Tecnologia e mentalità imprenditoriale: così arriva il credito

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Il dibattito tra banche e aziende sul tema del credito, specie da quando si parla di crisi economica e credit crunch, è sempre un tema caldo in agenda, che gira attorno al problema delle difficoltà di comunicazione e collaborazione.

L’abbiamo già anticipato nella premessa a #MeritoCredito, il nostro ebook che fornisce concreti suggerimenti per migliorare le possibilità di accesso al credito delle aziende:

 

La contrazione del credito si è determinata perché è andato in crisi un modello di relazione banca-impresa e non solo perché si è abbattuta sulla nostra economia una crisi senza precedenti.
Abbiamo, da un lato, un sistema bancario in profonda crisi, che fa una gran fatica a rinnovarsi, a superare modelli distributivi e creditizi obsoleti e fallimentari; un modello che non riesce a selezionare la “buona impresa” e a offrirle il valore che cerca.
Allo stesso tempo, abbiamo una flotta di imprese che, abituata ai vecchi e, aggiungiamo, sbagliati modelli, non sa “meritare credito”….Scarica gratuitamente l’ebook #MeritoCredito

Martedì 4 novembre si è tenuto a Milano “A caccia di buoni affari“, un convegno di Master Information. Come riportato da Marco Letizia su Corriere.it, “la principale novità emersa nel corso del convegno è che banche e imprese (soprattutto quelle medie e piccole) sopravvivono solo se collaborano, accettando, sul fronte bancario di ampliare i propri orizzonti dalle 7000 Pmi che offrono massime garanzie a quelle 30-40 mila che si trovano nella cosiddetta zona gialla del credito, quella in cui gli algoritmi di valutazione non sono in grado di stabilire se è opportuno o no fornire un prestito, mentre, su quello aziendale, di trasformare la propria impresa secondo le indicazioni degli istituti di credito che forniscono il prestito“.

Le banche presenti all’incontro hanno sottolineato soprattutto due temi che possono ridare linfa al rapporto banca-impresa, che riguardano tutti e due i soggetti: puntare sul supporto tecnologico (vuol dire soprattutto innovazione per le imprese, ed efficienza per le banche) e consolidare la mentalità imprenditoriale (che si traduce in maggiore competenza sugli aspetti “manageriali” per l’imprenditore, e una più spiccata attività di consulenza e supporto da parte dei soggetti finanziatori).

Corriere.it richiama nello specifico alcuni interesanti passi dell’incontro:

Spiega Stefano Barrese della Direzione Pianificazione controllo e marketing della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo: «La crisi ha premiato gli imprenditori che hanno saputo cambiare. Il Paese sta soffrendo, ma ha alcuni ambiti che fanno registrare tassi di crescita significativi. Il tessuto imprenditoriale necessita di investimenti e quindi di credito. Per erogarlo occorre procedere di pari passo con la formazione dei dipendenti e del tessuto manageriale delle imprese».
Sul fronte della tecnologia, sottolinea Alberto Mossetti della direzione controllo di gestione e pianificazione operativa della Banca Popolare di Vicenza, «Molte cose sono state fatte per venire incontro ai clienti e dar loro risposte in tempio reale dalla digitalizzazione delle pratiche alla consulenza da remoto»… continua a leggere su Corriere.it

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