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BorsadelCredito.it pronta all’appuntamento con PSD2 con un’interfaccia che già consente ai clienti la condivisione dei dati

La direttiva europea sui servizi di pagamento entra ufficialmente in vigore in Italia dal 14 settembre. Ecco un piccolo riepilogo della rivoluzione che ci attende e la strada che abbiamo percorso fin qui per essere compliant

Il 14 settembre entra in vigore anche il Italia la PSD2. E BorsadelCredito.it si presenta all’appuntamento con tutte le carte in regola. È infatti già a disposizione dei nostri clienti l’interfaccia attraverso cui condividere i dati e accedere ai nostri servizi con un semplice click: l’abbiamo sviluppata con Fabrick ed è possibile trovare maggiori informazioni qui.

Con la Psd2 per le banche la svolta è Fintech (o sarà la resa dei conti)

Banche che a tendere diventeranno mere casseforti low cost, se non cambiano pelle. La strada della rivoluzione Fintech è segnata: il Consiglio dei Ministri, il 15 settembre, ha approvato in esame preliminare il Decreto Legislativo di recepimento della direttiva 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno (la cosiddetta PSD2). Il decreto, che dovrà essere approvato in via definitiva, sentiti i pareri della Commissione Finanze, Politiche dell’Unione Europea e Bilancio entro il 26 Ottobre 2017, contiene anche le regole attuative del regolamento (UE) n. 751/2015 del Parlamento europeo sulle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (gli IFR). Ma è sulla PSD2 che dovrebbe concentrarsi l’attenzione. Non è una normativa che riguarda direttamente il P2P lending, ma ci interessa molto perché segna una direzione.

Il regolamento di Bankitalia sul social lending? Non basta, l’Italia resta al palo

http://www.osborneclarke.com/lawyers/umberto-piattelli/

“Non servono nuove leggi, ci sono le direttive europee”, parola di Umberto Piattelli, partner dello studio legale Osborne & Clarke e consulente della Commissione Europea sul crowdfunding

Il trend del social lending italiano è decisamente rivolto a incrementare le offerte di finanziamenti per le start-up, le micro e le piccole imprese poco servite dal sistema bancario, così come avviene oramai negli altri paesi europei e non solo. Rispetto alle 3 piattaforme di social lending che operavano in Italia nel 2015, si contano già ben 8 piattaforme nel 2016 e non mi stupirei se il numero raddoppiasse ancora nel 2017, con un forte incremento delle piattaforme P2B, e quindi rivolte al mercato delle aziende”.