settore. Tema centrale: l’open banking, argomento sempre più mainstream da quando, lo scorso 14 settembre, è entrata in vigore anche in Italia la PSD2.

BorsadelCredito.it pronta all’appuntamento con PSD2 con un’interfaccia che già consente ai clienti la condivisione dei dati

La direttiva europea sui servizi di pagamento entra ufficialmente in vigore in Italia dal 14 settembre. Ecco un piccolo riepilogo della rivoluzione che ci attende e la strada che abbiamo percorso fin qui per essere compliant

Il 14 settembre entra in vigore anche il Italia la PSD2. E BorsadelCredito.it si presenta all’appuntamento con tutte le carte in regola. È infatti già a disposizione dei nostri clienti l’interfaccia attraverso cui condividere i dati e accedere ai nostri servizi con un semplice click: l’abbiamo sviluppata con Fabrick ed è possibile trovare maggiori informazioni qui.

Con la Psd2 per le banche la svolta è Fintech (o sarà la resa dei conti)

Banche che a tendere diventeranno mere casseforti low cost, se non cambiano pelle. La strada della rivoluzione Fintech è segnata: il Consiglio dei Ministri, il 15 settembre, ha approvato in esame preliminare il Decreto Legislativo di recepimento della direttiva 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno (la cosiddetta PSD2). Il decreto, che dovrà essere approvato in via definitiva, sentiti i pareri della Commissione Finanze, Politiche dell’Unione Europea e Bilancio entro il 26 Ottobre 2017, contiene anche le regole attuative del regolamento (UE) n. 751/2015 del Parlamento europeo sulle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (gli IFR). Ma è sulla PSD2 che dovrebbe concentrarsi l’attenzione. Non è una normativa che riguarda direttamente il P2P lending, ma ci interessa molto perché segna una direzione.

Il regolamento di Bankitalia sul social lending? Non basta, l’Italia resta al palo

http://www.osborneclarke.com/lawyers/umberto-piattelli/

“Non servono nuove leggi, ci sono le direttive europee”, parola di Umberto Piattelli, partner dello studio legale Osborne & Clarke e consulente della Commissione Europea sul crowdfunding

Il trend del social lending italiano è decisamente rivolto a incrementare le offerte di finanziamenti per le start-up, le micro e le piccole imprese poco servite dal sistema bancario, così come avviene oramai negli altri paesi europei e non solo. Rispetto alle 3 piattaforme di social lending che operavano in Italia nel 2015, si contano già ben 8 piattaforme nel 2016 e non mi stupirei se il numero raddoppiasse ancora nel 2017, con un forte incremento delle piattaforme P2B, e quindi rivolte al mercato delle aziende”.